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Dopo gli Autotamponi arriva il Corona-Pass

Ma la polemica per il diritto allo studio violato in Alto Adige non è affatto sopito

Bolzano 23 aprile 2021 - L'Alto Adige vara il Corona-Pass. Come funziona? E' una sorta di certificazione che la persona sia guarita dal Covid-19, abbia completato la vaccinazione oppure sia in possesso di un test negativo.

Il Corona-Pass entrerà in funzione principalmente con i test nasali e antigenici: chi li effettua riceverà come sempre un sms contenente la password per accedere al certificato contenuto nella mail, che però contiene anche un QR Corde. Scansionando il codice con la fotocamera del proprio smartphone, se il test con esito negativo è stato eseguito nelle ultime 72 ore apparirà il nome della persona e una spunta verde che ne attesta la validità. Sino al 5 maggio, coloro che si sottopongono ad un test PCR potranno scaricare il certificato in forma cartacea sull’area Referti online dell’Azienda sanitaria, dal proprio fascicolo sanitario elettronico, o in alternativa richiederlo via mail a labmic@sabes.it o segreteriacovid@sabes.it. Dal 5 maggio in poi, invece, anche per i test molecolari sarà disponibile su richiesta il certificato con QR Code.

Il certificato di avvenuta vaccinazione può essere richiesto sul portale web vaccinazioneanticovid.it nella sezione informazioni – certificato vaccinale, via mail a coronapass@sabes.it, dal 5 maggio sarà possibile anche ottenere il QR Code con la cosiddetta spunta verde.

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La polemica sugli autotamponi
i genitori: "Diritto allo studio violato"

Costringere dei bambini ad auto-somministrarsi il tampone (con il rischio neanche tanto remoto di rovinarsi la membrana nasale). Costringere i docenti ad espletare funzioni improprie di natura sanitaria.
Poi vietare la scuola in presenza a chi esprime il suo dissenso.
Quindi somministrare una didattica digitale integrata (non a distanza) e quindi con il solo invio online dei materiali scolastici a domicilio per i bambini senza tampone.

Questa volta il Governatore Arno Kompatscher sbaglia. Ed hanno ragione i genitori ad essere furiosi. Il diritto allo studio è stato violato.

"I tamponi nasali in classe? Sono un ricatto" hanno dichiarato alcuni dei genitori che hanno protestato. Non erano d'accordo sull'auto-tampone, non hanno dato il consenso ai test nasali in classe, e così  niente frequenza per i loro figli. Ma anche niente didattica a distanza: il materiale delle lezioni a scuola viene inviato in un secondo momento, inoltre hanno denunciato pressioni psicologiche e finanziarie. E alcuni degli allievi sono stati segnati come "assenti".

Con una ulteriore penale: per  fare attività sportiva i bambini potevano fare i tamponi gratis, purchè a scuola. Ai genitori duque anche l'onere di pagarli se non vogliono far venire meno anche lo sport ai loro figli.

Giudicate voi.


>> La protesta dei genitori alla Tgr > clicca

 

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