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Montagna, senza regole comuni non si riparte

L'appello al Governo: ''Il mercato è dimezzato, la concorrenza spietata''

(25 maggio 2020) - ''Bisogna preparare un vero piano di battaglia: occorre ricostruire il prodotto destinazione a partire dei bisogni del nuovo turista, che chiede soprattutto sicurezza e una meta non massificata, con una sua identità''. Dalle località dell’arco alpino si è levata oggi una voce unica, forte, trasversale: la montagna ha bisogno, per superare l’emergenza Coronavirus, di una chiara strategia comune a livello nazionale. Un appello rivolto al Governo, che è emerso dal terzo appuntamento di Tempo di Rinascita, un confronto a più voci sul mondo che cambia e sulle strategie, le criticità ma anche le opportunità da cogliere in questa fase.  

“Il mercato è dimezzato, ma le destinazioni che se lo contendono sono sempre altrettanto numerose. Questo significa che la concorrenza sarà spietata” secondo Josep Ejarque, Amministratore unico FTourism&Marketing e uno dei più titolati Destination Manager a livello internazionale. “La comunicazione trasparente sarà fondamentale, anche per rassicurare un mercato vulnerabile e bisognoso di garanzie”.  

“Questa settimana presenteremo al Ministero un piano turistico 2020 completamente rivoluzionato e aggiornato. Sono due le lezioni che dovremmo trarre da questa situazione – è stato il commento di Giorgio Palmucci, presidente dell’ENIT, agenzia nazionale per il turismo ha raccontato come si sta muovendo l’ENIT. “La prima è evitare accordi bilaterali che indicherebbero una mancanza di solidarietà a livello europeo. Dobbiamo stringere patti almeno all’interno dell’area Schengen, evitando l’obbligo, per i turisti stranieri, di sottoporsi a una quarantena al loro ingresso in Italia. Secondo: nel momento in cui ci proporremo sul mercato internazionale non dovremo confondere i turisti adottando protocolli sanitari differenti per ogni regione”.

“Il nostro settore, fondamentale per l’indotto e l’economia di montagna, è l’unico a non essere esplicitamente menzionato dai DCPM” è la denuncia di Valeria Ghezzi, presidente ANEF. Occorrono regole chiare e uguali per tutti i comprensori, una strategia operativa che possa essere comunicata e utilizzata. Così potremo valorizzare i nostri punti di forza: offriamo viaggi brevi, cabine aerate, stazioni all’aperto, personale protetto e formato. E portiamo le persone in quota, tra montagne e aria pulita, dove è facile mantenere il distanziamento”.

“Il rischio zero non è mai esistito, oggi come ieri” ha chiarito Gabriella Morelli, Direttore Ufficio Regionale del Turismo Valle d’Aosta. “Con trasparenza comunicheremo come località e strutture si stiano impegnando per minimizzarlo. Questa crisi potrebbe offrirci l’opportunità di intercettare una clientela nuova, desiderosa di ampi spazi e natura incontaminata. In Valle d’Aosta abbiamo un basso tasso di antropizzazione, con comuni poco abitati, strutture ricettive di dimensioni limitate, numeri gestibili che ci consentono di affrontare il problema con fiducia e puntare sul calore dell’accoglienza come fattore identitario forte. In questo contesto anche le seconde case acquistano un’importanza strategica inedita”.

“Sarà un’estate durissima” secondo Marco Pappalardo, Direttore Marketing Dolomiti Superski. “Ma se aspiriamo ad essere un marchio forte dobbiamo resistere e mantenere la posizione. Punteremo sui nostri prodotti principali, le escursioni e la mountain bike. Dobbiamo fare passare un messaggio: le Dolomiti sono qui, noi ci siamo, continuiamo ad essere importanti e a lavorare con tutta la filiera. È cruciale, inoltre, evitare di fare discounting sulle tariffe: la tentazione di abbassare i prezzi per conquistare una fetta di mercato è presente, ma alla lunga ci si ritorcerebbe contro”.  

Regole uniche e chiare per tutti sono fondamentali anche per Marco Rocca, Amministratore Delegato Mottolino Fun Mountain Livigno. “Siamo in difficoltà perché non possiamo comunicare la nostra data di apertura. Mentre in altre regioni o province questo scoglio è stato superato, noi ancora attendiamo. A distanza di 15 giorni dal possibile inizio di stagione siamo costretti a mantenere un profilo basso sui nostri social e i nostri canali. Per questo chiediamo al Governo di mettere inserire la questione in agenda e risolvere al più presto la situazione”.

