
E' scomparso Paolo Gotti
La morta improvvisa di un viaggiatore innamorato dell'incontro racchiuso in uno scatto
Solo pochi giorni fa davamo notizia del suo nuovo Garage Gallery di imminente inaugurazione, un nuovo spazio espositivo ideato per parlare di fotografia. Poi lo sconcerto di una mail e la notizia che il fotografo bolognese Paolo Gotti - il fotografo viaggiatore - non c'è più.
La scomparsa improvvisa del fotografo Paolo Gotti, avvenuta lunedì 12 ottobre è stata annuncata con un comunicato come quelli che lui era solito inviare. In oltre cinquant’anni di attività, ha attraversato e raccontato attraverso le sue immagini luoghi, persone e culture dei cinque continenti, costruendo un prezioso archivio visivo frutto di una vita dedicata alla fotografia e al viaggio.
Ci eravamo scritti per omaggiare l'ultima idea, ricevendo da lui una immediata risposta: c'era entusiasmo e voglia di raccontare ancora e sempre per immagini. Garage Gallery era stato d lui ideato come luogo di incontro e condivisione intorno alla fotografia. L’inaugurazione era in programma mercoledì 28 ottobre a Bologna con una mostra antologica dedicata alla sua arte: tutto è stato ovviamente rinviato a data da destinarsi. Garage Gallery nasceva dall’esigenza di dare una nuova forma e una nuova possibilità di incontro all’ampio archivio fotografico costruito da Gotti nel corso degli anni: luogo informale e multifunzionale, lontano dai modelli tradizionali della galleria d’arte. Lo voleva così: un ambiente in cui la fotografia possa essere osservata, scoperta e discussa, mettendo in relazione immagini appartenenti a momenti diversi della ricerca dell’autore.
Nato a Bologna nel 1944, laureato in Architettura e diplomato al Centro di studi tecnico-cinematografici di Firenze, Gotti si avvicina professionalmente alla fotografia negli anni Settanta, sviluppando un percorso poliedrico che spazia dalla grafica alla pubblicità, dallo still life agli allestimenti, con collaborazioni che hanno coinvolto sia eccellenze territoriali che grandi multinazionali.
Nel 1974 affronta il suo primo grande viaggio in Africa, attraversando il Sahara fino al Golfo di Guinea a bordo di una vecchia Land Rover. È l’inizio di una ricerca che lo porterà a fotografare in oltre 70 Paesi, tra deserti africani, metropoli asiatiche, foreste dell’America Latina e paesaggi del Nord Europa. Il suo sguardo attraversa anche luoghi meno accessibili, come le profondità della miniera d’oro di Obuasi, in Ghana, e i cantieri della linea ferroviaria ad alta velocità tra Bologna e Firenze, documentati tra il 1997 e il 2003 su incarico del Consorzio Alta Velocità Emilia Toscana (CAVET).
Il lavoro di Gotti ha sempre coniugato la dimensione documentaria con una particolare sensibilità per la composizione, la luce e la relazione con i soggetti ritratti. Il viaggio diventava così uno strumento di conoscenza e interpretazione del mondo, dando vita a un patrimonio di reportage, ritratti e paesaggi di grande intensità. A questa ricerca si affiancava, da oltre trent’anni, la realizzazione dei suoi calendari fotografici, attraverso i quali ha dato forma a molteplici percorsi tematici, oltre alla produzione di video dedicati alle sue serie di immagini.
Nel corso della sua carriera ha realizzato numerose mostre personali e collettive in Italia, presentando i propri lavori in sedi e contesti quali l’Institut Français di Napoli, l’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, il Teatro Duse e il Centro San Domenico di Bologna, la Galleria Minerva di Padova e la Fondazione Marchesani di Venezia. Nel 2019 ha ricevuto il Premio UVA dell’Università di Verona come Senior Photographer. Le sue fotografie e i suoi progetti espositivi sono stati pubblicati su importanti testate nazionali e internazionali, tra cui Vogue, Elle, Il Fotografo, D di Repubblica, Il Giornale dell’Arte, L’Espresso e Panorama.
