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Green Pass: che succederà in autunno?

La categoria di bar e ristoranti prende posizione

La categoria di bar e ristoranti - del turismo più in generale - prende posizione: è infatti il settore su cui andranno a gravare le nuove disposizioni previste dal Green Pass. Uno strumento la cui gestione presenta aspetti di criticità per l’attività aziendale. Cosa succederà quando in autunno i posti esterni non saranno disponibili?

Inoltre si assegnano agli imprenditori responsabilità che non possono assumersi. «I gestori dei bar e dei ristoranti - spiega in una nota Confcommercio Trentino  - non sono pubblici ufficiali e come tali non possono assumersi responsabilità che spettano ad altri. È impensabile che, con l’attività frenetica che caratterizza questi locali, titolari e dipendenti possano mettersi a chiedere alle persone di esibire il loro green pass e ancor meno a fare i controlli incrociati con i rispettivi documenti di identità. Così facendo c’è il rischio di rendere inefficace la norma. Bisogna semplificare, prevedendo un’autocertificazione che sollevi i titolari dei locali da ogni responsabilità. Chi dichiarerà il falso lo farà a suo rischio e pericolo. I controlli devono rimanere in capo alle forze dell’ordine e noi ci batteremo in fase di conversione in legge del decreto affinché questo avvenga».

«La nostra categoria è veramente quella sulla quale, per prima, si sono abbattute tutte le conseguenze negative dei provvedimenti del governo in questi ormai due anni di emergenza. Non abbiamo mai voluto entrare nel merito di quello che è l’aspetto sanitario, ma per quel che riguarda l’aspetto economico e sociale, il terziario ha pagato un prezzo altissimo. E con queste modalità di utilizzo e questa tempistica – in piena stagione turistica - del Green Pass siamo ancora penalizzati: lo Stato dovrebbe perseguire anche altre strade e altri modi per convincere i cittadini a vaccinarsi. Introdurre il Green Pass in questo momento in una zona di montagna come la nostra provincia significa penalizzare ulteriormente la stagione turistica, compromettendo la timida ripresa alla quale stavamo assistendo. Avevamo chiesto, almeno, si potesse partire verso la fine di agosto».

L’impressione è che il Governo sottovaluti le conseguenze sulle  imprese.
Ma anche il rischio di fomentare l'odio sociale e di favorire la guerra tra buoni e cattivi, vaccinati da una  parte e obiettori dall'altra, in uno stato di diritto che vede sempre più assottigliarsi il confine delle libertà individuali.

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