Scienza, Ambiente & Salute

Reazioni avverse e strategie vaccinali

La Commissione Medico-Scientifica indipendente (CMSi) si appella ai politici

(6 gennaio 2023) - I dati Istituto Superiore Saanità del 24 dicembre 2022 continuano a mostrare nei vaccinati, con i vaccini a mRNA in uso, tassi di diagnosi di COVID-19 (soprattutto infezioni) maggiori rispetto ai non vaccinati. La Commissione Medico-Scientifica indipendente (CMSi) in una nota si appella ai politici: "Le prove scientifiche accumulate finora impongono cambi di rotta nelle strategie vaccinali”.

L’attività di monitoraggio e informazione è condotta dal gruppo di studio di cui fanno parte: dott. Alberto Donzelli, prof. Marco Cosentino, prof. Giovanni Frajese, dott.ssa Patrizia Gentilini, dott. Eugenio Serravalle, prof. Eduardo Missoni, dott. Sandro Sanvenero. Il documento scientifico è stato inviato anche ai parlamentari. ''I dati sono ancora in peggioramento rispetto al precedente Bollettino ISS'' affermano.

I bambini di 5-11 anni si infettano il 39% in più; con booster i giovani-adulti 12-39 anni il 36% in più e gli adulti 40-59 anni il 64% più dei non vaccinati. Anche gli anziani 60-79 anni vaccinati sono ormai più suscettibili all’infezione.

La Commissione Medico-Scientifica indipendente li illustra in un documento (il comunicato integrale è disponibile QUI) con riferimento al Bollettino ISS del 21 dicembre.

È inaccettabile sentir parlare ancora di efficacia (parziale) dei vaccini - rileva la CMSi - nel prevenire l’infezione da SARS-CoV-2, a tutela della comunità, citando in modo sbagliato i dati dell’Istituto Superiore di Sanità/ISS.

L’aspetto paradossale, già mostrato nei precedenti comunicati CMSi, è che l’argomento è contraddetto dai “dati dell’ISS” sulla protezione dall’infezione, che invece continuano oggi a mostrare tutt’altro.

La CMSi chiede a chi ha responsabilità pubbliche nel nostro Paese, nonché ai sanitari e a tutti gli interessati, di attuare le semplici verifiche che propone sulle tabelle dei Bollettini ISS, in modo didascalico e alla portata di chiunque. Chi lo farà potrà comprendere quali contenuti siano davvero aderenti alla Scienza e ai dati ufficiali, e perché quanto si continua a ripetere come CMSi merita seria attenzione.

Riteniamo che le strategie di lotta alla Covid-19 dovrebbero fondarsi su cinque capisaldi:

1) Prevenzione primaria ambientale integrata, non solo sostituita, da misure non farmacologiche di Sanità Pubblica come: distanze, igiene delle dita delle mani, mascherine in ambienti/contatti a rischio di alte cariche virali)

2) Prevenzione primaria comportamentale evidence-based basata su sani stili di vita (attività fisica, no al fumo, alimentazione salutare, buone relazioni umane…) in grado di ridurre i rischi di COVID e le patologie croniche che ne aumentano la gravità

3) Profilassi vaccinale (da attuare in modo mirato e in base alle migliori prove via via disponibili)

4) Contrasto a cure sbagliate e iatrogene

5) Promozione di terapie, anche precoci, che si mostrano evidence-based, sicure, sostenibili.

Le strategie del Governo oggi sono focalizzate sul punto 3), in modo che intendiamo ridiscutere sulla base delle attuali prove. Si dovrebbero inoltre aggiungere anche altri approcci, per avere maggiori garanzie complessive di successo.

leggi il comunicato integrale

 

La Commissione Medico-Scientifica indipendente (CMSi) è nata dopo 20 mesi dall’inizio della pandemia da Covid-19 e dopo che, in questo periodo di tempo, sono state prese decisioni ad altissimo impatto sanitario e sociale, in sostanziale assenza di un reale e aperto dibattito sui loro fondamenti scientifici. Attualmente la CMSi è composta da: dott. Alberto Donzelli, prof. Marco Cosentino, prof. Giovanni Frajese, dott.ssa Patrizia Gentilini, dott. Eugenio Serravalle, prof. Eduardo Missoni, dott. Sandro Sanvenero.

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NOTA (28-12-2023) - La bozza del nuovo Piano nazionale di comunicazione del rischio pandemico 2023-2028 presentato nella conferenza Stato Regioni è stata approvata.
Tra i punti salienti due inquietanti obiettivi : “Sviluppare strumenti efficaci per identificare tempestivamente la cattiva informazione”, che sarebbe quella sgradita a quella ufficiale.
Ed inoltre: “la comunicazione ha il non facile compito di aiutare la popolazione ad accettare la natura imperfetta delle decisioni assunte in situazione di emergenza”.
Come dire: fategliela digerire.
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