Il mondo in un muretto a secco
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Scienza, Ambiente & Salute

Il mondo... in un muretto

Ecosistema: la saggia bellezza dei muri a secco

(Corona Perer) - Il mondo... in un muretto. I muri a secco sono piccoli eccezionali laboratori: Questa è la saggia bellezza di un ecosistema...naturale. A Pantelleria, un recinto di pietra a secco tiene in vita un albero di agrumi seza irrigarlo: si disseta solo dalla rugiada che si deposita sul muro e raccoglie acqua dall'aria. Lo sapevano gli arabi che sull'isola misero radici e portarono la loro cultura.

Dal 2018, "l'arte dei muretti a secco" è Patrimonio Immateriale UNESCO. Li troviamo oltre che nella citata Pantelleria, sulle Cinque Terre, nella Costiera Amalfitana, in Valtellina, in Salento, a Trambileno e Terragnolo comuni trentini che fanno da cintura a Rovereto, dove c'è Noriglio, una frazione che ha ospitato laboratri di muretto a secco.

In Svizzera, nel Canton Ticino è iniziato da poco un weekend di formazion sul rifacimento di un muro di sostegno (Preonzo 19-20 settembre 2026) ma altre occasioni di formazione si terranno in valle Malvaglia a Cusiè (26-27 settembre 2026), ed esiste un portale dei ''Costruttori di muri a secco''.  Anche in Veneto si hanno a cuore le antiche tecniche dei muri a secco. A Verona  l'Istituto Salesiano San Zeno organizza un Corso gratuito di restauro e valorizzazione delle murature in pietra a secco nei weekend tra ottobre e novembre 2026 (16-17 ottobre, 23-24 ottobre, 31 ottobre e 7 novembre), con sessioni di teoria il venerdì pomeriggio e pratica il sabato. Altre occasioni in  Friuli venezia Giulia e precisamente a  Duino-Aurisina (Friuli-Venezia Giulia): Sabato 26 settembre 2026 si tiene il laboratorio '' La rinascita dei muretti a secco'' presso il Trieste Adventure Park a Ceroglie (TS), promosso nell'ambito del festival L'energia dei luoghi.

Il muretto a secco è un mondo che ospita altri mondi vegetali e animali: è dunque un perfetto ecosistema. Non a caso è Patrimonio UNESCO).

Se una catasta di legno morto può diventare albergo per la fauna, il muretto a secco pur essendo fatto sole pietre può ospitare tanti animali. Il segreto è uno: i suoi vuoti. Le pietre esterne si scaldano al sole, l'interno resta fresco e umido. Sole e ombra, caldo e fresco, secco e umido, creano condizioni di vita uniche per insetti, piccoli rettili, invertebrati, muschi e licheni. Sono dunque i vuoti tra le pietre a fare di un muro un mondo pieno di vita e resistente, una sorta di  "condominio" che in pochi metri quadrati può creare l'ambiente perfetto per microclimi diversi tra loro, ma tutti compatibili.

I muri senza una goccia di cemento, nati incastrando le pietre una sull'altra, tenute insieme solo dalla gravità e  dall'incastro perfetto possono durare secoli. I più belli che abbiamo visto sono nell'isola di Cherso/Kres, in Croazia. Non solo delimitano, ma guidano le pecore, orientano l'acqua.  Ecco una splendida foto area di @VisitCres dell'area botanica di Tramuntana:

Foto: Tramuntana @visitkres

 

Un muretto a secco brulica di vita. Ci sono lucertole e gechi che si scaldano sulle pietre calde, ma poi si rifugiano nelle fessure. Le api solitarie e le  api muratrici e altre api selvatiche che nidificano negli anfratti. E poi insetti come i coleotteri predatori, i ragni, gli anfibi e i ricci che mangiano i parassiti: un muretto vicino all'orto è ben presidiato. Inoltre le piante ci trovano lo spazio per mettere radici e sono spesso specie odorose e erboristiche come il timo o il sedum, oppure l'edera spontanea. Il muretto piace a  muschi, licheni, felci che ben volentieri vi trovano casa abbellendo lo stesso muretto. E piace anche ai piccoli serpenti innocui (bisce, biacchi) chen si cibano di topi e ratti. Anche le vipere potrtebbero trovarvi rifugio: basterà stare attenti e non toccare mai le fessure che hanno un ruolo importante. Sono infatti ''albergo'' ma anche ''presidio idraulico'': lasciano passare l'acqua: ecco quindi che il muro è resistente e non crolla sotto la pioggia (uno cementato invece può avere delle crepe nel tempo).

Di notte le pietre condensano l'umidità dell'aria e di giorno la restituiscono alla terra. Ma non è meraviglioso?

Per generazioni l'uomo dedito alla agricoltura ha fatto tesoro della sue pietre (pensate ai nuraghi) ed hanno trasformato i pendii ripidi in terrazze a gradoni coltivabili. Ingegneria inconsapevole ma saggia e naturale, oltre che resistente che chiede rispetto e manutenzione. Il gelo e anche le radici delle piante possono dissestare il muretto che una volta crollato (per incuria o abbandono) può far franare il pendio.

Quando vi trovate davanti a un muretto...gioite: siete di fronte alla saggia bellezza naturale.

L’alpinismo, la transumanza, i muretti a secco e l’irrigazione tradizionale fanno parte del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Si tratta di pratiche vive che caratterizzano la vita delle comunità e vengono tramandate di generazione in generazione.

In occasione della Giornata Internazionale del Patrimonio Culturale Immateriale, il 17 ottobre, la Provincia autonoma di Bolzano, in collaborazione con sei organizzazioni partner, organizza per la prima volta nel 2026 le “Giornate del patrimonio culturale immateriale”. Nove eventi in Val Venosta invitano a vivere queste tradizioni speciali e a sensibilizzare sulle sfide ad esse legate.

info Giornata Internazionale del Patrimonio Culturale Immateriale > qui


Autore: Corona Perer

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