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Alto Adige: 20 comuni con maggiori restrizioni

Ma la ratio del provvedimento non tiene conto di un dato: contagiano anche i vaccinati

23.11.2021 - Restrizioni per una ventina di Comuni (Rodengo, San Pancrazio, Caines, Vandoies, Ultimo, Martello, Castelbello-Ciardes, Naz-Sciaves, Senales, Plaus, Castelrotto, Marlengo, Laion, Postal, Ortisei, Moso in Passiria, Funes, Santa Cristina Valgardena, Rasun Anterselva, Rio di Pusteria) sono in vigore da domani (24 novembre) misure che tengono conto di un basso tasso vaccinale.

La ratio del provvedimento sarebbe la seguente: dove vi sono molti non vaccinati, il rischio di avere decorsi gravi ed ospedalizzazioni è nettamente superiore. Logica che non tiene conto di una evidenza nota a tutti: i vaccinati contagiano tanto quanto i non vaccinati e sulla consistenza dei numeri vi sono ampie riserve. Ma ...tant'è.

“Le misure, sia a livello provinciale che comunale, sono state emanate sulla base delle indicazioni del Ministero della salute e ci consentono di intervenire tempestivamente per far fronte ai cambiamenti dei dati epidemiologici” afferma il presidente Kompatscher.

Ricordiamo che le misure riguardano l’utilizzo della mascherina all’aperto su tutto il territorio provinciale, dove non si può garantire il distanziamento di un metro, la mascherina FFP2 nei mezzi pubblici e la sospensione delle discoteche e sale da ballo. In relazione ai 20 Comuni con dati particolarmente alti sono inoltre previste le chiusure dei locali alle 18, per il “coprifuoco” tra le ore 20 e le 5 del mattino con la sospensione di tutti gli eventi pubblici.

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Gestione della pandemia: polemica sugli autotamponi

Questa volta il Governatore Arno Kompatscher sbaglia

(23 aprile 2021) Costringere dei bambini ad auto-somministrarsi il tampone (con il rischio neanche tanto remoto di rovinarsi la membrana nasale). Costringere i docenti ad espletare funzioni improprie di natura sanitaria. Poi vietare la scuola in presenza a chi esprime il suo dissenso. Quindi somministrare una didattica digitale integrata (non a distanza) e quindi con il solo invio online dei materiali scolastici a domicilio per i bambini senza tampone.

Questa volta il Governatore Arno Kompatscher sbaglia. Ed hanno ragione i genitori ad essere furiosi. Il diritto allo studio è stato violato.

"I tamponi nasali in classe? Sono un ricatto" hanno dichiarato alcuni dei genitori che hanno protestato. Non erano d'accordo sull'auto-tampone, non hanno dato il consenso ai test nasali in classe, e così  niente frequenza per i loro figli. Ma anche niente didattica a distanza: il materiale delle lezioni a scuola viene inviato in un secondo momento, inoltre hanno denunciato pressioni psicologiche e finanziarie. E alcuni degli allievi sono stati segnati come "assenti".

Con una ulteriore penale: per  fare attività sportiva i bambini potevano fare i tamponi gratis, purchè a scuola. Ai genitori duque anche l'onere di pagarli se non vogliono far venire meno anche lo sport ai loro figli.

Giudicate voi.


>> La protesta dei genitori alla Tgr > clicca

 

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