Ahrntal - foto Filippo Galluzzi
Ahrntal - foto Filippo Galluzzi
Viaggi & Reportages

Forest Bathing in Valle Aurina

Il 50% della superficie dell'Alto Adige è ricoperto da foreste: una inestimabile fonte di Benessere

(Corona Perer - 15 giugno 2021) - Il ''Forest Bathing'' in Valle Aurina è uno dei programmi proposti dagli operatori turistici di questa valle dove fare il pieno di natura non è uno slogan. Si tratta di una valle poco turistica, ma molto curata e ben dotata di servizi e con alberghi di qualità. 

Il 50% della superficie dell'Alto Adige è ricoperto da Boschi e foreste, una inestimabile fonte di Benessere. Il bagno nel bosco è una delle opportunità in questo territorio così generoso. Con l'aiuto di una buona guida questa attività fa solo bene.

“Basta lasciarsi andare” ci dice Stefan Fauster che - come prima cosa - ci fa togliere gli scarponi. Guida naturalistica e albergatore insegna ai turisti della Valle Aurina a prendere dal bosco le tante cose che questo splendido ecosistema vivente  può dare al nostro organismo e alla nostra anima.

Cominciamo allora dal camminare a piedi nudi che fa bene alla salute: è un massaggio di riflessologia plantare, favorisce la circolazione sanguigna e stimola il metabolismo facilitando la riduzione dello stress, occorre muoversi lentamente, scegliere le caratteristiche del terreno da calpestare concentrare la propria attenzione sul suolo senza avere fretta, ascoltando le sensazioni che questo camminare fornisce ai nostri sensi. E' un'esperienza che non si dimentica.

Camminare a piedi nudi è una delle principali attività del bagno del Bosco. Elimina l'isolamento artificiale tra il nostro corpo e la terra costruito dalle calzature che sono il primo allontanamento dell'uomo dalla natura.

“L'uomo preistorico non portava calzature, proteggersi ha eliminato il più semplice contatto primordiale con la natura, ma è bello sentire la terra che stuzzica, i fili d'erba che pizzicano, il solletico e il fastidio dei sassolini, l'ammorbidente muschio, il fango che ci fa tornare quei bambini felici di una pozzanghera" spiega Stefan.

E spiega che chi sa affrontare il bosco in questo modo sa stare bene con se stesso. Ma chi vuole impararlo deve farlo in lentezza e soprattutto nel silenzio. "Immergersi e accogliere consapevolmente il bosco, vuol dire attingere alla energia degli alberi” afferma Stefan, che indica nella luce, nella purezza dell'aria, nelle temperature costanti, nella elevata umidità dell'aria e nell'assenza di inquinamento acustico i primi più evidenti vantaggi. Quello che invece non vediamo sono i profumi e gli oli essenziali che il bosco emana e distribuisce a chiunque voglia coglierlo.

Annusare, ascoltare, toccare, abbandonarsi sono le parole chiave. “Il bosco aiuta a ritrovare la bussola interiore. Certo bisogna rilassarsi, respirare, fermarsi ad ascoltare i rumori, rallentare il passo. Ed anche fare tutto ciò che il bosco ci suggerisce: niente è sbagliato e tutto è necessario” dice Stefan.

 

Perciò Stefan consiglia lentezza, silenzio. Tanto più ci si muove lentamente tanto più numerose saranno le sensazioni. Requisito principale prendersi del tempo e darsi tempo. ''Là dove vanno i pensieri va anche la nostra energia occorre saper fermare il tempo e spostare l'attenzione sul presente'' suggerisce Stefan.

“Se la mente è rivolta  al punto d'arrivo, l'attenzione al presente svanisce e questo fa perdere molte sensazioni. Fare il bagno nel bosco non è un esercizio intellettuale, ma intuitivo e sensoriale che aziona i cinque sensi”.

Il bagno nel bosco detto “shinrin yoku” nasce nei primi anni 80 su iniziativa del governo giapponese per stimolare la popolazione a ritrovare il legame con la natura.  Viene quindi introdotto in diversi università tanto che in Giappone nasce la “Medicina forestale” e alcune foreste di Giappone e Corea del Sud vengono destinate appositamente al bagno nel bosco, con collaboratori appositamente formati.

