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La prevenzione del gioco d'azzardo

Centro di Tutela dei Diritti del Malato: ''intervenire prima''

foto di copertina: Depositphotos  - Gioco d’azzardo: la prevenzione deve arrivare prima. Il Centro di Tutela dei Diritti del Malato sostiene il percorso avviato dalla Provincia di Bolzano e richiama l’importanza dell’intercettazione precoce e dei servizi di prossimità

Il Centro di Tutela dei Diritti del Malato sottolinea la necessità di intervenire precocemente, prima che il gioco possa trasformarsi in un problema per la salute della persona.

Il quadro che emerge dalla nuova rilevazione è significativo: se da un lato diminuisce il numero complessivo delle persone che giocano, dall’altro aumenta la quota di coloro che presentano comportamenti problematici. Particolarmente importante è inoltre il dato relativo al gioco online: circa il 23% gioca attraverso Internet e la percentuale di giocatori patologici risulta oltre tre volte superiore rispetto a quella rilevata nel gioco al di fuori della rete.

«Riteniamo molto importante che il tema del gioco d’azzardo venga affrontato innanzitutto come una questione di salute e di prevenzione – sottolinea il Centro di Tutela dei Diritti del Malato –. L’obiettivo deve essere quello di riuscire a intercettare le situazioni di rischio il più precocemente possibile, quando è ancora possibile intervenire evitando che un comportamento problematico evolva in una vera e propria dipendenza».

 

Una prevenzione capace di intercettare i primi segnali

La prevenzione, secondo il Centro, deve necessariamente affiancare agli interventi rivolti alle persone già in situazione di dipendenza una crescente capacità di riconoscere i segnali iniziali di rischio.

Una persona che comincia a perdere il controllo sul gioco, che dedica ad esso una parte crescente del proprio tempo o delle proprie risorse economiche, oppure che tende a nascondere il proprio comportamento, potrebbe non riconoscersi ancora come persona che necessita di un aiuto.

È proprio in questa fase che diventa fondamentale una rete territoriale capace di offrire informazione, ascolto e orientamento, senza aspettare che la situazione diventi particolarmente grave.

«La prevenzione efficace è quella che riesce ad arrivare prima della domanda di cura – osserva il Centro –. Per questo riteniamo importante continuare a sviluppare una rete nella quale anche i servizi di prossimità e le realtà che quotidianamente incontrano i cittadini possano svolgere un ruolo di ascolto e di primo orientamento».

 

Il digitale rappresenta una nuova sfida

Particolare attenzione deve essere riservata al gioco online e ai nuovi fenomeni che stanno modificando il rapporto delle persone con il gioco e con il denaro.

Lo smartphone rende infatti il gioco potenzialmente disponibile in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, riducendo alcuni dei tradizionali segnali che potevano rendere riconoscibile il comportamento di gioco.

A questo si aggiunge la crescente presenza di meccanismi tipici del gioco d’azzardo all’interno di videogiochi, applicazioni, piattaforme digitali e forme di intrattenimento, con il rischio di rendere sempre più sottile il confine tra gioco, intrattenimento e azzardo.

«Il mondo digitale richiede una prevenzione altrettanto moderna – sottolinea il Centro –. Dobbiamo essere in grado di parlare soprattutto ai giovani e ai giovani adulti utilizzando linguaggi e strumenti a loro familiari e aiutandoli a comprendere i meccanismi attraverso i quali alcune modalità di gioco possono diventare rischiose».

In questo contesto assume importanza anche la capacità di sviluppare una maggiore consapevolezza nella gestione del denaro, così come richiamato dall’assessore provinciale Hubert Messner, e di comprendere i meccanismi che possono favorire comportamenti di gioco sempre più frequenti o difficili da controllare.

Non è soltanto un problema del singolo

Il Centro di Tutela dei Diritti del Malato ritiene inoltre importante mantenere al centro dell’attenzione le conseguenze che il gioco problematico può avere sull’intero contesto di vita della persona.

Una dipendenza può infatti ripercuotersi sulla salute psicologica e fisica, ma anche sulla situazione economica, sulle relazioni familiari, sulla capacità di sostenere le spese quotidiane e, più in generale, sull’autonomia e sulla qualità della vita.

Particolare attenzione deve quindi essere rivolta anche alle famiglie, che possono trovarsi a vivere direttamente le conseguenze del problema e che spesso necessitano a loro volta di informazioni e di orientamento.

«La tutela della salute non può fermarsi alla diagnosi della dipendenza – afferma il Centro –. Quando il gioco diventa problematico, le conseguenze possono coinvolgere l’intero nucleo familiare. Per questo è importante che la prevenzione e i percorsi di sostegno tengano conto della persona nella sua complessità e del contesto nel quale vive».

 

Proseguire il percorso già avviato

Alla luce dei nuovi dati, il Centro di Tutela dei Diritti del Malato ritiene particolarmente importante proseguire e rafforzare il percorso già avviato dalla Provincia nell’ambito del Piano provinciale sul contrasto al Gioco d’azzardo patologico 2025-2028, valorizzando ulteriormente la collaborazione tra istituzioni, servizi sanitari e sociali, mondo della scuola, associazioni e realtà del territorio.

In particolare, il Centro ritiene strategico continuare a investire su tre direttrici:

    informazione e sensibilizzazione, affinché cittadini e famiglie siano in grado di riconoscere precocemente i comportamenti a rischio;
    formazione e intercettazione precoce, affinché gli operatori che entrano quotidianamente in contatto con la popolazione possano riconoscere i primi segnali e orientare tempestivamente verso i servizi competenti;
    servizi di prossimità, capaci di offrire un primo spazio facilmente accessibile di ascolto, informazione e orientamento.

«Il lavoro già avviato dalla Provincia rappresenta una base importante sulla quale continuare a costruire – conclude il Centro di Tutela dei Diritti del Malato –. Come associazione impegnata quotidianamente nella tutela dei cittadini e nell’informazione sui diritti legati alla salute, siamo disponibili a mettere a disposizione la nostra esperienza e la nostra presenza sul territorio per contribuire a rafforzare una cultura della prevenzione».

La sfida, oggi, è riuscire ad arrivare prima: prima della dipendenza, prima che il problema comprometta la salute, prima che coinvolga pesantemente la famiglia e prima che una difficoltà possa trasformarsi in una situazione difficile da recuperare.

Il Centro di Tutela dei Diritti del Malato ritiene che questa sia una delle forme più concrete di tutela della salute: non aspettare che il problema diventi una malattia, ma creare le condizioni perché possa essere riconosciuto e affrontato per tempo.

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