Arte, Cultura & Spettacoli

Paolina, storia di un capolavoro

Antonio Canova - Mostra a Possagno 19 marzo - 30 maggio 2021

(ph. Lino Zanesco) - Prende il via la mostra Paolina. Storia di un capolavoro, al Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno dal 19 marzo al 30 maggio 2021. "Mostra in trincea" afferma il Presidente del Museo Vittorio Sgarbi che si aspettava una apertura dei musei. "Inauguriamo lo stesso per dire che ci siamo, Paolina è tornata, è stata dal medico che le ha recuperato il dito, un'operazione chirugica estetica che ce la restituisce come era e dove era" afferma. E definisce quasi un atto eversivo, che richiama il governo Draghi alla responsabilità di riaprire la cultura.

Come si ricorderà il gesso fu danneggiato da un visitatore durante una visita al Museo. Il "vandalo" ha avuto ciò che si meritava. "Anzitutto il dileggio" ha detto il presidente Sgarbi, mettendo anche in luce come l'episodio sia stato involontariamente un evento mediatico. "Quel terribile errore, che l’uomo senza eleganza e senza fascino (al contrario dell’opera) credeva non fosse stato visto, fece parlare per giorni di Canova, persino aumentando il flusso di visitatori al Museo. Noi e tutto il mondo vedemmo quello spettacolo ridicolo nella registrazione delle telecamere. Un atto riprovevole ma non fatale, perché nella storia del gesso di Paolina vi sono numerosi interventi di restauro, alcuni dei quali poi rimossi per riportare l’opera a nudo".

Ma è sulla chiusura delle luminose stanze della Gypsotheca che Sgarbi insiste reclamando al Governo un cambio di rotta, inutilmente chiesto. "Una chiusura che ha generato una malinconia tale da far rimpiangere i caldi giorni d’estate in cui il goffo turista austriaco ruppe le dita di Paolina, scambiando la scultura per un divanetto".

La mostra presentata oggi con una visita inaugurale online, inaugura le celebrazioni propedeutiche agli anniversari canoviani del 2022, anno in cui ricorrerà il bicentenario della morte di Antonio Canova, uno dei più grandi artisti di tutte le epoche e che proprio nel piccolo paese del trevigiano è nato nel 1757. Ha come sponsor la designer e imprenditrice Alessia Vardanega ed è curata dalla direttrice del Museo Gypsotheca AntonioCanova Moira Mascotto. Tra i prestatori: Musei Biblioteca Archivio di Bassano del Grappa, Famiglia Papafava Antonini dei Carraresi, Anna Rebesco.

Si omaggia l’opera con una mostra che valorizza il percorso compiuto da Canova per giungere alla realizzazione del capolavoro definitivo, nelle scelte stilistiche e compositive, focalizzando l’interesse sui lavori grafici, pittorici e plastici che hanno preceduto l’opera stessa, ripercorrere le vicende storiche del modello in gesso che appartiene al nostro patrimonio susseguitesi nel corso del tempo, dalla sua genesi ai giorni nostri e infine aprire un confronto sul tema del restauro del gesso.

"L’idea che prevale e domina in Paolina è perfezione, ordine e armonia con una sensibilità agli archetipi classici” ha segnalato dal punto di vista estetico Vittorio Sgarbi che ha insistito sulla centralità di Possagno (a dispetto di Bassano del Grappa) nel panorama delle celebrazioni per il bicentenario. Roma, Venezia e Possagno, il trinagolo elettivo degli eventi del 2022. Ma in fila ci sono anche Filadelfia, il Giappone, la Corea, perchè Canova fu artista internazionale e la sua fama è patrimonio mondiale.

Antonio Canova, Paolina Borghese come Venere Vincitrice, 1804-1808

“Possagno è legata in modo viscerale a Canova e alle sue opere, per questo tutto ciò che le riguarda
tocca nel profondo la sensibilità ed il senso di appartenenza della nostra comunità” ha dichiarato Valerio Favero, Sindaco di Possagno.

“La Mostra è stata pensata poco tempo dopo il danneggiamento subìto dal capolavoro canoviano,
occorso lo scorso luglio. Oltre a voler celebrare l’opera e la conclusione dei lavori di restauro, l’intento è di far riflettere sulla necessità di salvaguardare l’intero patrimonio artistico, memoria storica di ogni civiltà” ha dichiarato la dottoressa Moira Mascotto, Direttore del Museo Gypsotheca Antonio Canova e Curatrice della mostra.

Il percorso si avvale di opere appartenenti al patrimonio di Possagno esposte in maniera permanente nelle sale espositive di Casa Canova e “studi” che confluirono nelle scelte finali adottate dall’Artista per la realizzazione della Paolina.

Significative le testimonianze delle tempere come Danzatrici e Ninfe con amorini e Muse, o di lavori plastici come la Ebe e le tre Danzatrici, le famose Teste Ideali e alcuni busti femminili della famiglia Bonaparte, cui si aggiungono alcuni dipinti a olio realizzati dal Canova in età giovanile, la Venere con Fauno e Venere con specchio, di tradizione veneziana cinquecentesca, nei quali il corpo femminile giaceva comodamente sdraiato su un fianco, anche questi conservati ed esposti permanentemente presso il Museo di Possagno.

Preziosi documenti d’archivio illustrano anche il trasporto di Paolina via mare del gesso dal porto di Civitavecchia prima a Venezia, attraverso l’uso di casse di legno, e poi fino a Possagno tramite dei carri trainati da buoi, per essere successivamente esposto, a partire dal 1836, nella Gypsotheca edificata per volontà di Giovanni Battista Sartori su progetto dell’architetto veneziano Francesco Lazzari.

Sono inoltre esposti i primi cataloghi della Gypsotheca, che testimoniano l’allestimento originario, e alcuni volumi storici contenenti interessanti passi attinenti all’opera. E pi si getta uno sguardo sugli accadimenti della Grande Guerra, durante i quali l’opera venne duramente oltraggiata. In questa sezione anche altri gessi pesantemente danneggiati durante l’evento bellico, come la Najade, la Ebe, la Venere che esce dal bagno, Danzatrice col dito al mento e una Testa ideale.

Durate il periodo di apertura della Mostra si terranno degli incontri in streaming in cui saranno
sviluppate le tematiche analizzate nel catalogo, dando la possibilità ai vari relatori di focalizzarsi sui
loro temi di ricerca. E successivamente si organizzeranno delle giornate di lavoro che avranno come
tema il restauro.

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