Arte, Cultura & Spettacoli

Richard Wagner la musica infinita

Un gigante della musica, che sarebbe ingiusto relegare alla pagina più buia del Novecento

Un gigante della musica, che sarebbe ingiusto relegare alla pagina più buia del Novecento: il nazismo. Perchè furono i nazisti a farne la propria colonna sonora, non fu certo lui a volerlo. Semmai dentro Richard Wagner respirava un'estetica talmente ispirata da giungere del tutto naturalmente alle dimensioni della ''grandezza'', concetto che poi venne struentalmente fatto proprio dalle gerarchie naziste.

Richard Wagner fu il compositore della musica infinita, Nato a Bayreuth (Germania) ebbe il desino di morire nella città più bella al mondo per i romantici: Venezia.

Il 13 febbraio del 1883 moriva a Venezia il compositore tedesco RICHARD WAGNER (1813-1883), la cui opera costituisce una delle massime espressioni del romanticismo tedesco, per ricchezza e complessità la titanica sintesi di un'intera epoca.

Le opere giovanili di Wagner indicano chiaramente modelli tedeschi, italiani e francesi. Il vascello fantasma, primo capolavoro wagneriano, prefigura un metodo compositivo basato su motivi conduttori; in Tannhäuser la divisione in numeri chiusi (arie, duetti ecc.) lascia il posto a scene di ampio respiro.

Lohengrin è caratterizzato da quel flusso continuo della corrente melodica che diverrà una nota distintiva dei capolavori della maturità. In Oro del Reno, LaValkiria e Sigfrido troviamo i fondamenti della sua nuova concezione operistica: la cosiddetta “melodia infinita” che infrange i tradizionali schemi costruttivi del melodramma italiano e francese. Il cromatismo di Tristano e Isotta introduce il germe della dissoluzione tonale.

Con I maestri cantori di Norimberga, Wagner elevava un grande monumento all'arte musicale tedesca e in particolare alla tecnica contrappuntistica bachiana. Il compimento del ciclo dell'Anello del Nibelungo costituisce un culmine delle premesse stilistiche precedenti.

Parsifal, composta tra il 1877 e il 1882, segna il ritorno al tema del Graal già affrontato molti anni prima in Lohengrin ed è considerata uno dei suoi massimi capolavori. L'influenza che ebbe fu enorme su tutta la cultura del tardo '800 e del primo '900; mentre egli non ebbe seguaci ma semplici epigoni, aspetti della sua esperienza estetica ebbero enorme peso su grandi personalità musicali quali Anton Bruckner, Gustav Mahler, Hugo Wolf, Richard Strauss e sullo stesso Arnold Schönberg.

Oltre alla gigantesca opera musicale si contraddistinse per un'imponente produzione letteraria. Essa comprende, oltre ai libretti delle opere, sintesi delle visioni teoriche di Wagner.

Delle 14 opere da lui composte solamente 10 (dall'Olandese volante in poi) riteneva fossero degne di essere rappresentate a Bayreuth, il suo "Tempio Musicale", inaugurato nel 1873 con l'esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven diretta dallo stesso Wagner.

L'inaugurazione coincise anche con la prima rappresentazione assoluta dell’intera Tetralogia (L'anello del Nibelungo) composta dalle seguenti quattro opere: L'oro del Reno (prologo); La Valchiria (prima giornata); Sigfrido (seconda giornata); Il crepuscolo degli dei (terza giornata).

E quest'anno sono 150 anni del Festival Bayreuth che anche senza essere a lui intitolato, dice tutto di lui.

 

info > bayreuther-festspielequi

www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*

Commenti (0)

Articoli correlati