Scienza, Ambiente & Salute

Carotaggio dei ghiacci dell'Adamello

Progetto Ada270: mille anni di storia in un campione di 225 metri

È stato presentato nei giorni scorsi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Lombardia, il primo risultato del progetto Ada270 che ha visto allineate sui ghiacci dell'Adamello due università (Bicocca e Politecnico di Milano), con Fondazione Lombardia Ambiente e vari enti territoriali (comunità montane e Protezione Civile) più altri alcuni soggetti tra pubblico e privato.

''Il progetto vede impegnati 16 partner istituzionali e privati, con 2 università coinvolte. È un progetto, quindi, caratterizzato da una forte multidisciplinarietà e da una forte integrazione di competenze" ha spiegato Fabrizio Piccarolo, Direttore Fondazione Lombardia per l’Ambiente.

La base logistica a 3200 metri di altitudine

Per la prima volta, sul ghiacciaio dell'Adamello, a quota 3200 è stato compiuto un carotaggio finalizzato ad un programma di studio sui mutamenti climatici. Ovvero 300 cilindri di ghiaccio da 75 cm ciascunoche sono stati trasportati e custoditi presso il laboratorio EuroCold dell’Università di Milano-Bicocca.

Il progetto è stato ideato e coordinato da Lino Zani, giornalista ed alpinista di lungo corso, l'uomo che accompagnava slle amate nevi Papa Giovanni Paolo II.

Lino Zani coordinatore del progetto

Per 11 giorni a 3200 metri di quota (con un campo base logistico a 1190 metri) è stato prelevato un campione di complessivi 224 metri. Gli studiosi sono scesi sotto il manto ghiacciato dell'adamello con sofisticate strumentazioni e una sonda a calore termica. Il campione è ora depositato all'università Milano-Bicocca che dovrà analizzare quanto il ghiaccio ha catturato nei vari accumuli che secondo modelli matematici corrispondono a circa 1000 anni di storia del pianeta.

E c'è un dato straordinario: nel ghiaccio, incapsulato a circa 180 metri di profondità, è stato trovato un ago di conifera. Si tratterà di capire di quale pianta e quali caratteristiche contenga, nonchè di determinarne la precisa età. "Le analisi al carbonio14 sono già in corso" ci anticipa Zani.

In collaborazione con il Politecnico sono stati anche posizionati cavi in fibra ottica per misurare i movimenti del ghiacciaio e le variazioni di temperatura. Questi dati saranno incrociati con quelli che arriveranno dalle analisi scientifiche sul campione ora in possesso della Università Bicocca di Milano.

Ma questo progetto ha avuto anche una valenza didattica avendo coinvolto il mondo della scuola: 80 professori di 55 classi overo mille studenti, destinatari della comunicazione del progetto e quindi di informazioni di prima mano nel campo delle Scienze Ambientali.

La presentazione del lavoro è solo la prima fase del progetto legato al prelievo-estrazione del ghiaccio. Nella seconda fase occorrerà analizzare tutti i dati e in un prossimo futuro ci sarà una uno studio approfondito sulla evoluzione climatica degli ultimi secoli. Si tratta dunque di avere accesso alla storia climatica e di capire cosa è avvenuto nell'ultimo millennio.

Il carotaggio a 3200 metri sull'Adamello ha attirato l'attenzione dei media

Si calcola che l'essere scesi a 224 metri sotto il livello del manto ghiacciato significa essere arretrati di almeno 1000 anni, secondo modelli matematici. L'Adamello si estende su 130 km quadrati ed è il ghiacciaio più grande d'Italia I dati scientifici dicono che si sta ritirando molto velocemente la temperatura arretra di -4 / -6 gradi annui. Per questo sta perdendo massa. Dal 2016 si calcola che abbia perso almeno 10-12 metri di superficie.

"Dobbiamo correre" ha detto il professor Valter Maggi "Ogni anno perdiamo dati e se vogliamo raccogliere misurazione attendibili sul pianeta dobbiamo farlo in fretta" ha aggiunto lo studioso  dell'università Bicocca di Milano che ha anche spiegato i primi passi di questo progetto compiuti nel 2015, con un primo sopralluogo in collaborazione con la provincia di Trento, la fondazione Mach e il Muse allo scopo di stabilire la consistenza del manto ghiacciato. In quell'occasione venne definito a 270 m il punto più profondo di questo ghiacciaio.

Successivamente si passati alla non facile operazione di reperimento fondi e anche di strutturazione logistica. Il professor Luca Albertelli, geologo, ha spiegato il lavoro compiuto tra aprile e maggio in una situazione di temperature estreme.

"Siamo scesi anche a meno 28 gradi. Il primo carotaggio è stato è stato compiuto il 9 aprile, abbiamo terminato il 16 di aprile, lavorando 24 ore su 24. Il 17 maggio siamo potuti tornare sull'area per controllare se le fibre ottiche poste in loco dal Politecnico avevano dato indicazioni sui movimenti del ghiacciaio e abbiamo osservato già le prime le prime oscillazioni. L'Adamello è un libro aperto, ci permette di studiare la conservazione e tutto ciò che c'è da dire sulla atmosfera e questo progetto consente anche un focus sui composti conservati dai ghiacciai. Un dato che consentirà di misurare l'impatto dell'uomo sull'ambiente.

Ma c'è un dato ancora sul più sorprendente. l'ago di pino intrappolato nel ghiaccio carotato, all'altezza di più o meno di 180 metri. Quant anni ha? Lo sapremo presto.


Autore: Corona Perer

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