Scienza, Ambiente & Salute

Milano, la magnifica macchina del Museo della Scienza

Pre-pandemia accoglieva mezzo milione di visitatori

(foto di copertina: Paolo Soave) Corona Perer 4.3.2021 - E' molto più che il ''museo della scienza'' di Milano come viene comunemente chiamato: è il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, una magnifica macchina che produce conoscenza, racconta storie di tecnologia e industria e lo fa con approccio scientifico. Un museo che ha saputo aggiornarsi. Quando nacque, infatti, erano gli anni Cinquanta, e guardava a Scienza e Tecnica. Ma poi siamo entrati nell'era della Tecnologia. 

Dedicato a Leonardo da Vinci, icona del museo e simbolo della curiosità e inventiva dell'uomo, e di quello che oggi intendiamo per conoscenza interdisciplinare, è stato inaugurato il 15 febbraio 1953. Tra poco meno di due anni celebrerà il suo 70°.

Pre-pandemia accoglieva oltre 500.000 visitatori annui, il 58% italiani e 42% stranieri, ed era meta privilegiata del turismo scolastico: oltre 5000 i gruppi scolastici accolti. Come tutti i musei fa i conti con le tempistiche imposte dalla pandemia, ma lo fa in forma creativa e 'sociale.

Si è infatti attivato per diventare un hub per le vaccinazioni in collaborazione con l’Ospedale San Giuseppe del Gruppo MultiMedica. Dopo le 13.000 dosi di vaccino antinfluenzale erogate tra novembre e dicembre all’interno della Sala Biancamano del Museo, l'8 marzo inizierà la campagna di immunizzazione SARS-CoV-2.  Ospiterà almeno 500 persone al giorno fino al 14/15 aprile, secondo le previsioni attuali basate sulle dosi attualmente immaginabili.  Le due strutture hanno ricevuto l’autorizzazione da Regione Lombardia per l’esecuzione gratuita delle vaccinazioni anti-Covid. L’area museale che verrà allestita e presidiata dal personale medico-sanitario di MultiMedica, sarà lo Spazio Olona (info > qui)

“L’alleanza tra il Museo e l’Ospedale San Giuseppe per la somministrazione del vaccino anti Covid-19 avviene in un’ottica di solidarietà sociale e rappresenta una parte significativa del nostro patto di comunità con il territorio e i suoi cittadini” commenta il Direttore del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Fiorenzo Galli. “ La vicinanza tra il Museo e l’Ospedale genera facilità operativa e l’ampiezza dei nostri spazi consente di allestire un presidio sanitario temporaneo in totale sicurezza.

Il museo di questi tempi si è posto il problema della 'povertà educativa' generata dal Covid, cercando in ogni modo di raggiungere i suoi utenti online, soprattutto i più giovani di solito così aperti alla scienza. “Museo dietro l’angolo” è uno dei progetti, messo in atto in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Cavalieri. Anche questa è un'idea che è venuta incontro al problema dell'affollamento nelle aule scolastiche. In sostanza gli allievi delle medie frequentano abitualmente il museo e i laboratori messi a loro disposizione. Attualmente sono 83 i gruppi che ne hanno beneficiato.

"I nostri laboratori hanno ospitato insegnanti e studenti per la realizzazione di attività educative e scolastiche in presenza, organiche al loro piano formativo. Non si tratta di semplici contributi logistici. La valenza dei vaccini e dell’insegnamento delle STEM si inserisce appieno nel ruolo del nostro Museo, che ha tra i suoi obiettivi quello di promuovere la comprensione della scienza e delle sue applicazioni per l’intera comunità” aggiunge Galli.

Alle soglie del 70° (nel 2023), il museo sa anche  camminare con le sue gambe: negli ultimi 10 anni la media di ricavi autogenerati è salita al 70% del budget totale.

