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Il Valcalepio rosso del Castello di Grumello

Dal 1953 la tenuta della famiglia Reschigna Kettlitz di Milano produce ottimi vini

(Corona Perer, 24 maggio 2021) - Il Valcalepio Rosso del Castello di Grumello è una delle soddisfazioni della Tenuta di proprietà della famiglia Reschigna Kettlitz di Milano che qui è arrivata negli anni '50 a raccogliere una storia iniziata nel 1222.

Prodotto nelle storiche cantine della Tenuta, il Valcalepio Rosso è stato premiato con la Rosa d'oro dell'Associazione Italiana Sommelier, ma anche altri vini di questa etichetta, che figura tra i 28 produttori della provincia di Bergamo, hanno conquistato palati raffinati. Il critico d'arte Philippe Daverio - per esempio - andava in visibilio per il passito di moscato, e da queste uve la proprietaria Cristina Kettlitz prepara una magnifica confettura, superba se abbinata ai formaggi stagionati o erborinati.

 

Grumello del Monte deve probabilmente il suo nome a 'Grumus' o 'Grumulus', e cioè altura, elevazione.  Si trova in Val Calepio e la sua storia si intreccia con quella di due province – Bergamo e Brescia - non legate da buoni rapporti. Nonostante la Pace di Costanza, stipulata il 25 giugno 1183 che aveva sancito pace ed autonomia tra Federico Barbarossa e 17 città della Lega Lombarda, le due città ebbero contese di confine lungo il fiume Oglio.

Sanguinose battaglie e accese contese opposero tra loro guelfi e ghibellini non cessarono finchè Giovanni di Boemia, nel tentativo di pacificare la zona, aprì le porte ai signori di Milano.

L’inizio della costruzione del Castello di Grumello risale al XIII secolo. La prima testimonianza scritta è del 1222, quando si registra la cessione di un Castello in Grumello al Comune di Bergamo. E' il cardinale della corte papale di Avignone, Guglielmo Longhi ad acquistare in tempi diversi alcuni edifici presenti sul colle che diventano un’unica proprietà, fortificando il complesso con una cinta muraria a protezione della preesistente torre fortificata. Il Castello diventa così una vera fortezza. E qui arriverà anche il condottiero Bartolomeo Colleoni che decide di farne la sua base per il controllo del territorio in attesa che il castello di Malpaga (dove morirà nel 1475) fosse ultimato. A quel tempo la Repubblica di Venezia e il Ducato di Milano si fronteggiavano e di questa epoca rimangono la torre con merlatura guelfa, la sala del corpo di guardia con volta a crociera, le prigioni e le grandi cantine dal soffitto a volta, che si possono visitare e dove ora maturano i vini della tenuta.

 

A partire dal 1700 il Castello fu trasformato in residenza patrizia dallo stile semplice e austero, con una corte circondata di imponenti ippocastani e il complesso fu arricchito da una cappella privata ricca di stucchi e vetri colorati. Da allora diversi nobili casati si sono succeduti: i conti Suardi, i marchesi Del Carretto, i principi Gonzaga di Vescovado. Finchè nel 1953 arriva la famiglia Reschigna Kettlitz di Milano, che dà nuovo impulso alla tradizione vinicola del territorio di Grumello. La tenuta di circa 20 ettari vitati produce vini bianchi e rossi di qualità.

La proprietaria, Cristina Kettlitz, ha il merito di aver aperto il Castello al pubblico, facendolo entrare nella associazione Dimore Storiche e un luogo dove si organizzano mostre, concerti, eventi artistici e letterari, cene, degustazioni ed eventi privati. Cappella e torre medievale, saloni interni e cantine storiche sono aperte alla visita, che si completa di solito con la degustazione dei vini DOC prodotti dalla Tenuta del Castello e sul Colle Calvario. "Arrivano molti stranieri" ci dicono al castello, una visita che spesso è a margine di una gita ai tesori d'arte della vicina città di Bergamo.

la proprietaria Cristina Kettlitz

L' azienda vinicola produce con l'etichetta Tenuta Castello di Grumello: circa centomila bottiglie all’anno e vini tutti prodotti con uve proprie e vinificati con la consulenza dell'enologo Paolo Zadra. La cantina dalle volte secolari ospita moderni impianti di fermentazione in acciaio inossidabile ma anche tradizionali torchi (tra i quali uno risalente al 1600) e mastodontiche botti in legni pregiati.

Top di gamma il Colle Calvario un Cru nato dalla selezione di uve Cabernet Sauvignon (60%) e Merlot (40%). Proviene da un vigneto sulla sommità della collina su marna argillo-calcarea a circa 330 m sopra il livello del mare. La maturazione avviene in barrique per 14 mesi e affinamento in bottiglia. Ottimi i rossi.

Dal 2014 si è data attenzione alla ricerca, al recupero e allo sviluppo di una qualità autoctona: la Merera. Questo vitigno non raggiunge gradazioni alcoliche elevate, ma è molto sapido e possiede eleganti note fruttate. La scommessa sulle origini è stata confermata  da una indagine genetica.

Le uve Merera vengono lavorate con metodo molto tradizionale: pigiatura, diraspatura, fermentazione in tini di legno a cielo aperto. E così al Castello nasce  un nuovo vino, dal colore vivissimo e dalle caratteristiche uniche: il Brolo dei Guelfi, un nome evocativo di una porzione di vigna a ridosso delle mura del Castello.

 

Molto ricercato anche il Moscato Passito prodotto con uve Moscato di Scanzo, fatte appassire in fruttaio. Proviene da vigneti con esposizione Ovest su marna argillo-calcarea a circa 240 m sopra il livello del mare. Invecchiato tra i 7 e i 10 anni e affinato in bottiglia è un vino da meditazione.

I vini vengono venduti ai privati direttamente in azienda a privati, ristoranti e enoteche. Ma possono essere richiesti anche online grazie all'e-shop disponibile sul sito del castello. Info qui

Per prenotare una visita con degustazione > www.castellodigrumello.it


 

 

 

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