Scienza, Ambiente & Salute

Quad in montagna: processo a rilento

La vicenda di Luigi Casanova esponente di Mountain Wilderness è emblematica

13 agosto 2021 - La querelle sui Quad che sfregiarono le Dolomiti è approdata nelle aule di un Tribunale, quello di Belluno. Ma il processo procede con una lentezza esasperante e dice qualcosa dei tempi della giustizia: iniziato nel 2020 e ora rinviato al  2022.

La vicenda riguarda Luigi Casanova esponente di "Mountain Wilderness" ed è emblematica: è stato querelato dal presidente di un'associazione di amanti dei "quad" per un articolo che l'ambientalista trentino aveva dedicato alla manifestazione di fuoristrada al confine fra Trentino e Veneto.

Di rinvio in rinvio Casanova è deluso e lo definisce un processo-farsa. "Oggi l'avvocato Nicola Canestrini mi ha comunicato che il Tribunale di Belluno ha rinviato l'udienza a mio carico al 10 maggio 2022 (doveva tenersi il 28 settembre 2021). Penso vi sia il timore di affrontare un processo che diventerebbe atto politico contro un certo modo di gestire il territorio. Pazienza. Rimarremo comunque vigili" commenta sconsolato.

Già nella prima udienza l'avvocato e i  testimoni avevano ricostruito ogni passaggio che dimostra l'insussistenza delle accuse  rivolte a Casanova. Nella seconda udienza (20 aprile 2021) etano stati ascoltati i testimoni dell'accusa. Il processo era stato poi aggiornato al 28 settembre, e in quella sede dovevano essere ascoltati i testimoni a favore di Casanova. Dovevano anche essere vagliati i post denigratori di cui Casanova era stato vittima.

Per la linea di difesa (affidata all'avvocato Nicola Canestrini) si tratta di una classica "querela bavaglio" per zittire chi chiede il rispetto dell'ambiente e delle norme ambientali. Testimoni e consulenti tecnici sono quindi chiamati a testimoniare sui danni provocati dalle incursioni dei Quad in Quota.

La Sat aveva già preso posizione contro i quad “una vera e propria aggressione alla montagna” aveva dichiarato in un documento sottoscritto dalle associazioni alpinistiche dell’area dolomitica Patrimonio Unesco tra Veneto, Regionale Friuli Venezia Giulia,  Provinciale Alto Adige ed Alpenverein Sudtirol. Vi era un accorato  appello alle amministrazioni pubbliche per una netta inversione  di marcia relativamente al rilascio di autorizzazioni per raduni motoristici in zone delicate dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Nonostante questo il  “Jeep Camp 2019”  si era fatto ugualmente: 300 veicoli hanno invaso San Martino di Castrozza, con 200 giornalisti provenienti da tutto il mondo, a raccontare il mondo quattroruote motrici sotto le Pale di San Martino con l'intera gamma SUV del celebre marchio del gruppo Fca che faceva il pieno di foto....free. Dal punto di vista operativo il programma non è cambiato di un millimetro e la tre giorni di circolazioni su circuiti motoristici assegnati s'è fatta. Nulla potè la voce autorevole della Sat: l' invito al rifiuto nei confronti di iniziative come queste è stato ignorato. con somam gioia di FCA, gratificata da gallery di tutto rispetto sotto le Dolomiti Patrimonio Unesco: non ha dovuto pagare neanche un euro per il promo.

A Luigi Casanova la nostra solidarietà: difendere l'ambiente non è reato, alzare la voce quando serve nemmeno, in nome della libertà di stampa e di pensiero.
GIORNALE SENTIRE aveva lanciato anche una petizione a sostegno di Luigi Casanova (qui)

 

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