Le ricerche portate avanti in questi anni hanno dimostrato che il bagno nel bosco ha effetti positivi sul sistema nervoso, sull'equilibrio ormonale e sulle difese immunitarie. Riduce lo stress, favorisce il rilassamento riduce il battito cardiaco e la pressione arteriosa, migliora la qualità del sonno inibisce le infiammazioni croniche, migliora l'umore, allevia i sintomi del dolore, riduce gli stati di tensione rabbia depressione e spossatezza e aumenta in maniera sensibile la sensazione di riposo. La qualità di vita migliora, si è più vitali e distesi.

Occorre però continuità e gli esperti dicono che bastano quattro sedute terapeutiche nel bosco per notare già qualcuno dei benefici descritti. Fondamentale è imparare a respirare. Lasciarsi andare sgombera la mente e il mezzo migliore è il contatto, a patto che questo contatto sia sentito. Quello che a noi sembra silenzio diventa un dialogo naturale ricco di effetti positivi.

Chi sente le necessità di ritrovare il proprio equilibrio interiore il bagno nel bosco trova nella valle Aurina l'habitat ideale per ritrovare il giusto rapporto con Madre Natura.  Chi vive perennemente in velocità può fare fatica, ma assapora meglio i benefici di uno stop temporaneo per ritrovare il sè.

Martin Kiem, terapeuta del bosco e istruttore di Forest bathing sostiene che contrastare l'invecchiamento consiste anzitutto nel riconoscere i fattori di stress per contenerli. E che sia possibile limitarli lo dicono alcuni studi giapponesi: hanno dimostrato che basta trascorrere una sola giornata nel bosco per aumentare del 40% le cellule 'natural killer' nel sangue ovvero quei linfociti che sono in grado di riconoscere e di distruggere le cellule tumorali o colpite da un virus. “Questo effetto può durare fino a sette giorni ed è abbinato alla riduzione della pressione arteriosa e degli ormoni dello stress come il cortisolo l'adrenalina e la noradrenalina" afferma Kiem.


Così Stefan propone ai suoi ospiti un esercizio particolare: osservare bene ciò che è intorno e scegliere un albero. Anzi farsi scegliere dall'albero, avvicinarlo e ricordarsi che per vivere le piante hanno bisogno di acqua, luce e anidride carbonica, in cambio cedono all'atmosfera ossigeno. Un essere umano invece ha bisogno di acqua cibo e ossigeno e in cambio cede all'atmosfera anidride carbonica. Dunque tra noi e l'albero c'è una situazione di interscambio ideale: gli alberi producono ciò che serve a noi umani per vivere, ma raramente ci accorgiamo di questo.

“Occorre anche essere grati alla natura, saper dire grazie” raccomanda Stefan che consiglia di mettersi a fianco dell'albero scelto, appoggiarsi o abbracciarlo, respirare in maniera consapevole e rilassata e accettare questo scambio. Un abbraccio ad un albero dà benefici straordinari. Io l'ho fatto: era un abete scarno e sicuramente aveva dovuto affrontare tante tempeste, mi assomigliava. L'ho ringraziato: poteva capirmi.

Ascoltare i rumori, il silenzio, un improvviso battito d'ali, assaggiare una gemma di pino, odorare e utilizzare le mani: anche il nostro tatto si attiva e con esso la vista che fa attenzione ai dettagli. Guidati dall'olfatto potremmo accorgerci che tante cose ci sono sfuggite quando andavamo a fare una passeggiata.

 

Il naso ci dà il profumo delle cortecce, del muschio, dell'erba. Anche muovere un sasso che è sempre stato lì ci dice che la natura prosegue senza di noi, ha un suo tempo, un suo ritmo, una sua vita che noi spesso dimentichiamo.

Se ci fermiamo ascolteremo i brusio degli insetti di uccelli, il rumore di rami e fronde, una cascata che si avvicina e potremo mettere tutte queste emozione nel nostro scrigno personale, per aprirlo quando ci servirà attivare in città i pensieri belli, quelli che fanno star bene e allontanare lo stress per ritrovare noi stessi.
Ecco, quello sarebbe il momento per scappare subito e andare nel bosco.

(corona perer - giugno 2021)

 

info:
Associazione Turistica  Ahrntal - Valle Aurina
Campo Tures (info@taufers.com - tel. 0474-678076)

www.ahrntal.com

 

 


Autore: Corona Perer

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)

Articoli correlati