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Quando Putin era buono

Ricordate i 18 marittimi di Mazara del Vallo in arresto a Bengasi? Berlusconi rivelò ''Grazie a Putin''

Mazara del Vallo - Ricordate i 18 marittimi di Mazara del Vallo in arresto a Bengasi? Era solo 6 anni fa. E Berlusconi rivelò ''Sono liberi grazie a Putin''. 

L'abbraccio ai 18 pescatori e la gioia  al porto, tra sirene e applausi, la commozione mandarono in archivio 108 giorni di prigionia in Libia, che però non potranno essere dimenticati.

"Siamo stati trattati come bestie, abbiamo temuto di morire" disse Marco Marrone, armatore della Medinea, uno dei due pescherecci sequestrati non contiene l'emozione e come lui gli altri pescatori italiani che sono stati trattenuti a Bengasi. In tutto 18 persone: 8 italiani, 6 tunisini, 2 indonesiani e 2 senegalesi.

Per le loro famiglie gioia incontenibile:  avevano protestato e anche bivaccato davanti a Palazzo Chigi per chiedere la liberazione ed avevano perso la speranza di riaverli a Natale. Ed invece il sogno si è avverato, per loro sarà davvero un Natale speciale.

«E' stato Putin con le sue telefonate ad Haftar a farli liberare, questa è la verità di quello che è successo». A sostenerlo Silvio Berlusconi, nel corso di una telefonata in vivavoce con Marco Marrone, l'armatore del Medinea. «Non bisogna dirlo però, poi si dice che lui è un sostenitore di Haftar, ma non vuole che si dica», aggiunse Berlusconi.

Come dire: che Di Maio e Conte non la raccontino. La loro passeggiata libica auto-referenziale  aveva solo sottolineato la loro statura politica: piccola, molto piccola.

 

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