
Beslan un ricordo sempre vivo
Il ricordo della Associazione Aiutateci a Salvare i Bambini ODV: una Panichida (orazione funebre) a Rovereto
I prossimi 1, 2 e 3 settembre saranno giorni, come tutti gli anni dal 2004 ad oggi, dedicati al ricordo ed al dolore della Tragedia di Beslan. Un dolore sempre vivo, senza fine; inguaribile, immutabile.
L' Associazione AASIB (Aiutateci a Salvare i Bambini), unica in Italia, porse immediatamente la mano dell'aiuto ad una città martirizzata, ad un'Ossezia del Nord devastata, all'intera Russia colpita.
''Al tempo, quando la russofobia ancora non ammorbava l'Italia, la risposta solidale del popolo italiano fu immensa. Milioni le candele alle finestre italiane, una gara di sostegno al nostro intervento, persino una sfilata delle parlamentari che raccolsero donazioni per il nostro progetto di accoglienza di 63 sopravvissuti alla strage terroristica in Trentino. 33 bambini e 30 adulti. L'Italia ufficiale ha fatto di tutto per farlo dimenticare. Per cancellarne il ricordo. Al contrario noi, da ventidue anni, ricordiamo organizzando la memoria e la partecipazione'' annuncia il Presidente Ennio Bordato.
SABATO 29 AGOSTO, alle ore 16 presso la Parrocchia della chiesa Ortodossa di Rovereto (via Zotti) si terrà una Panichida (Orazione funebre) in memoria delle vittime dell'attentato terroristico del 1/3 settembre 2004. In memoria dei bambini, degli adulti, degli insegnanti, delle forze speciali «Alfa» e «Vympel'» che, con atti di immenso eroismo ed abnegazione, salvarono centinaia di vite ostaggio del "terrorismo internazionale" nella Scuola n. 1 di Beslan. Successivamente verranno deposti dei fiori al Parco "Bambini di Beslan" di Rovereto.
Beslan è la Patria di tutte le lacrime delle Madri della Terra. Beslan va onorata, ricordata, commemorata. Con umiltà e consapevolezza. Perché ricordare è dare un senso a tutto ciò che chi è sopravvissuto ha dovuto vivere. Lenirne le ferite dell'anima, soffocare gli incubi del ricordo. Invitiamo tutti a partecipare'' è l'appello di Bordato.
Perchè ricordare è un dovere.
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