
L'Anno dei Musei Provinciali dell'Alto Adige
Presentata la programmazione: da Ötzi alla cultura del tempo libero
22 gennaio 2026 - Da Ötzi alla cultura del tempo libero: il nuovo anno museale. La digitalizzazione, la ricerca e numerose mostre dedicate alla storia, alla società e alla natura: questi i progetti affrontati l’anno scorso dai Musei Provinciali dell'Alto Adige. Anche quest'anno il programma prevede mostre – dall'industria mineraria al turismo, dalla cultura del tempo libero all'arte contemporanea – nonché un anniversario molto speciale, attività di ricerca e la riapertura al pubblico del Museo Eccel Kreuzer (> leggi QUI).
Nel 2025, il Museo Archeologico dell'Alto Adige si è occupato della digitalizzazione e della conservazione della collezione. Progetti di ricerca internazionali, grazie a moderni metodi di analisi e l’intelligenza artificiale hanno creato “gemelli” 3D degli oggetti ritrovati accanto ad Ötzi. La mostra “Under Propaganda - Archeologia tra guerra e pace”, visitabile fino a novembre, illustra invece come la ricerca archeologica tra il 1920 e il 1972 sia stata strumentalizzata dalle ideologie fasciste.
Nel 2025 i musei di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano hanno registrato un totale di 613.829 ingressi. In testa si trova nuovamente il Museo Archeologico dell'Alto Adige di Bolzano con 277.754 visite, seguito dal Touriseum (94.487), dal Museo Provinciale miniere con le sue quattro sedi di Ridanna, Monteneve, Predoi e Cadipietra con il Centro climatico (57.168) e da Castel Tirolo (47.716).
Anche il Forte di Fortezza ha dato un forte impulso al dibattito storico contemporaneo nel 2025: con la mostra “Smaltire Hitler: dalla cantina al museo” ha sollevato questioni fondamentali sul trattamento dei cimeli nazisti. Altre mostre sono state dedicate a opere fotografiche di Gregor Sailer sul forte e sul tunnel di base del Brennero.

Forte di Fortezza - foto Stefan Schönweger
courtesy by ufficio stampa Musei dell'Alto Adige
Il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige ha presentato la mostra speciale “Al pascolo” sulla storia culturale della pastorizia alpina. Parallelamente è proseguito il rinnovamento della mostra permanente, con una chiara attenzione alle complesse interazioni tra uomo e natura. Il Planetarium Alto Adige di San Valentino in Campo invece ha offerto al pubblico workshop, conferenze e proiezioni di film sul tema dell'universo, rimanendo al contempo un importante centro di ricerca per lo studio dell'inquinamento luminoso in Alto Adige.
Nel 2025 si è inoltre svolto un anno museale congiunto dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino dedicato alle guerre contadine tedesche del 1525 (ne parliamo in questa pagina).

