
Enrosadira, fenomeno pieno di magia
Alba e tramonto nelle Dolomiti patrimonio Unesco
foto di copertina: il gruppo delle Pale di San Martino - L'Enrosadira, è un fenomeno pieno di magia. Assistere ad alba e tramonto sulle Dolomiti, patrimonio Unesco, è uno spettacolo che resta impresso nella memoria. Il termine letteralmente significa "diventare di color rosa", deriva dalla parola ladina rosadüra o enrosadöra.
Le cime delle Dolomiti assumono un colore rossastro, che passa gradatamente al viola, soprattutto all'alba e al tramonto. A settembre il colore è ancora più emozionante: le Dolomiti diventano oro.
Abbiamo assistito a questo spettacolo, minuto per minuto, da un balcone speciale: quello dell'Hotel Belvedere di San Martino di Castrozza, ai piedi del Cimon della Pala e di altre vette iconiche per gli appassionati di roccia come il Velo della Madonna (> video)

Questo fenomeno è ben visibile nelle sere d'estate, quando l'aria è particolarmente limpida e i crepuscoli sono più lunghi. Il fenomeno dell'enrosadira può manifestarsi in modo significativamente diverso nei vari periodi dell'anno, e può variare sensibilmente tra un giorno e l'altro in funzione dei fenomeni meteorologici. La tinta assunta dalle cime delle montagne varia dal rosa all'arancione, fino al viola.
Le variazioni di tinte e durata dell'enrosadira sono dovute alle diverse posizioni del sole durante l'anno e alle condizioni dell'atmosfera. Tale fenomeno si manifesta su tutte le Dolomiti; in particolar modo all'alba l'enrosadira appare sulle crode rivolte a est, mentre al tramonto sono le pareti rivolte a ovest a colorarsi.
Il fenomeno è incrementato dalla riflettività delle pareti rocciose delle Dolomiti, formate dalla dolomia, una roccia contenente dolomite, un composto di carbonato di calcio e magnesio.
Poi ci sono le magie dentro la magia: come sul Passo Rolle, a pochi chilometri da San Martino di Castrozza, dove c'è la mitica Baita Segantini a 2200 metri di altitudine. Qui le Dolomiti non solo si tingono di rosa, o di oro (a settembre), ma si specchiano nel laghetto proprio di fronte alla Baita cme documenta questa stupenda immagine di Alessandro Guzza. Fermarsi e contemplare è un obbligo.

Baita Segantini- ph.Alessandro Gruzza (by Apt Primiero-San Martino di Castrozza)
Aspetti analoghi del fenomeno sono visibili in generale sulle montagne calcaree, come sul Gran Sasso d'Italia, o anche sugli altopiani carbonatici del Supramonte sardo. Ma le Dolomiti sono uniche e riusciranno a sorprendere sempre, anche chi le ha già viste.
Suggerimenti? Regalatevi una sera di settembre e due ore di contemplazione. Un consiglio? Prenotate per tempo all'Hotel Belvedere la camera 307. Avrete il più bel palcoscenico, la garanzia di ottima cucina e al mattino un'ottima prima colazione. (attenzione: ora l'hotel è chiuso per la pausa autunnle e riapre per la stagione invernale a dicembre 2026. Prenotarsi per tempo per il 2027 però si può fare. Info: hotel@hbelvedere.it)
(c.perer)
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