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Dozza, museo a cielo aperto

E' uno dei Borghi più belli d'Italia

Dozza è uno dei Borghi più belli d'Italia e il suo centro è un vero e proprio museo a cielo aperto: le facciate delle case sono impreziosite da oltre novanta opere d'arte realizzate dal 1960 ad oggi,  murales che hanno dato luogo alla "Biennale del muro dipinto": nell'arco degli ultimi vent'anni centinaia di artisti sono arrivati a Dozza per lasciare la propria cifra stilistica dentro il borgo il cui tessuto edilizio risale al medioevo.

Dozza è l'unico borgo della provincia di Bologna entrato nella rete dei Borghi Italiani e per ben due volte è stato citato dalla rivista americana Forbes. Visitare il Castello che fu eretto come fortezza del feudo del Signore Lorenzo Campeggi e nel 1500 divenne residenza, è d'obbligo. Un'antichissima cucina con il camino e gli arnesi della servitù (tra questi anche una impastatrice a mano, tutta di legno) offre una magnifica istantanea rinascimentale, mentre ai piani superiori il piano nobile è finemente arredato da tappezzerie in seta, tele d'epoca di soggetto nobiliare e mobilio originale.

Dalle torri circolari si gode il magnifico panorama che spinge lo sguardo fino ai colli bolognesi. Una leggenda riferisce che nella rocca  abiterebbe un drago dormiente che si sveglia solo a settembre e attorno a questa narrazione il paese ha anche costruito i suoi eventi: come  Fantastika, Biennale di Arte Fantasy che ha portato a Dozza anche un centro Tolkeniano, e poi la Festa del Vino e la Festa delle Arzdore ovvero delle donne che facevano la pasta casalinga.

Tutto si svolge all'ombra dell'imponente Rocca che domina il colle sul quale sorge l'abitato più antico, da cui si apre un dolcissimo panorama sui colli bolognesi. Qui la Regione ha individuato anche la sede dell'Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna. Che la Regione abbia scelto questo piccolo luogo per depositarci il meglio delle sue vigne è indice dell'unicità di Dozza che nella sua enoteca regionale racchiude il meglio della  produzione vitivinicola regionale: 250 associati e circa 1000 etichette con il Sangiovese a fare da padrone di un territorio che annovera anche l'ottima Albana, vitigno tipico oggi riscoperto e valorizzato.

L'Enoteca offre oltre alla vetrina, un attivo winebar che promuove degustazioni guidate e serate evento. Il centro storico è peraltro ricco di osterie e wine bar dove degustare le bontà del territorio. Dozza è collocata al confine tra Emilia e Romagna e quindi fa da cerniera a due culture gastronomiche che hanno nel maiale e nella farina i due capisaldi. Consigliamo una  sosta al Ristorante la Scuderia dove i tavoli sono stati ricavati negli spazi dove stazionavano i cavalli del Signore della Rocca. Il menù privilegia negli antipasti i buoni salumi del territorio e l'immancabile Squacquerone, magari accompagnati da un ottimo calice di Albena D'Doza dell'Azienda Agricola Assirelli  perfetto anche in abbinamento ai garganelli al ragù e funghi porcini e ai tortelli di formaggio.

Il giovane sindaco di Dozza, Luca Albertazzi, a capo di una lista civica e al suo secondo mandato (rieletto con esiti “bulgari” che lo hanno portato al 70%), va giustamente orgoglioso delle eccellenze racchiuse nel Borgo. Governa un piccolo gioiello che si snoda su due vie principali: una per salire dall'antica porta che dava un tempo su un ponte levatoio e il tipico fossato a difesa della fortezza, e l'altra per scendere.

La gran parte della comunità, circa 6000 abitanti, vive a valle nell'abitato più recente, ma sono coinvolti in un bel progetto che ha dato vita ad un altro gioiello meno evidente, ma non meno prezioso: è il progetto di comunità che è stato attivato tra gli abitanti. Costituendo un “albo dei volontari” è stato chiesto a tutti di mettere a disposizione la propria competenza. La risposta non è mancata: c'è chi si occupa dello sfalcio, chi delle vigilanza fuori dalle scuole, chi offre attività di segretariato, verbalizzando le riunioni del cda della fondazione che amministra la rocca, chi pulisce con costanza un viottolo, e chi apre e chiude il campo sportivo che viene utilizzato anche come parcheggio. Chi offre qualcosa di sé, ottiene gli strumenti dal Comune necessari per farlo: l'assicurazione, l'attrezzo, lo streaming che guarda caso è stato realizzato proprio da un volontario.

Ed è così che un piccolo Comune ha attivato servizi che altrimenti avrebbe dovuto reperire sul mercato e che il suo bilancio non avrebbe consentito di finanziare. E' così che la gestione del bene comune fa partecipare, con senso civico, i residenti i quali si prendono cura della “casa comune”. Il  sindaco (due lauree: ingegneria e fisica) intende proseguire su questa strada. E fa bene.

 

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info

per le visite alla Rocca:
www.fondazionedozza.it

www.enotecaemiliaromagna.it
 

 


Autore: Corona Perer

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