Fiorenzo Galli, laureato in Politica Economica e Finanziaria all’Università degli Studi di Milano governa ormai da 20 anni questa nave. E' un ex-ufficiale degli alpini, che viene dal mondo dell'imprenditoria. Nel suo curriculum tiene molto a specificare il suo passato da alpino (ha frequentato il corso allievi ufficiali la Scuola Militare Alpina di Aosta) ed ha anche un passato da imprenditore nel settore elettromeccanico nell’azienda di famiglia.

il direttore Fiorenzo Galli (Foto Elena Galimberti)

Professore a contratto di Museologia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano, Galli tiene lezioni, corsi e master in altre Università. Non si contano gli incarichi da lui ricoperti e il lavoro svolto come divulgatore della cultura scientifica. Ed è grazie a questo lavoro di relazioni che ha fatto del museo un polo tecnico-scientifico leader in Italia e centro di eccellenza in Europa nell'educazione alle cosiddette STEM acronimo di Science, Technology, Engineering & Mathematics. Ci racconta che in questo periodo di pandemia il Museo si è trovato ''geneticamente'' pronto a erogare i servizi online e quindi a svolgere un'azione sociale che va oltre quella classca di conservare e produrre conoscenza.

"Abbiamo risposto al bisogno di cultura grazie alla nostra forte dimensione digitale. Con la pandemia, abbbiamo lanciato il progetto #Storieaportechiuse. Avere già da anni un Ufficio Digital, è stato un vantaggio: si è dedicato interamente a questo progetto che alla fine del 2020 ha cambiato il nome in Storie Digitali" aggiunge Galli.

Il museo, infatti, nel 1997 è stato il primo museo in Italia a dotarsi di servizi web. Una dimensione digitale che ha fatto entrare almeno un  milione di visitatori nel suo sito e almeno altri 100 mila nei suoi canali social. Quando ebbe l'intuizione di fondare un museo dedicato alla scienza del '900, l’industriale milanese Guido Ucelli, non avrebbe certo immaginato che in futuro ci sarebbero state anche altre modalità per accedere al suo ricco patrimonio.

Il museo conta oggi 158 dipendenti 180 consiglieri scientifici, 117 volontari e un centro di ricerca per l’educazione informale che dal 2009 svolge ricerca in metodologie e strumenti dell’educazione informale oltre che programmi di sviluppo professionale per la comunità di educatori formali e informali.

''Pensarsi come uno strumento sociale, per un museo significa anche mantenere la struttura viva e vitale a partire da chi ci lavora e sono un centinaio le famiglie che gravitano attorno a questo museo" aggiunge Galli. ''La nostra funzione sociale è certamente educare e orientare, non solo esporre, e siccome è un luogo molto frequentato anche dalle famiglie, oltre che dai ragazzi e dalla scuola, qui si finisce anche per fare orientamento: un ragazzo può capire quale potrebbe essere il suo futuro. E se  questa visione di museo diventasse patrimonio nazionale, sarebbe una bella cosa".

Il patrimonio del Museo (saggiamente integrato da exhibit interattivi, multimedia  e audiovisivi) spazia dalla scienza e tecnica progettata da Leonardo da Vinci, alle nuove tecnologie: dalle Telecomunicazioni alla fisica delle particelle, dalla storia di come l'uomo si è avvicinato ed ha utilizzato le fonti di energia energie al progresso scientifico che oggi ci spinge verso nuovi orizzonti e nuovi materiali. E nuove dimentsioni!

Nella sua sezione Spazio, il Museo ospita un pezzo di Luna. Nella sezione navale è possibile vedere disegni e modelli fino alle ultime ardite concezioni aerodinamiche che hanno portato alla nascita dello scafo ingenieristico di Luna Rossa. E' inoltre noto per essere un museo che narra la storia dei Trasporti aerei, ferroviari e navali custodendo il famoso sottomarino S506 Enrico Toti. E molti italiani ricordano ''le notti del Toti'' con l'arrivo assai complesso nel pieno dell'agosto 2005 in quel di Milano. ''I bambini che ieri andarono a vederlo passare per le vie di Milano, sono oggi studenti universitari'' commenta Galli che di quella operazione fu il primo regista. Un trasporto eccezionale che attirò l'attenzione dei media internazionali.

          (foto Paolo Soave)

 

Il Museo è Ente Accreditato per la formazione e lo sviluppo professionale degli insegnanti dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Dal 2000 il Museo è passato da Ente pubblico a Fondazione di diritto privato, ed ha sempre interagito con le principali Università milanesi che fanno parte del consiglio scientifico.

