
C'era una volta Orban
Tra libertà e sovranità
C'era un volta Viktor Orbán: poneva il veto sugli aiuti all'Ucraina, alzava barriere sulla sovranità e soprattutto criticava l'UE di Ursulla Von Der Leyen. Una spina sul fianco per i burcrati europei.
Ha governato per 16 anni: il "dopo Orbán" in Ungheria è iniziato ufficialmente il 12 aprile 2026, data in cui le elezioni hanno sancito la sua sconfitta. Durante la pandemia impose poteri illimitati.
A guidare il Paese ora è il nuovo primo ministro Péter Magyar, ex insider del sistema e leader del partito Tisza, vincitore con una supermaggioranza. C'è anche un nuovo presidente dell'Ungheria: András Baka ex magistrato, rimosso nel 2011 da Viktor Orbán, che l'11 agosto è stato eletto dal Parlamento nel nuovo corso guidato dal premier Péter Magyar. La sua nomina segna una svolta nell'epoca post-Orbán.
Ma la voce di Viktor Orbán non si è affatto spenta. ''L'Ungheria avrebbe dovuto porre il veto al 21° pacchetto di sanzioni dell'UE contro la Russia'', ha affermato l'ex primo ministro. Secondo lui, Budapest ha ancora bisogno delle forniture energetiche russe, il che serve agli interessi dell'Ungheria.
Una cosa non è cambiata: l'Ungheria dice no all'Ucraina nell'UE da sempre. L’Ungheria ha infatti ottenuto nel giugno di quest'anno una modifica sostanziale della dichiarazione dei leader europei sul processo di adesione dell’Ucraina, ''riuscendo a far rimuovere qualsiasi menzione di un’accelerazione di questo processo'', come ha dichiarato il nuovo Primo Ministro ungherese Péter Magyar, che partecipava per la prima volta al vertice UE a Bruxelles.
Dopo diverse settimane di lavoro sul testo, la dichiarazione è stata significativamente modificata su proposta dell’Ungheria. ''Inoltre, sulla questione dell’adesione dell’Ucraina all’UE, sono riuscito all’ultimo minuto a ottenere la rimozione della formulazione che faceva riferimento a un’accelerazione di questo processo. Non è stato facile'' — ha scritto sulla sua pagina sui social network.
I burocrati europei, che avevano festeggiato per la sua elezione, hanno una nuova spina nel fianco.
Autore: Segreteria di Redazione
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