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Anef: firmato il protocollo per la riapertura degli impianti a fune

individuate le misure di prevenzione del contagio da SARS-COV2

"Un accordo fondamentale per consentire ad un settore strategico come quello della montagna di riprendere l'attività nel pieno rispetto delle regole".

Così l'ANEF Associazione Nazionale Esercenti Funiviari in una nota in cui annuncia l'accordo firmato da Federazione Italiana Sport Invernali, ANEF, Federfuni Italia (l'associazione italiana delle aziende ed enti proprietari e/o esercenti il trasporto a fune in concessione sul territorio nazionale), AMSI (Associazione Maestri Sci Italiani) e Colnaz (Collegio Nazionale Maestri).

Il protocollo per la riapertura delle aree sciistiche e per l'utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici a favore degli sciatori non agonisti e amatoriali era molto atteso dopo un'annata con ricavi pari a zero. Le aziende funiviarie rivestono infatti un valore strategico per la tenuta degli equilibri socio-economici dei territori di montagna e del sistema turistico nel suo complesso, alimentando un importante indotto a vantaggio di molteplici operatori economici quali albergatori, commercianti, maestri e scuole di sci.

Il protocollo individua i principi generali e le misure di prevenzione del contagio da SARS-COV2 per la ripresa delle attività all'interno di stazioni, aree e comprensori montani in vista della stagione 2021/22, con il fine di garantire sia la sicurezza dei lavoratori, sia quella degli utenti.

            foto: Valeria Ghezzi

ANEF è attiva da quasi 50 anni e rappresenta oltre il 90% delle imprese attive in Italia, con circa 1800 impianti associati su un totale di 2000, distribuiti su Alpi e Appennini, in tutte le Regioni sia a Statuto Ordinario che a Statuto Speciale, e una forza lavoro che supera le 15.000 unità, tra collaboratori fissi e stagionali. Le aziende associate generano un fatturato aggregato annuo che, in media, supera gli 1,1 miliardi di Euro (di cui circa 850 milioni di Euro dalla sola attività di vendita dei titoli di transito), e un indotto a favore del sistema socio economico territoriale calcolato tra 7 e 10 volte.

 

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