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La Gypsotheca di Possagno (Vi) merita una visita

La storia del Museo Antonio Canova, divin scultore

Ha 200 anni il Tempio dedicato al Canova. Sono stati celebrati lo scorso anno quando mai si sarebbe pensato ad una pandemia e ad uno stop per un museo che ha sempre proseguito il suo corso in due secoli eccettuato 5 anni durante la prima Guerra Mondiale in cui riportò severi danni come ricordiamo in questa pagina.

Il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno ha riaperto le collezioni  e la Casa natale di Antonio Canova.  Al momento i giorni di apertura sono stati limitati fino a data da definirsi, dal giovedì alla domenica, dalle 09:30 – alle 18:00, con apertura estesa alle 19:00 nel giorno di domenica.

Occorre prenotare il biglietto comodamente da casa, prima della visita (www.ticketlandia.com/m/museo-canova). Saranno ammessi al massimo 50 ingressi ogni 75 minuti, quindi chiediamo gentilmente ai visitatori di acquistare il biglietto online, se possibile, al fine di assicurarsi l’accesso al museo e ottimizzare la procedura di ingresso che rispondono alle prescrizioni delle autorità competenti (i visitatori dovranno sempre indossare la mascherina).

"Siamo consapevoli che queste norme possano essere percepite come un ostacolo all’esperienza libera di visita,  ma al contempo crediamo che questo sia il momento di tornare nei luoghi del cuore o di scoprire piccoli gioielli nascosti del territorio e ci auguriamo che gli ingressi limitati vi permettano di riscoprire il museo in una dimensione più intima e personale, garantendo a tutti voi un momento di visita unico" afferma una nota del Museo la cui prima pietra fu gettata l'11 luglio 1819 .

Il Tempio Canoviano di Possagno, prese il via tra grandi feste in paese e la partecipazione di Antonio Canova in persona. Il Tempio era stato infatti progettato da Canova in più riprese tra il 1804 ed il 1818, aiutato per i disegni da Pietro Bosio e Luigi Rossini, con i consigli epistolari di Giannantonio Selva e Antonio Diedo. La spesa del Tempio fu sostenuta quasi per intero dallo scultore e ai lavori partecipò praticamente tutta la comunità di Possagno (che fornì anche alcuni materiali e lavoro volontario) e lavoranti del circondario.

Nel 1917, subito dopo la grande Guerra, alle soglie dei suoi primi 100 anni, il Tempio fece i conti con una tragedia collaterale del conflitto: oltre alla carneficina, i danni al suo inestimabile patrimonio. Quel 1917 fu per la Gypsotheca un anno Horribilis: un bombardamento tra la notte di Natale e di Santo Stefano delle truppe austro-ungariche colpì la prima campata della Gypsotheca, squarciò il tetto e danneggiò la maggior parte dei modelli originali in gesso che nel Museo erano conservati. La Gypsotheca rimase chiusa fino al 1922.

Antonio Canova, nato a Possagno nel 1757, era figlio di uno scalpellino. Morì il 13 ottobre 1822. Aveva fatto il suo apprendistato a Venezia, ma poi si era trasferito a Roma, dove poteva attingere a quello stile classico che solo l'Urbe dispensava a piene mani. Il successo arrivò presto: un giorno gli venne chiesto persino di raccontare il genio politico del tempo, George Washington.

Era il 1816 quando il Parlamento di Raleigh, nella Carolina del Nord, incaricò Thomas Jefferson di individuare lo scultore più adatto a realizzare una statua, a figura intera, di George Washington da collocare nella sala del Senato. A Jefferson fu chiaro che nessuno scultore americano poteva essere all’altezza dell’incarico, e per questo propose il nome di Antonio Canova, uno degli artisti europei più celebrati. Per Canova, nel pieno della sua carriera era la conferma di essere entrato tra i grandi. Il compito che gli giungeva dalla lontana Carolina parve subito suggestivo: lo scultore ritenuto il massimo esponente del Neoclassicismo in scultura e soprannominato per questo «il nuovo Fidia», Washington era un modello, un eroe romantico. Ai suoi occhi era stato un evento eccezionale l'aver rinunciato al potere in nome di un ideale di libertà. Un gesto quasi artistico e comunque grandioso. Accettò.

L'artista veneto riteneva  “Washington un galantuomo” e rappresentò il primo Presidente degli Americani nelle vesti di un condottiero romano, mentre sta scrivendo la rinuncia al terzo mandato da Presidente degli Stati Uniti. L’opera arrivò nel Campidoglio di Raleigh nel 1821 e fu subito un gran successo. Purtroppo era destinata a durare poco: dieci anni dopo andò persa nell'incendio divampato nel palazzo del Parlamento. Rimase solo polvere.

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