Scienza, Ambiente & Salute

Beyond the plastic al MUSE

Due esposizioni d’arte contemporanea per parlare di Ambiente

Gli oceani e i mari ricoprono oltre i tre quarti del nostro pianeta: ospitano numerose forme di vita, influiscono in maniera determinante sul clima, sono un’importante fonte di cibo, prosperità economica, benessere sociale e culturale. Ma tutto questo è in pericolo: ogni anno tra i 5 e i 13 milioni di tonnellate di plastica finiscono nei mari di tutto il mondo, provocando danni inestimabili agli animali e agli ecosistemi. Continuando così, entro il 2050 ci sarà, in peso, più plastica che pesce negli oceani.

''Beyond the plastic - Arte, ricerca e creatività per un vita oltre la plastica'' al MUSE e a Palazzo delle Albere, a Trento, fino al 7 giugno 2020 il tema dello sviluppo sostenibile. 

“Beyond the plastic” raggruppa due esposizioni d’arte contemporanea, intende così sensibilizzare i visitatori del MUSE e di Palazzo delle Albere su un tema di interesse planetario. Due proposte di respiro internazionale che - attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea e il loro punto di vista visionario - parlano delle complesse interazioni fra Umanità, Cultura e Natura, interrogandosi su cosa rimanga della Natura nell’Antropocene.

Il punto di partenza è l’installazione site specific “Nautilus” dell'artista Valentina Furian, nel Piccolo Vuoto del museo, e la mostra a Palazzo delle Albere “A Collection for Beyond the plastic”, curata da Chiara Casarin con gli arazzi realizzati dal maestro tessitore Giovanni Bonotto a partire da 10 progetti di giovani ma affermati artisti. 

Due location diverse ma fortemente interconnesse tra loro. E un comune obiettivo: sensibilizzare attraverso l’arte e il design l’opinione pubblica sul problema dell’inquinamento marino da plastica.

Da qui – e nel rispetto dell’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030 “La vita sott’acqua” – parte l’impegno del MUSE, da poco entrato a far parte della Rete Globale Unesco dei Musei dell’Acqua (“Water Museums), nel promuovere una nuova etica dell’acqua, ricollegando l’umanità al patrimonio materiale e immateriale dell’acqua, comprese la sua dimensione sociale, culturale, ecologica, artistica e spirituale.

Importante, in questo senso, l’aspetto multidisciplinare, sia per la presenza dell’arte contemporanea all’interno di un museo di scienze naturali sia perché il progetto non si esaurisce semplicemente nell’esposizione di alcune opere: a contorno verranno infatti proposti spettacoli teatrali, incontri e attività didattiche.

La nuova proposta del MUSE è la testimonianza concreta che divulgazione scientifica e sviluppo sostenibile, arte e cultura, possono dialogare assieme e contribuire a costruire un rapporto più equilibrato con l’ambiente.

Nel 2020  il Muse è entrato con due riconoscimenti prestigiosi conseguiti nel 2019: è stato riconosciuto dall’UNICEF "Museo Amico dei bambini e degli adolescenti" ed è entrato a far parte del “Water Museums Network”, la Rete Globale UNESCO dei Musei dell’Acqua istituzioni museali chiamate a promuovere e supportare nuove visioni e approcci relativi a usi idrici più sostenibili in linea con le attività delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Sorto nel 2013 dal progetto di Renzo Piano, il Muse collabora con oltre 80 partner internazionali tra istituti, enti di ricerca e fondazioni, con 142 istituzioni in Italia e all’estero: ben 95 realtà con sede in Trentino, 10 in Alto Adige, 26 nelle restanti regioni italiane e 11 realtà internazionali con sede in Italia.

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Gallery

Commenti (0)