Garage Gallery nasceva dal desiderio di Paolo Gotti di dare una nuova forma e una nuova possibilità di incontro al suo vasto archivio fotografico: uno spazio informale e multifunzionale, pensato per favorire la scoperta, l’osservazione e il dialogo intorno alla fotografia, al di fuori dei modelli tradizionali della galleria d’arte. Il progetto di Garage Gallery resta legato alla visione con cui Gotti aveva immaginato questo luogo d’incontro tra le immagini e il pubblico. Ulteriori aggiornamenti sulla nuova data di inaugurazione saranno comunicati nelle prossime settimane.
Nel corso della sua lunga carriera professionale, aveva compiuto un percorso fotografico nato dall’incontro con luoghi, persone e culture differenti. Nel suo sterminato archivio convivono migliaia di immagini realizzate in scenari tra loro lontanissimi: dai deserti africani alle metropoli asiatiche, dalle foreste dell’America Latina ai ghiacciai del Nord Europa, fino al racconto del sottosuolo: nella miniera d’oro di Obuasi in Ghana, nel 1974, spingendosi fino a 2000 metri di profondità; e nei cantieri dell’Alta Velocità tra Bologna e Firenze, incaricato dal Consorzio Alta Velocità Emilia Toscana (CAVET) per documentare l’avanzamento dei lavori e realizzare i calendari aziendali fotografici dal 1997 al 2003. Ne risulta un patrimonio fotografico che attraverso reportage, ritratti e paesaggi di straordinaria forza, restituisce non solo la varietà dei luoghi attraversati, ma anche le persone, le storie e le atmosfere incontrate lungo il cammino.
Il lavoro di Gotti si è sempre distinto per uno sguardo capace di coniugare la dimensione documentaria con una particolare attenzione alla composizione, alla luce e alla relazione con i soggetti fotografati. Il viaggio non è inteso soltanto come spostamento geografico, ma come strumento di conoscenza e interpretazione del mondo. A questa ricerca si affiancava, da oltre trent’anni, la realizzazione dei suoi calendari fotografici: un appuntamento che, nel tempo, ha trasformato il suo archivio visivo in molteplici storie e percorsi tematici, raccolte di immagini curiose e sorprendenti, capaci di restituire la varietà del mondo attraverso la suggestione del cabinet de curiosités e di accompagnare il pubblico anno dopo anno.
Gotti aveva curato anche la produzione di video per “animare'' le sue serie fotografiche, offrendo nuove modalità di fruizione e lettura delle immagini.
Laureato in Architettura e diplomato al Centro di studi tecnico-cinematografici di Firenze, Paolo Gotti si avvicina professionalmente alla fotografia negli anni Settanta. In questo periodo avvia un percorso poliedrico che lo vede spaziare con successo tra grafica (OSC - Organizzazione Servizi Congressuali di Bologna e Irma Records), still life e pubblicità (Rowntree Mackintosh), allestimenti (Helena Rubinstein, Sinudyne, Mondial Cinz), stringendo collaborazioni di rilievo con realtà profondamente diverse tra loro, da eccellenze territoriali a grandi multinazionali. Nel 1974 affronta il suo primo grande viaggio in Africa, attraversando il Sahara fino al Golfo di Guinea a bordo di una vecchia Land Rover. Da questa esperienza prende forma una ricerca destinata a svilupparsi negli anni successivi e a portarlo a fotografare nei cinque continenti oltre 70 paesi tra cui Niger, Cina, Haiti, Brasile, Messico-Guatemala, Nepal, Indonesia, USA, Canada, Thailandia, Malesia, Yemen, Venezuela, India, Cile, Bolivia, Islanda, Australia, Colombia, Cuba.
