Scienza, Ambiente & Salute

''Palafittando'' al Museo delle Palafitte

Dipende dal MUSE Museo delle Scienze di Trento

Il Museo delle Palafitte di Fiavè (Tn) è trasparente, in legno, con la storia che si interfaccia con la realtà.  Fa capo per la gestione al MUSE Museo delle Scienze di Trento ed offre un’interpretazione museografica contemporanea che si basa su concetti quali trasparenza, leggerezza, immediatezza, spettacolarità e inclusione. E promuove eventi di divulgazione.

Si chiama Palafittando il programma estivo di eventi a tutto tondo, capace di coinvolgere gli abitanti di un’intera vallata e richiamare i turisti dalle zone limitrofe. Lungo le rive del Lago di Ledro - piccolo gioiello dei laghi trentini da cui affiorano i resti originali delle abitazioni degli uomini dell’Età di Bronzo - e nel territorio circostante, puntellato dei siti di interesse storico, archeologico e naturalistico che compongono la Rete Museale Ledro (ReLED), da domenica 11 luglio inizia la programmazione estiva. Oltre 150 appuntamenti, rivolti a tutte le età e gli interessi, che spaziano dalle visite guidate (italiano e tedesco) ai laboratori a tema, passando per gli eventi musicali e di approfondimento storico e scientifico.

Luogo privilegiato dei pomeriggi sarà Piazza Preistoria - nel parco del Museo delle Palafitte, inaugurato la scorsa estate per dare risposta al desiderio delle persone di incontrarsi e tornare a vivere l’estate in piena sicurezza – dove può accadere di tutto e dove il ritmo incalzante degli eventi non conoscerà sosta. Il programma è disponibile  su www.palafitteledro.it

La trama espositiva del museo corre tra la storia locale a quella globale. L'iter del museo è iniziato  con Franco Marzatico, soprintendente per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, nominato referente italiano del sito UNESCO “Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino” del quale fanno parte anche i siti archeologici di Fiavé e Ledro in Trentino. Il Gruppo di Lavoro Italiano, riunitosi  a Milano, lo ha nominato all’unanimità.

"Questo museo è un caso rilevantissimo nel quadro della museologia contemporanea'' spiega il direttore del MUSE Michele Lanzinger.  ''Progettato e gestito per tanti anni come un semplice antiquarium dedicato a esporre una limitata selezione di reperti e con la funzione di controllo degli accessi al sito palafitticolo, la sua funzione è cambiata. Il museo è diventato progressivamente un luogo dove si pratica intensamente l’azione educativa con scuole che giungono da tutto il settentrione e, negli anni, ha svolto un ruolo di promotore di turismo locale di altissima importanza''.

 

Il museo è stato ampliato: con i suoi oltre 45 mila visitatori all’anno, avrà lo spazio per ospitare adeguatamente le attività educative e potrà ospitare esposizioni temporanee capaci di rinnovare l’interesse, anno dopo anno, sui reperti risalenti all’età del Bronzo, ritrovati nel corso di 90 anni di ricerche tra i resti del villaggio palafitticolo sulle sponde del Lago di Ledro, uno dei più importanti dell’arco alpino.

All’interno i reperti sono raccolti e interpretati secondo criteri museografici attenti al contenuto, tanto quanto alla resa scenografica e al coinvolgimento – anche emotivo – del visitatore. Il nuovo allestimento è di tipo immersivo: uno spazio privo di confini e percorsi obbligati.

All’esterno della struttura la ricostruzione di quattro capanne, complete di arredi e suppellettili, riproduce uno spaccato di vita quotidiana preistorica nella quale il visitatore può immergersi scoprendo come vivevano i nostri antenati. Il percorso si conclude con l’aggiunta di un cubo vetrato, il QBO, che funge da nuovo spazio per attività educative, eventi, spettacoli, mostre temporanee e da speciale punto di osservazione del lago e dell’area archeologica.

Immediatezza, spettacolarità e inclusione hanno guidato il lavoro di ristrutturazione e ripensamento di tutto l’apparato espositivo. Dalla riprogettazione delle vetrine ai reperti esposti, dalle didascalie alle modalità di comunicazione adottate, tutto è stato ripensato.

I temi affrontati sono 4, articolati su un asse concettuale che va dal Macro al Micro. Partendo dalle palafitte come fenomeno alpino ed europeo, si passa alla dimensione del villaggio e del territorio che lo circonda, per arrivare infine agli individui, alle loro attività e alle tante cose, piccole e grandi, che ci distinguono e ci accomunano con gli abitanti della palafitte di 4000 anni fa.

Da vedere!

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)