Arte, Cultura & Spettacoli

Cioni Carpi e la fotografia d'avanguardia

Mostra alla Fondazione Ragghianti (fino al 6 gennaio 2021)

(Lucca 2 ottobre 2020 - Corona Perer) - Spiazza, fa pensare: "un luogo mai visto prima se lo si vede una volta sola, non è più uguale allo stesso luogo" è il titolo che Cioni Carpi (nome d'arte di Eugenio Carpi de' Resmini 1923-2011) dà ad una serie di cinque immagini in cui un uomo appare in un angolo di strada avvolto nella nebbia. L'uomo cammina e scompare: sembra di udirne i passi, mentre si avvicina e si allontana. La fotografia lo coglie nel suo dissolvimento e chi guarda resta incantato a vagare in quella solitudine e in quel fermo immagine che avrebbe come tema ultimo l'uomo e il suo esistere nel mondo.

"L'indagine di Cioni Carpi fu tutta attorno all'uomo comune e in particolare attorno al rapporto tra uomo e potere" spiega Angela Madesani curatrice della mostra dedicata a questo artista geniale allestita alla Fondazione Ragghianti di Lucca (con il controcanto delle opere di Gianni Melotti). Una mostra che narra di un artista geniale, complesso, performer di se stesso, la cui biografia è fondamentale per valutarne il percorso

Figlio di Aldo Carpi, direttore dell'accademia di Brera, si dedicò alla pittura a Parigi poi andò da Haiti a New York e al Canada. Negli Stati Uniti si spinge verso la sperimentazione cinematografica (alcuni suoi lavori sono tuttora conservati al MoMa), transita nel teatro ma è la fotografia il campo in cui si manifesta al meglio la sua creatività. Angela Madesani che lo ha conosciuto e frequentato,  ne ha ricordato la complessità. "Un uomo dalle mille sfaccettature" afferma alla presentazione della mostra.

"Spero un giorno di pubblicare tutti gli scritti che completano la sua azione artistica" aggiunge la curatrice tra i massimi esperti in Italia di storia e critica della fotografia. Carpi viene raccontato da Angela Madesani come un grande irregolare, un uomo complesso la cui comprensione potrà essere completata con la pubblicazione dei suoi testi altrettanto interessanti.

Cioni Carpi indirizza la sua indagine sull'uomo comune e il suo rapporto con il potere: fu geniale sia in pittura che in fotografia, spesso unendo i due mezzi espressivi. Sulle sue opere titoli surreali, come "Me ne tornavo ai luoghi sfatti della memoria" o "Lasciatemi vedere una cellula viva del vostro cervello" in cui si autoritrae come un Clown che sembra profeticamente indicare lo spaesamento dell'uomo contemporaneo e il suo progressivo mutare che lo snatura in burattino. 

Cioni è certamente un artista che sperimenta la fotografia in modo concettuale, ne fa ricerca artistica sperimentale. Bellissimo l'allestimento essenziale che raggiunge un picco di intensità nelle opere in cui l'artista ragiona sulla morte con una serie di opere dedicate alla trasfigurazione ovvero al dissolvimento del sè, che potrebbe essere letto anche come un ragionamento sull'alienazione dell'essere umano. Profetico.

Alla Fondazione Ragghianti viene esposto il percorso artistico che Carpi compie dal 1960 verso gli anni 80 attarverso una quarantina di opere di grandi dimensioni, tra dipinti, installazioni, lavori fotografici, filmati, disegni, progetti e libri d'artista.

Di particolare importanza le 9 opere di proprietà della collezione Panza di Biumo. Si tratta di lavori su carta dove Carpi utilizza vari materiali,  immagini e disegni, che restituiscono la sua poetica e statura intellettuale.

E la mostra, con questo straordinario spaccato di vita artistica, si riverbera nelle sale dedicate all'opera di Gianni Melotti, generazione successiva in fotografia, ed esperienza altrettanto ricca di esiti felici, pienamente concettuale. Benchè del tutto indipendente da quella di Cioni Carpi, è legata da un filo rosso e da quel sogno cullato da ogni fotografo di catturare la vita in un fotogramma. Riesce però solo ai grandi fotografi di riuscire a fare di una foto un racconto e una storia che continua a suggestionare nel tempo gli occhi di chi guarda. 

 

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L’avventura dell’arte nuova | anni 60-80
Cioni Carpi | Gianni Melotti

Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti
Lucca, Complesso monumentale di San Micheletto
3 ottobre 2020 – 6 gennaio 2021


Autore: Corona Perer

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