“In questa situazione di grave incertezza dobbiamo tenere a mente un elemento importante: in montagna la dimensione del turismo è individuale, ma la filiera deve dare una risposta di gruppo, di sistema” è la riflessione di Stefano Illing, Presidente Consorzio Cortina Delicious, Consigliere Consorzio Impianti a Fune di Cortina d’Ampezzo, San Vito, Misurina e Auronzo di Cadore. “Chi viene a trovarci cerca una destinazione globalmente sicura in tutti i suoi aspetti, perciò dobbiamo porci con coerenza e uniformità, superando l’atavica tendenza all’individualismo degli operatori di montagna. È una grande sfida, ma sono fiducioso”. 

Il confronto ha avuto luogo durante "Tempo di Rinascita'', il palinsesto di conferenze digitali ideato dall’agenzia di comunicazione Doc-Com. Un confronto a più voci sul mondo che cambia e sulle strategie, le criticità ma anche le opportunità da cogliere in questa fase. 

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DOLOMITI, PATRIMONIO DI BELLEZZA

(giugno 2019) - Sono trascorsi 10 anni dal 26 giugno 2009: in quella data, a Siviglia, durante la sua 33esima seduta, il comitato per il patrimonio Unesco diede la comunicazione che le Dolomiti erano state inserite nella lista del patrimonio naturale dell’umanità, suggellando così la nascita delle Dolomiti patrimonio mondiale Unesco.

L’alba sulle Dolomiti, ammirata da due delle terrazze panoramiche più straordinarie di queste vette siglate Patrimonio dell’Umanità da UNESCO, regala un’opportunità speciale per conoscere il territorio e la sua naturale bellezza, nel pieno rispetto della montagna e della sua identità.

Custodi di leggende senza tempo, vicende storiche e paesaggi straordinari, le Dolomiti possono regalare sensazioni indescrivibili. Un tempo accessibili solo al mondo dell’alpinismo, oggi sono alla portata di tutti e svelano vette oltre i 3.000 m di quota raggiungibili anche in pochi minuti, come la maestosa Tofana di Mezzo e la Regina di tutte, la Marmolada. È proprio su queste cime, tra le più alte del gruppo montuoso, che lo spettacolo dell’alba offre un momento indimenticabile, reso accessibile da due complessi funiviari d’avanguardia, sorveglianti speciali di magiche emozioni. Tofana - Freccia nel Cielo, la storica funivia composta da tre tronconi che portano da Col Druscié (1778 m) a Ra Valles (2470 m) fino a Cima Tofana di Mezzo (3244 m), recentemente rinnovata nel primo tratto con la prima e unica cabinovia della vallata ampezzana.

L’Unesco ha finora riconosciuto un totale di 1052 siti (814 beni culturali, 203 naturali e 35 misti) presenti in 165 Paesi del mondo.Questo patrimonio è dell’umanità: un bene che ci appartiene, quindi.

Nove sistemi montuosi, 142mila ettari che si estendono fra le cinque province di Belluno, Bolzano, Pordenone, Trento, Udine e le Regioni Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto: le Dolomiti sono un regno bellissimo e complesso, un mare di fossili, rocce e sabbia, vecchio di 230 milioni di anni, che in un tempo lontano, cominciò a sollevarsi per sfuggire agli abissi ed arrivare a toccare il cielo, fino a giungere ai giorni nostri a formare un nuovo “mare” di monti e pietra. Nei secoli, le Dolomiti sono state e continuano ad essere anche il terreno di grandi sfide alpinistiche.

Dal balcone panoramico sulle Dolomiti UNESCO a Santa Cristina in Val Gardena, inaugurato nel Parco Naturale Puez-Odle per il decennale della dichiarazione Unesco, è possibile abbracciare in un solo sguardo tutto il gruppo delle Odle.Ad oggi sono presenti sul territorio altre quattro postazioni, sull'Alpe Tognola nelle Pale di San Martino, sul Monte Specie con vista su Croda Rossa, Monte Cristallo, Tofane e Tre Cime di Lavaredo, a Malga Ritort con affaccio sulle Dolomiti di Brenta e a Sagron Mis con la torre panoramica che abbraccia le Pale di San Martino e le Dolomiti Bellunesi. La struttura, sorge a quota 2200 metri, non lontano dalla stazione a monte del Col Raiser.

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