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La Venere di Hayez, storia di uno scandalo

E' uno dei capolavori della pittura italiana dell'Ottocento

E' uno dei capolavori della pittura italiana dell'Ottocento: la Venere che scherza con due colombe di Francesco Hayez, massimo esponente della scuola romantica.

Hayez lasciò in Trentino una traccia importante della propria arte, grazie alla sua personale amicizia con il poeta rivano Andrea Maffei e all'intelligenza di alcuni raffinati committenti. Tra questi figura il conte Girolamo Malfatti, ultimo esponente di un antico casato nobiliare, che nel proprio palazzo in via Belenzani a Trento aveva accumulato una collezione d'arte di tutto rispetto, poi andata dispersa. La «perla» di questa raccolta era costituita  dalla Venere di Hayez, per la quale aveva posato una ballerina, sua amante, una personalità altrimenti ignota alle cronache teatrali.

La donna ritratta era Carlotta Chabert, la formosa amante del conte trentino Girolamo Malfatti. Il dipinto stupì i  contemporanei perchè le sue linee prorompenti non rispondevano affatto ai canoni della bellezza ideale del tempo. Esposta a Brera, l'opera suscitò una vivacissima polemica. Il bel nudo poggia su una quinta pregna di teatralità ancora neoclassica. Gran parte della critica si scagliò contro il realismo e la sensualità di questo dipinto, oggi annoverato tra i capolavori di Hayez.L’eccezionale “Venere che scherza con due colombe” (Ritratto della ballerina Carlotta Chabert), risale al 1830.

Il dipinto è un olio su tela di grandi dimensioni:  183 x 137 cm. Considerata un capolavoro della pittura ottocentesca, la Venere di Francesco Hayez, è  secondo la storia dell'arte una tappa fondamentale nel superamento delle istanze neoclassiche. L'opera possiede non solo una sua evidente bellezza intrinseca e un suo innegabile valore storico. E' di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio Trento e Rovereto che l'ha ceduta in deposito al Mart.

Francesco Hayez è ritenuto il massimo esponente del romanticismo storico, particolarmente noto per l'opera "Il bacio". L'opera rappresenta un patriota che sta partendo per la guerra contro gli Austriaci. Siamo agli albori dell'irredentismo. Nato in una famiglia di condizioni modeste (padre Giovanni di origini francesi, la madre Chiara Torcella di Murano) era ultimo di cinque figli. Venne affidato ad una sorella della madre che aveva sposato Giovanni Binasco, armatore e mercante d'arte proprietario di una discreta collezione di dipinti.
Già da piccolo mostrò una predisposizione per il disegno e lo zio lo affidò ad un restauratore affinché ne imparasse il mestiere. Studierà alla Nuova Accademia di Belle Arti di Venezia e presso l'Accademia nazionale di San Luca a Roma. Nella capitale divenne allievo di Canova che fu suo protettore negli anni romani. Nello studio del Canova conobbe Francesco Podesti, altro pittore del romanticismo storico della prima metà dell'Ottocento.

In Trentino la sua Venere portò turbamento e scandalo tra i benpensanti, ma anche il vento del romanticismo, e dunque  rinnovamento artistico: agì come potente catalizzatore dell'interesse e della curiosità degli artisti locali. Non solo un quadro: un vero racconto.

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