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E se fosse la musica a salvarci?

Il libro di Dario Giardi (edizioni Mimesis)

Ecologia acustica: ne avete mai sentito parlare? Probabilmente no, ma è un problema reale. Ed il libro di Dario Giardi ne pone in luce la sua attualità. Viviamo infatti nel pieno rumore che diventa incapacità di relazioni autentiche. 

''E se fosse la musica a salvarci?'' pubblicato da Mimesis (con sottotitolo ''La memoria dei suoni e la sfida climatica''), affronta il problema e rimette al posto d'onore l'Armonia e la Musica che meglio di tutto la rappresenta. Dario Giardi conosce bene la materia: compone musica ma nella vita si occupa di energia e ambiente. Laureato in diritto internazionale, si è specializzato in management ambientale e  in geopolitica dell'energia. Da oltre vent'anni si occupa di sostenibilità ed economia circolare anche a livello pubblicistico. Materie che affianca alla sua passione: la musica, appunto.

''Viviamo immersi in un rumore che non si limita a colpire l'udito, ma si insinua nelle pieghe della coscienza, alterando la nostra percezione del mondo - scrive Dario Giardi che spiega come l'assenza di un eco interiore libero, giorno dopo giorno, erode la nostra capacità di ascolto autentico, rendendoci meno presenti, meno umani.

Perchè non si tratta solo del frastuono urbano, fatto di clacson, motori e conversazioni sovrapposte, ma di un vita ormai infernale in cui ridare al silenzio il suo posto è un'impresa epica.

''Le metropoli moderne, come New York, registrano livelli sonori medi attorno ai 90 decibel, paragonabili a un grido costante. Immaginate di acquistare una casa abitata da una voce incessante che urla senza tregua: chi accetterebbe una simile condizione? Eppure, conviviamo con questa assenza di silenzio come fosse la normalità, anestetizzando il nostro rapporto con il paesaggio sonoro''.

L'autore afferma che l'ambiente acustico ha molto a che fare con la nostra identità individuale e la nostra appartenenza al mondo naturale. La tutela ambientale quindi non è solo materia per summit, ma una questione sia personale che collettiva: perciò parlare di ecologia acustica è atto che invita a riflettere (e riconoscere) che ogni suono è un messaggio che entra nel nostro campo dove però  molti  suoni sono - oltre che molteplici - anche passivi. Subiamo rumore.

''Nei supermercati, negli uffici, sui treni, siamo circondati da suoni privi di significato,  che intrattiene ma non nutre, che riempie senza connettere. Questo impoverimento sonoro riflette un più ampio impoverimento culturale e sociale'' scrive.

A conferma di questo l'autore ricorda che le civiltà più antiche consideravano l'ascolto un atto sacro. ''Oggi, riscoprire questa sacralità significa ricostruire un rapporto autentico con l'ambiente acustico''. A utile compendio del suo saggio viene allegato  un cd di musica rilassante che aiuta il suono a raggiugere le nostre corde per tentare di riportarci ad un autentico legame con la natura.  

Dopo aver letto il saggio - meglio se con la musica che lo accompagna - ogni fruscio naturale (sia esso una foglia, un uccellino, il canto del bosco quando è mosso da vento) diventa esperienza sensoriale. ''Conoscere un luogo non significa solo vederlo, ma ascoltarlo. Solo attraverso l'ascolto consapevole possiamo ritrovare quella connessione profonda e necessaria con la Terra''. E' la musica il campo ideale per questo incontro perchè la musica può  risvegliare e accrescere la sensibilità ambientale. La memoria dei suoni ci invita a riscoprire un patrimonio acustico perduto e a ristabilire un equilibrio con l'ambiente che ci circonda.

''Troppo spesso la musica è invece ridotta a semplice sottofondo del nostro vivere, dimenticando il suo potere di evocare emozioni, raccontare storie e trasformare la nostra percezione del mondo. La musica, in tutte le sue forme, non è solo un'arte, ma un ponte verso un futuro più consapevole e sostenibile'' affema Giardi che ha conseguito il diploma in teoria e armonia musicale al Berklee College of Music di Boston, con specializzazione in musicologia e "music for wellness".

Ed è con l'alias Giadar (@giadarmusic sui social), che Giardi compone anche musica ambient ed elettronica per etichette internazionali. Un saggio della sua ricerca musicale abbinato al Saggio è proprio l'album "Memoryscape" che è possibile ascoltare su tutti i suoi canali (Spotify, Bandcamp, Itunes, Soundcloud). Un album che ha il potere di collegare chi ascolta a quel mondo armonico che nel frastuono ci viene continuamente negato. E non ci aiuta a...sentire.

 


Autore: Corona Perer

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