Forte di Fortezza - foto Stefan Schönweger
courtesy by ufficio stampa Musei dell'Alto Adige
A Castel Tirolo, il Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano, si sono tenute due mostre su questo tema: quella sulle conquiste culturali dei contadini “Bauern Power” raccontava la cultura e le conquiste dei contadini, come questi hanno plasmato il paesaggio, gli edifici e lo stile di vita e come si vedevano in passato; nella mostra “Elisabeth Frei. Cosa ne trae il contadino?”, l'artista ha invece messo in luce in modo critico i problemi dell'agricoltura moderna in Alto Adige (danni all'ambiente, strutture patriarcali...) e invitava a un confronto onesto, al di là delle belle parole.
Anche il Museo Provinciale degli usi e costumi di Teodone ha ripreso il tema delle guerre contadine e, con la mostra “Di bisbigli agli strilli. Osterie e Guerra dei contadini, 1525”, ha posto al centro dell'attenzione l’osteria come luogo di incontro e di scambio di notizie e opinioni in tempi di grandi tensioni sociali. A ciò si è aggiunta una nuova visita guidata a tema sul tradizionale grembiule blu e un'intensa attività di ricerca sugli edifici agricoli con tetto di paglia che per secoli hanno caratterizzato il paesaggio culturale dell'Alto Adige.
Anche il 2026 promette un programma variegato: da febbraio 2026 a febbraio 2027, il Museo di Scienze Naturali ospiterà la mostra “Funga – a hidden world”, accompagnata da mostre fotografiche e intense attività di ricerca. Il Planetarium Alto Adige invece proseguirà il suo programma di scienza, musica e divulgazione.
Un evento speciale attende il Museo Provinciale degli usi e costumi, che festeggia i suoi 50 anni di storia; per festeggiarli al meglio sono in programma una mostra temporanea da metà aprile a fine ottobre e una cerimonia ufficiale il 28 agosto. Inoltre, a partire da agosto, una nuova mostra sarà dedicata alla cultura del divertimento e alla nascita delle sale da ballo, delle discoteche e delle nuove forme di svago.
Il Museo provinciale miniere dedicherà a Ridanna una mostra temporanea a Michael Gaismair e l'industria mineraria. Visite guidate, gallerie espositive ed escursioni giornaliere approfondiranno la conoscenza del paesaggio minerario storico.
Il Museum Ladin organizza invece la Trienala Ladina e il Premio Richard Agreiter ed inaugura al Museo Ladin Ursus ladinicus, la succursale di San Cassiano, una nuova sezione espositiva dedicata alle corna di alce risalenti a 7.800 anni fa rinvenute al Passo Campolongo.
Anche il Touriseum guarda al futuro: presentando una mostra temporanea su uomini e giardini (in collaborazione con i Giardini di Castel Trauttmansdorff) e una sull’architettura della Belle Époque, il turismo verrà nuovamente illuminato da una prospettiva storica e attuale.
A Castel Tirolo, invece, l'attenzione è rivolta alle collezioni private e all'arte contemporanea, il Museo Provinciale della Caccia e della Pesca proporrà temi di storia culturale legati ai cani da caccia e offerte per famiglie e il Museo provinciale del vino organizzerà dei giochi e dei laboratori in occasione dell’evento “Passeggiata tra atmosfera e gusto” ad aprile e della Giornata Internazionale dei musei a maggio. Il Forte di Fortezza offre, tra l'altro, la seconda edizione della FORT biennale, mentre il Centro di Storia Regionale, anch'esso gestito dall’Azienda Musei provinciali, proseguirà il suo lavoro scientifico con progetti di ricerca, come quello sui nomi di strade con connotazioni fasciste e nazionalistiche, convegni (ad esempio il convegno sugli 80 anni del Trattato di Parigi) e l'iniziativa di mediazione “History on Tour”, rafforzando così il legame tra ricerca e comunicazione col pubblico.
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2025, Anno dei Musei dell'Euregio
Il 2025 è l'anno dei Musei dell'Euregio. Le guerre contadine tirolesi del 1525 e il 500° anniversario della morte di Michael Gaismair offrono l'occasione all'Euregio per organizzare un secondo anno museale previsto nel 2025.
L'assalto alle porte del Palazzo vescovile di Bressanone segnò l'inizio delle rivolte contadine in Tirolo nel 1525. 500 anni dopo, l'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino inaugura l'Anno dei musei dell'Euregio 2025 nello stesso luogo e, all'insegna del motto “guardare oltre”, ripercorre l'arco di tempo che conduce da quegli eventi storici ai temi attuali della giustizia sociale, affrontando crisi e forme di resistenza.
Lo scopo della ricorrenza è mettere in rete i musei dell'Euroregione, a cinque secoli dalle guerre contadine tirolesi dell’anno 1525 e dal 500 anniversario dalla morte di Michael Gaismair.

foto: il Cancello d'ingresso in ghisa della Hofburg con danni
presumibilmente causati dalle armi degli insorti
© Hofburg Brixen
Il nuovo anno museale 2025, dal titolo “1525-2025 Museo. Guardare oltre!” si ispira dunque ad un evento cruciale nella storia dei tre territori, per riflettere su temi di giustizia sociale, gestione delle crisi, trasformazioni sociali e forme di resistenza in un contesto museale. Le richieste di co-gestione e uguaglianza di fronte alla legge, avanzate dal riformatore e leader contadino del XVI secolo Michael Gaismair, costituiscono uno dei temi centrali.
Cogestione e uguaglianza di fronte alla legge: è quanto chiedeva nel 1525 Michael Gaismair, che divenne il leader della rivolta dei contadini in Tirolo e nel Salisburghese.
Le rivolte contadine del 1525 furono una guerra per ragioni di confine. Così tutti i musei portatori della storia locale si metteranno in dialogo con i forti Austroungarici presenti sul Monte Brione lungo il Sentiero della Pace che ripercorre il confine tra regno d’Italia e Impero Austroungarico nella Prima guerra mondiale.
L'Anno dei musei dell‘Euregio celebra 500 anni, in 31 sedi, 3 territori, sotto un unico tema.
I musei di Tirolo, Alto Adige e Trentino riprendono le rivendicazioni delle rivolte contadine del 1525 - Mostre per il pubblico - Materiale didattico per le scuole - Giornate d'azione a settembre
“Le rivolte dei contadini” affronta in modo ludico-scientifico gli eventi storici di 500 anni fa e la figura di Michael Gaismair. “Colonialismo” tratta lo sfruttamento e l'oppressione, un tema che finora ha ricevuto poca attenzione nei musei dell'Euregio.
Nell'ambito del tema “ecologia”, alcuni musei esaminano le conseguenze delle nostre azioni, non solo come individui, ma soprattutto come società. Altri si chiedono se sia più pericoloso fare “resistenza” o obbedire. I cambiamenti storico-culturali nel lavoro rurale sono il tema di “cultura in transizione”, mentre gli oggetti di numerosi musei minori raccontano la “giustizia” o l'ingiustizia sociale in due progetti realizzati da associazioni museali.
Accanto alle mostre e ai progetti, molti musei offriranno giornate d'azione speciali nelle prime tre domeniche di settembre. Inoltre, materiali didattici per gli studenti di età compresa tra i 12 e i 18 anni consentiranno loro di confrontarsi con varie forme di resistenza.
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