foto by Villaggio Globale
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Arte, Cultura & Spettacoli

Tiziano, il genio di Pieve di Cadore

Dal 18 luglio al 18 ottobre la mostra ''Tiziano e il paesaggio''

Tiziano Vecellio è il genio di Pieve di Cadore.  Una nuova inedita mostra permetterà di continuare a indagare il ruolo innovativo del paesaggio nell’opera di Tiziano, a 450 anni dalla sua morte.

Dal 18 luglio al 18 ottobre 2026, Pieve di Cadore ospita la mostra “Tiziano e il paesaggio”, che celebra il 450° anniversario della morte del maestro cadorino con uno degli eventi espositivi più attesi dell’anno. Attorno al grande pittore si sviluppa anche la rassegna Estate Tizianesca con oltre 35 tra eventi, incontri e conferenze che avranno luogo tra il Bellunese e la pianura veneta da giugno al 26 settembre. La mostra mira ad approfondire il ruolo innovativo svolto dall’artista nello sviluppo della concezione moderna del paesaggio nell’arte veneta ed europea.

Giungono nella terra natale del pittore tre eccezionali dipinti del Maestro e 30 opere grafiche tratte da suoi disegni o di grandi artisti precursori della nuova sensibilità o eredi dei modelli tizianeschi in tutta Europa: da Lucas Cranach e Albrecht Dürer, fino a Rembrandt, Watteau e Marco Ricci.

Tiziano Pieve di Cadore monumento

Nella Casa Natale del pittore anche la mostra “Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert”: il diario di viaggio del letterato e artista inglese alle origini del mito ottocentesco di Tiziano e delle terre dell’artista.

Un progetto promosso dalla Magnifica Comunità di Cadore e dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, con la collaborazione del Comune di Pieve di Cadore, curato da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa con il supporto del Comitato scientifico della Fondazione e l’organizzazione generale di Villaggio Globale International, punta di diamante delle celebrazioni per i 450°anni della morte del Maestro, “Titianus Cadorinus 1576 - 2026”.

Due anni fa (era il luglio 2023) la pala restaurata della Madonna con il Bambino tra i Santi Tiziano e Andrea, databile 1560–ante 1568, è tornata nell'Arcidianocale di Pieve di Cadore paese natale del Maestro. Un nuovo allestimento e una nuova illuminazione hanno restituito questo capolavoro in tutto il suo splendore.

Il pittore cadorino si raffigura, umilmente, nel fedele a sinistra che regge il bastone pastorale del suo santo omonimo, titolare della cappella della famiglia; mentre nel volto di sant’Andrea, secondo una fonte attendibile del 1622, sarebbe raffigurato il fratello Francesco, scomparso nel 1560. Una sorta di ritratto di famiglia.

 

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Materiali costitutivi e  tecnica esecutiva utilizzata dal Tiziano hanno permesso di comprendere ancora una volta la grande conoscenza e l’estro di questo Maestro della pittura.

In radiografia sono emersi anche i vari pentimenti/ripensamenti in fase di esecuzione, come nel caso dell’autoritratto. Tra questi il cambiamento della posizione del volto, inizialmente posto di tre quarti, verso l’osservatore, e poi rimodulato con lo sguardo rivolto alla scena centrale della Madonna lattante. Anche il tendaggio verde alle spalle della scena ha riservato sorprese: sono stati rilevati sette strati sovrapposti. I più superficiali, velature e pennellate utilizzate nel tentativo di ravvivare la luminosità del dipinto, risultavano alterati e anneriti. La rimozione degli strati alterati ha riportato così alla luce le pieghe e la luminosità al tendaggio.


info: centrostudi@tizianovecellio.it
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