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Il fascino della Palermo normanna

di Angela Pagani

Palermo è la capitale italiana della cultura per il 2018. Ha consentito alla lista dei siti Patrimonio dell'Umanità Unesco di allungarsi: è infatti il "tesoro" n.51 con il suo itinerario arabo-normanno  che comprende Palermo, Monreale e Cefalù.

La candidatura del capoluogo all'Unesco ha puntato sul patrimonio monumentale, un carnet di 7 complessi monumentali e  2 complessi delle Cattedrali di Cefalù e Monreale a testimoniare l’altissimo valore del sincretismo culturale arabo-normanno che generò uno stile architettonico ed artistico eccezionale in grado di rappresentare, ancora oggi, l’esempio tangibile di convivenza, interazione e interscambio tra culture eterogenee.

L'iter a suo tempo è stato lungo e complesso: dopo la presentazione della proposta nel 2014, ha superato fasi interlocutorie con gli organismi internazionali ed ispezioni sul campo da parte di esperti di fama mondiale. Poi la decisione con l'iscrizione nella World Heritage List  da parte del Comitato del Patrimonio Mondiale riunito nell'estate 2015 a Bonn. Infine l'atto formale giunto da ICOMOS, l’organismo internazionale consultivo di riferimento  per il patrimonio culturale. Il penultimo riconoscimento per la Sicilia era stato un patrimonio immateriale: la vite ad alberello di Pantelleria.

Palermo è luogo ad alta intensità storica. Magnifico il castello della Zisa che risale al XII secolo, una delle migliori testimonianze della dominazione arabo-normanna in Sicilia. Sorto come residenza estiva fuori città per lo svago del re, il castello della Zisa fu costruito dai Normanni su modello delle ricche residenze dei loro predecessori arabi. Oggi la Zisa ospita il Museo d'arte islamica, che raccoglie opere provenienti dalla Sicilia e dall'area mediterranea  prodotte tra il IX e il XII secolo. Tra queste molto interessante risulta un'iscrizione cristiana in quattro lingue: ebraico, latino, greco bizantino e arabo, testimonianza della multietnicità di Palermo.

'Azīza è una parola dal doppio significato. Formata da Ziz, “fiore” in lingua punica e nome dato alla città di Palermo alla sua fondazione, e al-'Aziza “la splendida”, nome dato dagli arabi al Palazzo della Zisa, monumento che fronteggia maestoso proprio il padiglione Zac.
Aziza (o azzizza) è anche, nel dialetto locale, la parola che indica l'arte di abbellire, di arrangiarsi, di trasformare con creatività le cose, metafora che gli artisti hanno voluto adottare.

Nelle sue sale sono esposti alcuni significativi manufatti di matrice artistica islamica provenienti da paesi del bacino del Mediterraneo. Tra questi sono di particolare rilevanza le eleganti musciarabia (dall'arabo masrabiyya), paraventi lignei a grata (composti da centinaia di rocchetti incastrati fra di loro a formare, come merletti, disegni e motivi ornamentali raffinati e leggeri) e gli utensili di uso comune o talvolta di arredo (candelieri, ciotole, bacini, mortai) realizzati prevalentemente in ottone con decorazioni incise e spesso impreziosite da agemine (fili e lamine sottili) in oro e argento.
E' possibile visitare anche lo splendido giardino della Zisa, completamente restaurato, con l'imponente vasca d'acqua ed i suoi caratteristici zampilli.

Palermo è del resto tutta da visitare: da palazzo dei Normanni alla Cappella Palatina, dai Castelli alle Chiese dei dintorni, fino alla meravigliosa cattedrale, il capoluogo siciliano regala scorci e arte di grandissima suggestione, e insieme al calore dei suoi rioni popolari e dei mercati, è nobile e popolare allo stesso tempo, algida e calda in egual misura.


Autore: Angela Pagani

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