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Rocca Winery, la cantina progettata da Renzo Piano

Rocca di Frassinello di Gavorrano (Grosseto)

di MARIELLA MOROSI - Rocca di Frassinello di Gavorrano (Grosseto) ha celebrato il genio dell'architetto Renzo Piano con una mostra di 24 fotografie firmate da Italo Rota. L'architetto genovese è tornato per l'occasione nell'unica cantina da lui progettata, la Rocca Winery, ispirata dal suggestivo paesaggio maremmano e ultimata nel 2007 dopo sei anni di lavori.

La scenografica Rocca Winery è un quadrato di 40 metri per 40, con un immenso solaio che si regge senza il sostegno di alcuna colonna e che può ospitare fino a 2.500 barriques. Intorno, come una cornice larga 20 metri, sono distribuite tutte le funzioni del ciclo produttivo del vino.

La cantina non è stata realizzata come un luogo d'arte da contemplare, fine a se stesso, né come un monumento al vino o al committente. E’ essenziale, pensata per esaltare la funzionalità di quello che è un luogo dove si svolge un lavoro produttivo anche se particolare, rituale, quasi sacrale.  Piano ha rivoluzionato la classica concezione degli spazi ponendo al centro di tutto il cuore di una cantina: la barricaia, dove il vino si perfeziona ed esalta le sue qualità nel tempo.

Dai 90 ettari di vigneti coltivati a vitigni italiani e francesi -  Sangiovese e Vermentino, ma anche Cabernet Sauvignon , Merlot, Petit Verdot e  Shiraz-  e nascono celebrati vini quali Baffonero, Rocca di Frassinello e Ornello. La scelta di costruire la cantina in questa zona collinare della maremma toscana, fra Bolgheri e Scansano, di fronte al borgo di Giuncarico,  è nata dall'esigenza di replicare in un nuovo territorio il modello di eccellenza di Castellare di Castellina. Qui i terreni hanno le stesse caratteristiche di quelli del Chianti e di Montalcino.

Le temperature medie, inoltre, per la vicinanza del mare,sono più più alte e quindi con una capacità di maturazione delle uve in anticipo. Ma al di là di questa mostra, l’arte, la storia e l'amore per il territorio sono di casa a Rocca di Frassinello.

Oltre all’opera di Piano è possibile visitare i reperti archeologici rinvenuti all’interno della proprietà durante i lavori di recupero della Necropoli Etrusca di San Germano,  legata all’antica Vetulonia. I reperti– molti dei quali vasi e calici da vino - fanno da sfondo ad un percorso narrativo che, attraverso i secoli, fa riscoprire le tradizioni vitivinicole di un popolo che 3.000 anni fa già coltivava la vite in questi stessi terreni.


Autore: Mariella Morosi

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