Nel corso della sua carriera ha realizzato numerosi progetti e mostre personali e collettive, presentando a Bologna e in altre città serie fotografiche dedicate alle sue esplorazioni: Segni e culture, a cura di Almerico de Angelis (con testo critico di Michele Bonuomo), Institut Français de Naples, Napoli; Da Bologna per l’Unicef, Aeroporto G. Marconi, Bologna; Fuoco, Rocca di Cento, Ferrara; Stories. Viaggio tra fotografia e letteratura, Teatro Duse, Bologna; Alle origini della terra, Centro San Domenico, Bologna; Finestre sul mondo, MUG – magazzini generativi, Bologna; Cina 1978, Galleria Minerva, Padova; I AM THE EARTH, a cura di Anna Caterina Bellati, Fondazione Marchesani, Venezia. Nel 2019 ha ricevuto l’importante riconoscimento del Premio UVA dell’Università di Verona come Senior Photographer. Le sue mostre e le sue immagini fotografiche sono state pubblicate negli anni su testate importanti tra cui Vogue, Elle, Il Fotografo, Arte, Sette, Io donna, D di Repubblica, Il Giornale dell’Arte, Arte, L’Espresso, Panorama, Amica e Chi.
Alla famiglia, agli amici, ai collaboratori le nostre più sentite condoglianze
Corona Perer
14 ottobre 2026
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Paolo Gotti, Acqua futuro del pianeta
Dalle vigorose cascate islandesi alle acque tobide del grande fiume Niger
Il progetto di Paolo Gotti intitolato ''ACQUA. Il futuro del pianeta'' viaggia dalle vigorose cascate islandesi alle acque tobide del grande fiume Niger, passando per le imponenti centrali geotermiche del nord Europa fino ai mercati galleggianti thailandesi.
Il fotografo bolognese ha selezionato alcuni scatti iconici tratti dal suo sterminato archivio per illustrare uno dei temi cruciali dell’epoca contemporanea: la tutela dell’acqua, la nostra risorsa più preziosa, che ricopre la superficie del pianeta per circa il 70%. Simbolo di purezza e rigenerazione, è capace di mutare, adattarsi alle circostanze, aggirare gli ostacoli che incontra, dalla sorgente e per tutto il tragitto che le permetterà di defluire verso il mare, in una sequenza che si delinea come un processo in continua trasformazione.
L’acqua è l’origine della vita, elemento imprescindibile per ogni essere vivente ma risorsa limitata da preservare con coscienza: l’acqua dolce rappresenta, infatti, solo il 2,5% del totale, la maggior parte intrappolata in ghiacciai e nevai. Ne rimane una percentuale molto bassa nei fiumi, nei laghi, nelle falde acquifere e nell’atmosfera a nostra disposizione, mentre il suo consumo continua ad aumentare, di pari passo con la crescita della popolazione mondiale.
Nell’ultimo secolo il consumo di acqua è più che raddoppiato rispetto ai tassi di crescita della popolazione, anche per il fatto che tutte le attività economiche dipendono dall’acqua. L’acqua rappresenta dunque uno dei problemi più seri dei nostri giorni e fonte di guerre di accaparramento.
Non stupisce che la maggior parte della popolazione mondiale non abbia accesso a risorse idriche adeguate. A livello globale ci sono 3,2 miliardi di persone di persone colpite dalla scarsità d’acqua, 1,2 miliardi in maniera estrema. In alcuni paesi è di circa 6 chilometri a piedi la distanza media compiuta ogni giorno per procurarsi l’acqua, con un carico medio di 20 chili sulle spalle nel viaggio di ritorno.
Tra natura e umanità, le sorprendenti immagini di Paolo Gotti ripercorrono un’ampia indagine sull’importanza dell’acqua per la vita dell’uomo e di tutte le specie del pianeta, per la biodiversità e per gli ecosistemi: le fotografie documentano la potenza straordinaria con cui essa si manifesta in paesaggi incontaminati ma anche il suo sfruttamento da parte dell’uomo e le disuguaglianze che contraddistinguono i paesi del terzo mondo.
(maggio 2023)

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