Arte, Cultura & Spettacoli

''Zecchi, non ci conosce''

Lettera aperta dei dipendenti del Muse dopo le esternazioni del loro presidente

Da qualche tempo succedono cose che con un eufemismo si possono dire "pittoresche". Presidenti di musei che si lanciano coltelli, Direttori che se non derisi vengono criticati dai loro presidenti. Mart e Muse soffrono una strana patologia dopo le nomine della Provincia che ha posizionato Sgarbi da una parte e Zecchi dall'altra. A rendere plastica la situazione è oggi una lettera dignitosissima e garbata dei dipendenti del Muse. Una lettera aperta (e chiarissima) rivolta al Presidente Fugatti e all'assessore Bisesti in cui i dipendenti scrivono:

    "...desideriamo farvi partecipi della nostra sorpresa e del conseguente dispiacere nel leggere le affermazioni del nostro presidente professor Zecchi riportate dalla stampa circa la sua volontà di voler contare di più nell’indirizzare l’operato del MUSE, essendo in ciò impedito - a suo dire – dall’azione del direttore Lanzinger.

    Non riusciamo a capire cosa impedisce al professor Zecchi di essere più attivo nel suo ruolo di presidente; per dirne una, partecipando alle inaugurazioni portando un suo saluto e regalandoci un suo pensiero. O anche donandoci il piacere di conoscerci di persona, di illustrargli il nostro lavoro, di condividere idee e preoccupazioni.

    Riteniamo che il successo del MUSE sia l’esito dell’incessante, generoso e qualificato impegno di tutti noi lavoratori, che a vario titolo ci siamo dedicati con grande passione a rendere il più recente progetto di riqualificazione urbana di Trento un successo culturale riconosciuto in primis da tutta la nostra comunità, oltre cha a livello internazionale. Certamente il merito della conduzione della nostra squadra è del direttore Lanzinger, che con l’entusiasmante visionarietà delle sue idee ci ha indirizzati fino alla meta attuale, che ancora oggi possiamo definire una condizione di successo. Suo il ruolo di dirigere le attività quotidiane della istituzione, mentre spetta al consiglio di amministrazione e al suo presidente il compito di controllare l’operato e di orientare la strategia generale del nostro agire.

    Nell’attaccare il direttore Lanzinger, il professor Zecchi non tiene conto che non accusa solo un individuo, un dirigente, ma tutto lo staff del museo che del dirigente segue le indicazioni in un costante confronto di idee, proposte e desideri - un confronto dialettico decisamente urbano e formativo per tutti, da sempre estremamente aperto, molto vivace, anche se a volte in contraddittorio.

    Auspichiamo quindi che il tanto tempo disponibile prima del termine del mandato del presidente favorisca l'instaurarsi di un rapporto di conoscenza e fiducia più tangibile".

Più chiaro di così si muore. Se davvero non aveva nulla da fare Zecchi avrebbe almeno potuto usare il suo tempo per conoscere i dipendenti e forse avrebbe avuto una chiave di lettura indiretta per interpretare meglio il lavoro del loro Direttore.
Al Mart invece tacciono: il direttore Maraniello, che pure ha preso diverse sberle, non ha replicato: nessuno ha voglia di sentirsi dare della Capra, evidentemente, ma anche a Rovereto di bordate ne sono state lanciate parecchie mentre la programmazione (che dovrebbe essere il primo problema) resta ancora ignota così come ignoti sono i dati sugli accessi del 2019. L'unica differenza  è proprio questa: perchè il MUSE, nel frattempo,  macina numeri e continua ad essere un fenomeno.

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