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Lago di Ledro, il Museo delle Palafitte

Raddoppiato negli spazi e luminoso, tutto in legno

Trasparente, in legno, con la storia che si interfaccia con la realtà. Il nuovo Museo delle Palafitte è raddoppiato negli spazi e più luminoso. Dipende dal MUSE Museo delle Scienze di Trento ed offre un’interpretazione museografica contemporanea che si basa su concetti quali trasparenza, leggerezza, immediatezza, spettacolarità e inclusione. La trama espositiva corre tra la storia locale a quella globale.

''Il Museo delle Palafitte di Ledro è un caso rilevantissimo nel quadro della museologia contemporanea'' spiega il direttore del MUSE Michele Lanzinger.  ''Progettato e gestito per tanti anni come un semplice antiquarium dedicato a esporre una limitata selezione di reperti e con la funzione di controllo degli accessi al sito palafitticolo, la sua funzione è cambiata. Il museo è diventato progressivamente un luogo dove si pratica intensamente l’azione educativa con scuole che giungono da tutto il settentrione e, negli anni, ha svolto un ruolo di promotore di turismo locale di altissima importanza''.

Il museo è stato ampliato: con i suoi oltre 45 mila visitatori all’anno, avrà lo spazio per ospitare adeguatamente le attività educative e potrà ospitare esposizioni temporanee capaci di rinnovare l’interesse, anno dopo anno, sui reperti risalenti all’età del Bronzo, ritrovati nel corso di 90 anni di ricerche tra i resti del villaggio palafitticolo sulle sponde del Lago di Ledro, uno dei più importanti dell’arco alpino.

All’interno i reperti sono raccolti e interpretati secondo criteri museografici attenti al contenuto, tanto quanto alla resa scenografica e al coinvolgimento – anche emotivo – del visitatore. Il nuovo allestimento è di tipo immersivo: uno spazio privo di confini e percorsi obbligati.

All’esterno della struttura la ricostruzione di quattro capanne, complete di arredi e suppellettili, riproduce uno spaccato di vita quotidiana preistorica nella quale il visitatore può immergersi scoprendo come vivevano i nostri antenati. Il percorso si conclude con l’aggiunta di un cubo vetrato, il QBO, che funge da nuovo spazio per attività educative, eventi, spettacoli, mostre temporanee e da speciale punto di osservazione del lago e dell’area archeologica.

Immediatezza, spettacolarità e inclusione hanno guidato il lavoro di ristrutturazione e ripensamento di tutto l’apparato espositivo. Dalla riprogettazione delle vetrine ai reperti esposti, dalle didascalie alle modalità di comunicazione adottate, tutto è stato ripensato.

I temi affrontati sono 4, articolati su un asse concettuale che va dal Macro al Micro. Partendo dalle palafitte come fenomeno alpino ed europeo, si passa alla dimensione del villaggio e del territorio che lo circonda, per arrivare infine agli individui, alle loro attività e alle tante cose, piccole e grandi, che ci distinguono e ci accomunano con gli abitanti della palafitte di 4000 anni fa.

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