
Lagarina Jazz Festival 2026
Grande novità per il ventennale: la formula del ''doppio concerto''
Un festival raffinato, ricco di coraggiosa sperimentazione e virtuosismi. Il Lagarina Jazz Festival 2026 con la direzione artistica Mirko Pedrotti ha messo ha segno una splendida edizione per il suo ventennale ed ha avuto il pregio di coinvolgere musicisti molto apprezzati nel panorama del jazz italiano. Proporre il jazz non è mai operazione facile e la Vallagarina ha risposto bene. La novità del 2026 è stata rappresentata dai ''doppi concerti'' espediente per esplorare tutti i paesaggi in cui il jazz si contamina con altri linguaggi musiali, dall'elettronica al rock, fino alla canzone d'autore o pop.
''La formula è stata pensata per essere un'esperienza immersiva” spiega il direttore artistico Mirko Pedrotti “Abbiamo voluto dar modo allo spettatore di attraversare nella stessa serata declinazioni jazzistiche diverse; il tutto in una cornice che è in grado di valorizzare al meglio la musica e coccolare al contempo il nostro pubblico con degustazioni guidate”.
Molto apprezzati alla Distilleria Marzadro di Nogaredo il jazz aperto e di confine del Michele Sperandio Sea Quartet e il duo formato da Camilla Collet e Giorgio Giacobbi con Filaments of Existence, due eventi che hanno trasportato il pubblico su orizzonti musicali sofisticati e d’avanguardia.

Michele Sperandio Sea Quartet (foto C.Perer)
Michele Sperandio alla batteria ha presentato il SEA QUARTET, un concerto iteramente dedicato alle suggestioni del mare a cui hanno dedicato il loro ultimo lavoro. Straordinaria la voce solista di Marta Giulioni, accompagnata da Lorenzo Scipioni a chitarra / contrabbasso, Simone Maggio al pianoforte, con lo straordinario ricamo ritmico di Michele Sperandio alla batteria.
Altrettanto notevole la performance della batterista Camilla Collet. Dopo essersi diplomata a pieni voti con lode presso il Conservatorio di Musica “G. Tartini” di Trieste, è partita per cercare la sua dimensione e partendo da Porto (Portogallo) ha studiato alla “Escola Superior de Música e Artes do Espectáculo” sotto la guida del batterista newyorkese Michael Lauren, ha poi collaborato con Piero Pelù, Mario Biondi, Francesca Michielin, Serena Brancale, Ermal Meta, Simone Cristicchi. Suona con il compago Giorgio Giacobbi al sax tenore e il loro Filaments of Existence ha incantato il pubblico del Lagarina Jazz Festival al quale hanno portato un'intesa musicale perfetta e un dialogo tra sax e batteria, tessuto nel virtuosismo di entrambi: Giacobbi trasforma il sax in una lingua e Collet risponde nella sua compostezza esecutiva, con esemplare precisione ed energia ( qui >> VIDEO)

Gorgan Trio ha invece proposto il soul-jazz, blues, funky mentre il quartetto dei The Loom ha portato il jazz fino ai confini della musica polifonica antica e rinascimentale.

Di grande raffinatezza l'esibizione di Molo Giudecca che ha proposto in una inedita chiave jazz brani classici della canzone italiana in versione acustica e sperimentale. Il pubblico ha potuto apprezzare la splendida voce di Giulia Galletti, la chitarra di Valerio De Paola (che ha curato anche tutti gli arrangiamenti), il virtuosismo di Mirko Pedrotti ormnai quotato vibrafonista, il basso elettrico di Federico Malaman (che ha collaborato con molti vip del pop italiano tra i quali la memorabile Ornella Vanoni) e l'eccezionale batterista Ricky Quagliato, molto applaudito nei suoi assoli.

Qui il finale del concerto dei MOLO GIUDECCA in una inedita e raffinata Grazie dei Fior di Nilla Pizzi (> video)
La conclusione del Lagarina Jazz Festival ha avuto luogo alla Cantina Salizzoni di Calliano dove si sono esibiti i DRAWBARS (Niccolò Zanella al sax tenore, Tommaso Perazzo all' organo Hammond e Daniele Patton alla batteria) e DJ FRONZA. Il festival aveva preso il via tra Isera e Villa Lagarina con il tutto esaurito delle prime due serate svoltesi nel ricordo di Paola Dorigotti e il quartetto veneto Anatemah.
(Corona Perer)

Autore: Corona Perer
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