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Impianti a fune: pronti per l'inverno

Il punto dell'Associazione Nazionale Esercenti Funiviari

I rincari, il costo dell’energia, la mancanza di personale e l’andamento stagionale: la presidente di ANEF Valeria Ghezzi interviene sul futuro degli impianti a fune, motore della filiera turistica da cui dipende il benessere di molte comunità di montagna. Il settore è pronto ad attivarsi per superare ogni ostacolo e offrire ai turisti il tanto atteso inverno sugli sci.

La presidente di ANEF, l’Associazione nazionale esercenti funiviari Valeria Ghezzi rappresenta oltre 1500 impianti in tutto il paese, sulle Alpi e sugli Appennini, ovvero il 90% del mercato parla delle sfide che affrontano operatori che lavorano tutto l’anno, in inverno e in estate, con impianti e infrastrutture indispensabili per lo sviluppo della filiera turistica montana. La filiera sta facendo i conti con il caro energia, con l’aumento dei i costi dell’acciaio e del carburante, con l’impennata degli oneri di gestione per garantire la sicurezza degli sciatori.

''Nonostante l’aumento dei costi di gestione siamo pronti ad assicurare la qualità delle piste grazie agli impianti di innevamento programmato''.
Valeria Ghezzi, presidente di ANEF

            foto: Valeria Ghezzi

 

Sono nel frattempo cambiate le abitudini. “ Oggi pagare lo skipass online è possibile praticamente ovunque.Un numero sempre maggiore di sciatori sta scegliendo, con soddisfazione, questa modalità di prenotazione e di pagamento, ma esistono ancora ampi margini di crescita”.  

­­Ultimo dei problemi, ma non meno importante: la mancanza di personale nei comprensori sciistici. Il quadro non è più così critico, ma permangono difficoltà nel trovare – in particolare – persone specializzate e qualificate, ma anche lavoratori stagionali.

ANEF è attiva da quasi 50 anni e rappresenta oltre il 90% delle imprese attive in Italia, con circa 1800 impianti associati su un totale di 2000, distribuiti su Alpi e Appennini, in tutte le Regioni sia a Statuto Ordinario che a Statuto Speciale, e una forza lavoro che supera le 15.000 unità, tra collaboratori fissi e stagionali. Le aziende associate generano un fatturato aggregato annuo che, in media, supera gli 1,1 miliardi di Euro (di cui circa 850 milioni di Euro dalla sola attività di vendita dei titoli di transito), e un indotto a favore del sistema socio economico territoriale calcolato tra 7 e 10 volte.

 

 

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