AI e mercato del lavoro
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Se a licenziarti è l'algoritmo

Solo il 26% dei datori di lavoro dichiarava di escludere del tutto l'IA dalle decisioni legate ai licenziamenti.

AI e mercato del lavoro: e se a licenziarti fosse l'algoritmo? Bella domanda. Gli allarmi sull'uso pervasivo in ogni settore della vita quotidiana dell'Intelligenza Artificiale si moltiplicano. Il 30 settembre entra in vigore in Italia il Decreto di attuazione dell'EU AI Act, introdotto anche per vietare le decisioni su assunzioni, gestione dell'organico e licenziamenti affidate al 100% agli algoritmi senza una reale supervisione umana.

Ma qual è la situazione oggi nel mondo del lavoro? A rivelarlo è una ricerca condotta su un campione di 1.000 datori di lavoro. I dati mostrano come l'IA non venisse più utilizzata soltanto per filtrare i CV, ma fosse già capillarmente integrata nelle scelte più delicate legate alle riorganizzazioni e ai tagli del personale.

Ecco alcuni dei dati principali emersi dal report:

  • Solo il 26% dei datori di lavoro dichiarava di escludere del tutto l'IA dalle decisioni legate ai licenziamenti.

  • Il 65% impiegava l'IA come primo filtro per scartare automaticamente i candidati prima dell'intervento umano.

  • Il 52% utilizzava l'algoritmo per la pianificazione dell'organico, le riorganizzazioni aziendali e la valutazione dei ruoli.

  • Il 51% si affidava all'IA per identificare candidati o dipendenti considerati "a rischio" (ad esempio per cambi frequenti di lavoro o pause di carriera).

  • Il 47% ammetteva che l'automazione aveva probabilmente eliminato candidati qualificati per errore.

Il report completo è disponibile a questo link > clicca 


Autore: Corona Perer

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