Foto di SaraDeMarco
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Scienza, Ambiente & Salute

I vaccinati antiCOVID-19 muoiono più dei non vaccinati

Reazioni avverse e strategie vaccinali

(5 luglio 2024 - foto by Depositphotos) - I vaccinati antiCOVID-19 muoiono più dei non vaccinati.

I risultati di un’importante ricerca italiana appena pubblicata sulla rivista scientifica Microorganisms che vede tra gli autori il noto epidemiologo Franco Berrino lo mettono nero su bianco: i vaccinati antiCOVID-19 muoiono più dei non vaccinati

Tempo fa fece scalpore uno studio realizzato sulla popolazione di Pescara che confrontava la mortalità totale in base allo stato di “vaccinati” e “non vaccinati” per COVID-19 negli anni 2021-2022.

Gli autori, pur ammettendo una significativa maggior mortalità nei vaccinati con 1 o 2 dosi, concludevano che, più ci si vaccinava dalla 3° dose, meno si rischiava di morire per tutte le cause. In realtà questo studio era viziato da gravi errori metodologici (in gergo epidemiologico bias), al punto che la revisione ha dimostrato esattamente il contrario > Analisi critica di Alberto Donzelli > qui

Tale revisione è stata realizzata da un team di epidemiologi (con il dottor Franco Berrino, già direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto dei Tumori di Milano), matematici e ricercatori, tra cui il dottor Alberto Donzelli della Commissione Medico Scientifica indipendente (CMSi).

La ricerca, appena pubblicata sulla rivista scientifica Microorganisms (Alessandria M, et al. A Critical Analysis of All-Cause Deaths during COVID-19 Vaccination in an Italian Province. Micro-organisms 2024)  mette in evidenza per le persone vaccinate con 1 e 2 dosi un rischio di morte ancora superiore rispetto al lavoro originale, per quelli con 2 o 3 dosi un rischio di morte simile, ma con una piccola ma significativa perdita di speranza di vita.

 

''Il lavoro è importante perché documenta al meglio delle attuali possibilità che le vaccinazioni antiSARS-CoV-2, ribattezzate antiCOVID-19 da quando è diventato notorio che non proteggano dall’infezione, non hanno protetto neppure dalla mortalità totale, anzi'' sottolinea il dottor Donzelli. ''In poche parti del mondo i dati sono stati presentati in questo modo fondamentale, e in questo caso anche tenendo conto delle patologie di cui soffrivano i deceduti''.

Al punto che scienziati di rilievo mondiale come il matematico e Professore di Rischio Norman Fenton e lo statistico bayesiano Prof. Martin Neil della Queen Mary University di Londra hanno definito questa ricerca “chiaramente lo studio di miglior qualità che abbiamo a disposizione oggi sulla vaccinazione COVID-19”.
 

 Analisi critica di Alberto Donzelli > qui

5 luglio 2024
FONTE: Servizi Gruppo Arete srl

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UN FLOP CHE ERA EVIDENTE FIN DAL 2022

Nel dicembre 2022 stando ai dati Istituto Superiore Sanità i tridosati con vaccini a mRNA mostravano tassi maggiori di diagnosi di COVID-19 (soprattutto infezioni) rispetto ai non vaccinati.

La Commissione Medico-Scientifica indipendente (CMSi) in appellò subito ai politici: "Le prove scientifiche accumulate finora impongono cambi di rotta nelle strategie vaccinali”.

L’attività di monitoraggio e informazione è condotta dal gruppo di studio di cui fanno parte: dott. Alberto Donzelli, prof. Marco Cosentino, prof. Giovanni Frajese, dott.ssa Patrizia Gentilini, dott. Eugenio Serravalle, prof. Eduardo Missoni, dott. Sandro Sanvenero. Il documento scientifico è stato inviato anche ai parlamentari. ''I dati sono ancora in peggioramento rispetto al precedente Bollettino ISS'' affermano.

I bambini di 5-11 anni si infettano il 39% in più; con booster i giovani-adulti 12-39 anni il 36% in più e gli adulti 40-59 anni il 64% più dei non vaccinati. Anche gli anziani 60-79 anni vaccinati sono ormai più suscettibili all’infezione.

La Commissione Medico-Scientifica indipendente li illustra in un documento (il comunicato integrale è disponibile QUI) con riferimento al Bollettino ISS del 21 dicembre.

''È inaccettabile sentir parlare ancora di efficacia (parziale) dei vaccini - rileva la CMSi - nel prevenire l’infezione da SARS-CoV-2, a tutela della comunità, citando in modo sbagliato i dati dell’Istituto Superiore di Sanità/ISS.''
 

 

La CMSi chiede a chi ha responsabilità pubbliche nel nostro Paese, nonché ai sanitari e a tutti gli interessati, di attuare le semplici verifiche che propone sulle tabelle dei Bollettini ISS, in modo didascalico e alla portata di chiunque. Chi lo farà potrà comprendere quali contenuti siano davvero aderenti alla Scienza e ai dati ufficiali, e perché quanto si continua a ripetere come CMSi merita seria attenzione.

Riteniamo che le strategie di lotta alla Covid-19 dovrebbero fondarsi su cinque capisaldi:

1) Prevenzione primaria ambientale integrata, non solo sostituita, da misure non farmacologiche di Sanità Pubblica come: distanze, igiene delle dita delle mani, mascherine in ambienti/contatti a rischio di alte cariche virali)

2) Prevenzione primaria comportamentale evidence-based basata su sani stili di vita (attività fisica, no al fumo, alimentazione salutare, buone relazioni umane…) in grado di ridurre i rischi di COVID e le patologie croniche che ne aumentano la gravità

3) Profilassi vaccinale (da attuare in modo mirato e in base alle migliori prove via via disponibili)

4) Contrasto a cure sbagliate e iatrogene

5) Promozione di terapie, anche precoci, che si mostrano evidence-based, sicure, sostenibili.

Le strategie del Governo oggi sono focalizzate sul punto 3), in modo che intendiamo ridiscutere sulla base delle attuali prove. Si dovrebbero inoltre aggiungere anche altri approcci, per avere maggiori garanzie complessive di successo.

leggi il comunicato integrale

La Commissione Medico-Scientifica indipendente (CMSi) è nata dopo 20 mesi dall’inizio della pandemia da Covid-19 e dopo che, in questo periodo di tempo, sono state prese decisioni ad altissimo impatto sanitario e sociale, in sostanziale assenza di un reale e aperto dibattito sui loro fondamenti scientifici. Attualmente la CMSi è composta da: dott. Alberto Donzelli, prof. Marco Cosentino, prof. Giovanni Frajese, dott.ssa Patrizia Gentilini, dott. Eugenio Serravalle, prof. Eduardo Missoni, dott. Sandro Sanvenero.

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NOTA (28-12-2023) - La bozza del nuovo Piano nazionale di comunicazione del rischio pandemico 2023-2028 presentato nella conferenza Stato Regioni è stata approvata.
Tra i punti salienti due inquietanti obiettivi : “Sviluppare strumenti efficaci per identificare tempestivamente la cattiva informazione”, che sarebbe quella sgradita a quella ufficiale.
Ed inoltre: “la comunicazione ha il non facile compito di aiutare la popolazione ad accettare la natura imperfetta delle decisioni assunte in situazione di emergenza”.
Come dire: fategliela digerire.
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