foto by Raffaelli Consulting
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Viaggi & Reportages

Meli in fiore nei Castelli del Trentino

Oltre cento tra rocche, torri, residenze e presidi fortificati

C’è una stagione in Trentino, e in particolare nella Val di Non, in cui il paesaggio sembra rallentare il battito. È il tempo della fioritura dei meli, quando i filari si trasformano in una distesa impalpabile di petali e la valle si veste di una luce nuova, quasi sospesa. Tra aprile e maggio basta camminare tra i meleti, veri protagonisti di questo territorio, per comprendere l’essenza autentica di questa terra.

 I filari disegnano prospettive perfette, le montagne diventano quinte sceniche, i castelli sanno di fiaba. Il risveglio della natura racconta una civiltà agricola colta, costruita su cura della terra, stagionalità e tradizioni rurali. La fioritura non appartiene soltanto ai frutteti. Anche prati, boschi e giardini si accendono di tonalità nuove, invitando a un turismo consapevole.

Ci sono poi gli eventi che danno lo spunto per arrivare da queste parti ''fuori stagione''. Tra questi Fiorinda, Festa della Fioritura, ideata dalla Pro Loco di Taio, uno degli appuntamenti simbolo della primavera trentina. L’appuntamento è per sabato 11 e domenica 12 aprile 2026 a Mollaro, nel Comune di Predaia.

La 10ª edizione di Fiorinda trasforma il paese in un mercato florovivaistico, artigianato del legno, pesca, prodotti stagionali e stand enogastronomici curati da associazioni e ristoratori locali, passeggiate tra i meleti. Laboratori di cucina e di innesto, prove di potatura, creazione di bijoux floreali, costruzione di casette per uccellini e insetti, semina, piccoli esperimenti di oreficeria: la manualità diventa esperienza, il territorio materia viva. E per i bambini: attività, animazioni, laboratori didattici, spettacoli itineranti, pony, falconeria, cantastorie.
Info: Azienda per il Turismo Val di Non: info@visitvaldinon.it

E' l'occasione per scoprire anche il resto del patrimonio in castelli del Trentino, che è vastissimo: oltre cento sono le rocche, torri, residenze e presidi fortificati sono disseminati sul territorio. Più di un centinaio sono anche quelli oscurati dall’ingiuria del tempo, scomparsi per mano dell’uomo o per il sopravvento della natura che ne ha celato le rovine.

"I castelli sono gli interpreti monumentali di secoli di storia e di arte, espressioni stratificate di potere economico, sociale e militare, mutevoli a seconda di tempi e luoghi" spiega il Sovrintendente Franco Marzatico che per lo studio, conoscenza e fruizione di questo straordinario patrimonio del paesaggio culturale ha ideato e strutturato la “Rete dei castelli”.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento, la Rete coinvolge soggetti che operano nei campi della ricerca, della tutela, della valorizzazione e della promozione turistica. Tra le perle c'è certamente Castel Toblino (Schloß Toblin nei testi di lingua tedesca) un raro esempio di castello lacustre.Situato nella valle dei Laghi tra Padergnone e Sarche nel territorio comunale di Calavino, in provincia di Trento è...pura magia per gli occhi, d'estate e d'inverno.

FOTO - Archivio PAT
Schloss Toblin, raro esempio di castello lacustre

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