Situato in un monastero olivetano costruito agli inizi del '500 nel cuore della città di Milano, con i suoi 50.000 mq di estensione, oggi è il più grande e importante museo tecnico-scientifico in Italia e tra i principali in Europa.

Le sue collezioni, testimoniano il cammino dell'homo faber che inventa e risolve i problemi connessi alla sua vita e con la sua creatività ha fatto progredire l'umanità e la conoscenza. I primi passi come istituzione furono dedicati proprio al genio del da Vinci: l'inaugurazione avvenne con una grande mostra che ne celebrava il cinquecentenario della nascita.

 

 

Nei suoi ormai 70 anni dalla fondazione, ha narrato la figura di Leonardo Da Vinci a visitatori di tutto il mondo, diventando al tempo stesso centro di ricerca e divulgazione.  Nel 2019, anno delle celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo, il Museo ha inaugurato le Nuove Gallerie, la più grande esposizione permanente ad oggi dedicata a Leonardo da Vinci ingegnere, umanista e indagatore della natura.

Oltre 170 opere (70 modelli e plastici storici, 33 naturalia, 18 volumi antichi, 17 calchi, 14 affreschi e dipinti, 6 manufatti antichi, 13 facsimili storici) e 39 installazioni multimediali accompagnano per oltre 1300 mq il visitatore alla scoperta di idee, saperi e sogni che caratterizzano il pensiero di Leonardo e del Rinascimento.

 

Il  patrimonio scientifico e tecnologico consta di 19.000 oggetti, un unicum sul territorio italiano e un punto di riferimento a livello internazionale. Sono incluse le collezioni d’arte, prevalentemente di fine Ottocento e inizio Novecento e la raccolta di modelli interpretativi dei disegni di Leonardo da Vinci degli anni ’50, che testimoniano l’idea di unitarietà della cultura con cui è nato il Museo. Il Museo ha reso  accessibile questo patrimonio a tutti, anche attraverso il catalogo on-line delle collezioni (3.000 schede).

Il Museo ha creato un Osservatorio per la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio tecnico scientifico per poterla condividere con le istituzioni e i soggetti pubblici e privati che detengono questa tipologia di beni in Italia. Ha creato ben 14 laboratori interattivi con l'obiettivo di sviluppare competenze trasversali quali l’innovazione, la creatività e la motivazione.

Oggi i laboratori interattivi del spaziano dalle biotecnologie alle bolle di sapone, dalla chimica alla genetica. Ma una emozione che tutti i visitatori non vogliono farsi mancare è entrare nella pancia del sottomarino Toti.

 

Il Museo custodisce fondi provenienti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, documenti di singoli inventori italiani, quali Enrico Forlanini, Alessandro Cruto e Piero Magni. L’archivio fotografico e audiovisivo (200.000 oggetti) riguarda  le collezioni e la storia del Museo, incluso il recupero delle navi romane nel lago di Nemi del 1928-32, fino a quelli dedicati all’esplorazione aeronautica e dello spazio.

Ricchissima la biblioteca, fondata nel 1943 e oggi ricca di 50.000 volumi e riviste  sulla storia della scienza e della tecnologia, un fondo antico di 1.750 titoli, la biblioteca del mare “Ugo Mursia” con 3.600 volumi, alcuni fondi speciali di personalità di spicco del mondo scientifico-imprenditoriale italiano dagli anni ’50 e il fondo dedicato a Leonardo da Vinci.

E come fa un moderno museo, oltre a collezionare e mostrare... crea:  ospita mostre, convegni, congressi, spettacoli, organizza almeno 200 eventi all'anno. Ha un auditorium e un Must shop.  E un patrimonio immenso, online: chiunque può accedervi dal bellissimo sito   www.museoscienza.org

Corona Perer - marzo 2021

 

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IL MUSEO IN CIFRE (2020)


LA SUPERFICIE
50.000 mq di superficie
35.000 mq coperti
28.000 mq espositivi

IL PATRIMONIO
19.000 beni storici
50.000 volumi nella biblioteca
250.000 beni fotografici e audiovisivi
400 ml di archivio

L’OFFERTA CULTURALE
36 sezioni espositive
14 laboratori interattivi
165 percorsi educativi
(fonte Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci)


Autore: Corona Perer

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