
Le Olimpiadi del 2026 sfasceranno le montagne
Luigi Casanova lancia l'allarme: ''Ambientalisti non ascoltati''
di Luigi Casanova* - E’ allarme. Le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 sfasceranno le montagne!
I comitati territoriali del Cadore assieme ad altre associazioni minori e ai Club alpini di Alto Adige, Veneto, Padova e all’Alpenverein altotesina hanno scritto alle associazioni ambientaliste nazionali una lettera carica di preoccupazioni. Nel documento si sostiene che qualora venissero costruite alcune delle opere previste per le Olimpiadi, specialmente quelle definite “collaterali”, la fisionomia paesaggistica delle intere Dolomiti e dell’area del parco nazionale dello Stelvio ne risulterebbe irreversibilmente sconvolta. Si tratta di un vero e proprio appello, un grido di dolore motivato da una valutazione di scarso interessamento dell’associazionismo nazionale nei confronti dell’appuntamento olimpico Milano Cortina 2026.
La prima preoccupazione riguarda l’assenza di una VAS (Valutazione ambientale strategica) che comprenda tutte le opere previste. Lo studio preventivo delle opere era obiettivo dichiarato come un passaggio cardine nel dossier di candidatura approvato dal CIO nel 2019. A soli quattro anni dall’appuntamento ancora oggi sembra non esistano i progetti delle opere, lo stesso Malagò ne denuncia il grave ritardo.
Al momento sembra dunque improbabile si affronti una valutazione partecipata e trasparente delle ricadute sociali, economiche e ambientali che le opere, tutte, avranno sui territori. Con il commissariamento di ogni singola opera progettazione, appalto e direzione dei lavori saranno assunti dal Commissario indicato e ogni valutazione ambientale, qualora affrontata, verrà a mancare di una visione di insieme.
Dobbiamo presentare per ragioni di spazio, solo una breve sintesi della lettera, ambito territoriale per ambito.
In Dolomiti, oltre ai costosissimi villaggi olimpici di Cortina, alla pista di bob e slittino (Il CIO aveva indicato la possibilità di svolgere le gare ad Innsbruck o comunque in altra località) si prevedono opere che hanno dell’incredibile. Tre collegamenti sciistici in pieno cuore di Dolomiti UNESCO: Cortina – Badia, Cortina – Arabba e Cortina Civetta – Alleghe, tutti ritenuti mobilità sostenibile e alternativa quindi meritevoli di contributi pubblici fino all’80% della spesa prevista.
Si stanno ora sommando un albergo a 5 stelle a passo Giau, un volume di 40 mila metri cubi con una speculazione di una società russa sostenuta dalla massoneria italiana, due villaggi di lusso ad Auronzo e Cortina (famiglia meranese Meister, 38 edifici ciascuno), lo stravolgimento immobiliare e commerciale della stazione dei treni e corriere di Cortina. Il progetto più sconvolgente riguarda l’area del Sella: si intende costruire una rotatoria enorme sotto il gruppo del Sella che distribuisca il traffico nelle valli ladine, Badia, Gardena, Fassa e Fodom: costo previsto oltre 600 milioni di euro.
Passando in Valtellina è previsto un invasivo collegamento sciistiico da Bormio a verso Livigno, sembre mobilità alternativa quindi un contributo pubblico di quasi 100 milioni più un altro villaggio olimpico a Livigno: e ovviamente milioni e milioni per potenziamenti stradali. A Milano, oltre allo stravolgimento urbanistico dell’area di San Siro e piazzale Loreto, sarà costruito un terzo villaggio olimpico, l’unico riutilizzabile, sembra destinato a diventare uno studentato.
In Alto Adige, oltre alle incredibili spese di riqualificazione del centro del biatlon di Anterselva che ha appena ospitato i mondiali di specialità (oltre 36 milioni la spesa prevista), ben 214 milioni di euro sono previsti sulla viabilità: tangenziali, enormi rotatorie, la nuova strada di Perca.
Passiamo ora al più sobrio Trentino dove si prevede di ricostruire la viabilità da Cembra verso Baselga, il palazzo del ghiaccio di pattinaggio di velocità a Pinè (40 milioni di euro), ma specialmente si spenderanno oltre 11 milioni di euro per soffocare la piana di Lago con un nuovo centro del Fondo. In quest’area si imporrebbe una nuova pista di skiroll in quanto gli operatori sembrano non essere soddisfatti del fallimento di quella costruita a passo Lavazè praticamente usata solo dai gruppi sportivi militari locali. Altri 23,5 milioni di euro serviranno per rifare tribune e trampolini del salto a Predazzo.
C’è anche dell’altro. A ben vedere il grido di allarme dei comitati locali è oltremodo motivato. Chiedono si agisca con urgenza, solo pochi giorni di ritardo infatti impediranno all’associazionismo le necessarie verifiche e studi sui singoli progetti. E’ probabile che per salvare le Dolomiti e le altre montagne da questo diffuso assalto sia necessario costruire un’azione informativa pressante, scandalistica, indignata, di profilo internazionale.
Le olimpiadi sostenibili e a costo zero annunciate nel 2019 già oggi hanno visto impegnare lo Stato per oltre un miliardo e 400 milioni di euro di spese. Senza aggiungervi al momento le risorse che Regioni e Province autonome saranno costrette a deliberare alla Fondazione Milano Cortina 2026.
*
presidente onorario Mountain Wilderness
www.giornalesentire.it - riproduzione riservata*
Commenti (0)
Per lasciare un commento