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Il siluro di Zecchi

''Situazione ingestibile al MUSE''

E' stato lui stesso ad annunciarlo: non ho votato il bilancio, c'è una gestione opaca dei dipendenti, chiedo alla Provincia di intervenire. Un attacco senza precedenti verso il direttore Michele Lanzinger e non solo.  Il filosofo Stefano Zecchi non è partito bene come Presidente del Muse.

La sua astensione al voto sulla "prima variazione al bilancio di previsione per gli esercizi finanziari 2010 -2022" del Museo delle Scienze di Trento, è l'esito di una situazione che definire critica è un eufemismo. Prima la querelle con Sgarbi sulla gestione di Palazzo Albere, poi la presentazione (un po' troppo vaga per un intellettuale del suo calibro) della programmazione, e più recentemente un incidente che ai più attenti non è sfuggito: durante una recente conferenza stampa online era andato in onda un fuorionda di una telefonata al cellulare in cui (la voce sembrava proprio la sua) si parlava di ''rapporti sfilacciati''. Gli stessi giornalisti collegati segnalavano (chi scrive, era tra questi) che bisognava chiudere il microfono e che vi era l'interferenza di una telefonata. Che fosse la voce di Zecchi, che incautamente aveva risposto al telefono, pochi avevano dubbi, ma la cosa passò sotto silenzio. Ora esplode il bubbone. "Situazione ingestibile" scrive il Presidente del Muse. E la questione riguarda i dipendenti, il malcontento generale di cui lo stesso Zecchi parla in una lettera inviata ai giornali, lanciando una sorta di "Help" alla presidenza Fugatti che lo ha nominato.

Zecchi sembra chiedere le dimissioni del direttore Lanzinger e accusa i consiglieri del cda Pacher e Strada che invece hanno votato a favore del bilancio.

Ma sulla questione del personale e delle problematiche sindacali ("eredito una situazione ingestibile" afferma Zecchi) c'è un precedente: solo 10 mesi fa erano i dipendenti a chiedere con una lettera aperta che Zecchi gettasse uno sguardo su di loro, con una lettera aperta che non aveva fatto meno rumore. Staremo a vedere ora cosa succede.
(c.perer - 30.11.2020)

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Lettera aperta dei dipendenti del Muse
La presidenza Zecchi non parte col piede giusto

(21 febbraio 2020) - Da qualche tempo succedono cose che con un eufemismo si possono dire "pittoresche". Presidenti di musei che si lanciano coltelli, Direttori che se non derisi vengono criticati dai loro presidenti. Mart e Muse soffrono una strana patologia dopo le nomine della Provincia che ha posizionato Sgarbi da una parte e Zecchi dall'altra. A rendere plastica la situazione è oggi una lettera dignitosissima e garbata dei dipendenti del Muse. Una lettera aperta (e chiarissima) rivolta al Presidente Fugatti e all'assessore Bisesti in cui i dipendenti scrivono:

    "...desideriamo farvi partecipi della nostra sorpresa e del conseguente dispiacere nel leggere le affermazioni del nostro presidente professor Zecchi riportate dalla stampa circa la sua volontà di voler contare di più nell’indirizzare l’operato del MUSE, essendo in ciò impedito - a suo dire – dall’azione del direttore Lanzinger.

    Non riusciamo a capire cosa impedisce al professor Zecchi di essere più attivo nel suo ruolo di presidente; per dirne una, partecipando alle inaugurazioni portando un suo saluto e regalandoci un suo pensiero. O anche donandoci il piacere di conoscerci di persona, di illustrargli il nostro lavoro, di condividere idee e preoccupazioni.

    Riteniamo che il successo del MUSE sia l’esito dell’incessante, generoso e qualificato impegno di tutti noi lavoratori, che a vario titolo ci siamo dedicati con grande passione a rendere il più recente progetto di riqualificazione urbana di Trento un successo culturale riconosciuto in primis da tutta la nostra comunità, oltre cha a livello internazionale. Certamente il merito della conduzione della nostra squadra è del direttore Lanzinger, che con l’entusiasmante visionarietà delle sue idee ci ha indirizzati fino alla meta attuale, che ancora oggi possiamo definire una condizione di successo. Suo il ruolo di dirigere le attività quotidiane della istituzione, mentre spetta al consiglio di amministrazione e al suo presidente il compito di controllare l’operato e di orientare la strategia generale del nostro agire.

    Nell’attaccare il direttore Lanzinger, il professor Zecchi non tiene conto che non accusa solo un individuo, un dirigente, ma tutto lo staff del museo che del dirigente segue le indicazioni in un costante confronto di idee, proposte e desideri - un confronto dialettico decisamente urbano e formativo per tutti, da sempre estremamente aperto, molto vivace, anche se a volte in contraddittorio.

    Auspichiamo quindi che il tanto tempo disponibile prima del termine del mandato del presidente favorisca l'instaurarsi di un rapporto di conoscenza e fiducia più tangibile".

Più chiaro di così si muore. Come dire; se davvero non aveva nulla da fare Zecchi avrebbe almeno potuto usare il suo tempo per conoscere i dipendenti e forse avrebbe avuto una chiave di lettura indiretta per interpretare meglio il lavoro del loro Direttore.
(21 febbraio 2020)

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