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La SAT da che parte sta?

Rifugio Stivo: il caso della bandiera della Palestina della quale è stata chiesta la rimozione

Rifugio Stivo:  il caso della bandiera della Palestina della quale la presidenza SAT di Trento chiede la rimozione è ormai un caso. Giampiero Girardi socio Sat di Trento scritto una lettera aperta che volentieri pubblichiamo integralmente condividendo lo spirito e le domande che veicola alle quali la Sat deve rispondere:

 

Gentile presidente,

vengo a sapere della sua richiesta di rimozione della bandiera palestinese fatta pervenire al gestore del rifugio allo Stivo “P. Marchetti”.

Come socio SAT rimango sorpreso ed indignato.

Anzitutto perché l’esposizione di una bandiera non ha di per sé alcun “significato politico”. È un atto di solidarietà che in questo caso è rivolto ad un popolo vessato e sottoposto a pulizia etnica e genocidio: questo è un dato di fatto. Mi stupisco che la SAT, nata sul valore della solidarietà, non lo capisca e, soprattutto, non lo condivida.

Il significato politico glielo si vuole dare perché la questione palestinese viene presa a pretesto per l’affermazione di principi nazionalistici e per ragioni di politica interna. Forse la SAT condivide questa impostazione?

Mi rendo conto che lei debba preservare un certo pluralismo politico dentro il sodalizio: ma questa decisione esclude tutti e tutte quelli/e che come me sono assolutamente convinti che non si possa essere neutrali di fronte alla negazione del diritto internazionale e alla violazione dei più elementari diritti umani.

La politica non c’entra nulla. Qui la questione è molto più grande ed è di vitale importanza. La SAT, l’associazione a cui aderisco, non può non rendersene conto.

C’è di più: la sua richiesta al gestore del rifugio diventa una limitazione grave alla libertà di espressione di un socio SAT.

Le chiedo un chiarimento pubblico, in base al quale deciderò se la mia adesione alla SAT

sia ancora compatibile con i miei convincimenti di coscienza.

Giampiero Girardi socio Sat di Trento

 

Condiviamo in pieno la lettera del socio SAT e segnaliamo che la bandiera di Palestina svetta persino sulla vetta del Cervino a 4.4.78 metri di altezza. Nessuno ne ha chiesto la rimozione. 

 

Non possiamo poi che sottolineare l'ottusità della richiesta SAT considerato che il popolo palestinese è oggettivamente vittima di un genocidio e che in data di ieri 17 agosto 2026 il ministro israeliano Ben Gvir auspicava l'uccisione di ''...almeno 30-40 palestinesi ogni notte. Sono esseri che non devono vivere''. Parole vergognose di un ministro che non conosce vergogna rappresentante di uno stato e di un popolo che dovrebbe provare vergogna. Ma non ci pare che la società iseraeliana la dimostri, eccezion fatta per gli ebrei ortodossi americani che a New York da mesi protestano a favore del popolo palestinese. Se quindi la voce di Ben Gvir fosse una posizione estrema ed isolata, la società dovrebbe farlo presente.

Quanto alla SAT, i suoi volantini per allargare la base sociale sono reperibili persino nei panifici trentini. Ci pare facciano propaganda o richiamino valori (solidarietà e ospitalità in primis) che non sono di certo testimoniati dalla richiesta della rimozione di una innocente bandiera palestinese.

18 agosto 2026 - volantino al Panificio Moderno di Rovereto - via Paoli

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