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Bertrand Russell, ''Il credo dell'uomo libero''

L'utilità dell'intelligenza

(Corona Perer) - L'utilità dell'intelligenza. Già...ma ce n'è sempre meno.  "Il credo dell’uomo libero'' uscito per i tipi di Piano B edizioni in una nuova edizione ampliata con materiali inediti di saggi brevi del filosofo e matematico gallese Bertrand Russell, ce lo spiega.

Il libro ospita saggi di grande attualità come "What we can do" che costò al filosofo la sospensione dal Trinity College per ''attività pacifiste'', oltre ad una multa di 100 sterline che non pagò mai sostenendo di preferire il carcere. Verrà rinchiuso per sei mesi nel 1918, l'accusa fu di aver danneggiato la politica estera inglese avendo esortato pubblicamente gli Stati Uniti a non entrare in guerra.

La straordinaria visione dell'uomo libero e creativo ha reso Russell un faro del XX secolo: la libertà dal potere, la libertà di culto e dal culto, libertà dal fanatismo e dall’oscurantismo scientifico e sociale. La necessità di intelligenza, la bellezza del confronto tra opposti, l'esigenza di educare i giovani e portarli al pensiero libero. Russell propone una riforma dell’educazione che dovrebbe avere l’obiettivo di incoraggiare i giovani a formare i propri giudizi in autonomia e a pensare e sentire per conto proprio, non ad accettare passivamente i pensieri e i sentimenti degli altri.

La cosa principale e necessaria per rendere felice il mondo è l'intelligenza
(Bertrand Russell)

Nel 1917 Bertrand Russell mira a mettere in guardia dalla follia della guerra.  “Dobbiamo riconoscere che il mondo è governato con uno spirito sbagliato e che ciò non cambierà da un giorno all'altro” scrive il filosofo. Ecco perché ci si deve chiedere che cosa si può fare. E lui indica una leva: la forza del pensiero che prima o poi finisce col vincere su ogni altro potere umano. Coloro che hanno capacità immaginazione e di pensare in conformità con le esigenze vere degli esseri umani saranno capaci prima o poi di raggiungere il bene a cui mirano “...Anche se difficilmente saranno ancora vivi per vederlo...”.

Perciò, dice Russell, se vogliamo portare nuova speranza al mondo non dovremo temere la nostra impotenza,  non dovremmo abbandonare il pensiero. Il principio fondamentale è quello del rispetto, perché anche se apparentemente insufficiente, è di grande importanza. Ovvero se faccio qualcosa per rispetto di qualcuno faccio già una cosa buona. Il rispetto è dunque  la via.

La vita di un individuo di una comunità e perfino la vita del genere umano non dovrebbero essere una serie di frammenti separati, ma il tutto. Una società migliore parte dell'individuo, volontà e impulso sono fondamentali.

Per spiegare cosa succede quando volontà e impulso non coincidono, Russell fa l'esempio dell'artista. "La crescita di un uomo non viene schiacciata solo quando gli viene impedito di fare qualcosa, ma quando anche lo si persuade a farne un'altra". Le cose che schiacciano volontà e impulso generano un senso di impotenza, e le cose ''peggiori'' sono quelle in cui la volontà è assente. L'esempio classico è quello dell'artista che non segue il suo impulso, ma lo dirige in forme creative gradevoli per il pubblico, a piegare cioè la sua volontà al successo, a un reddito sicuro. Perciò produrrà opere ruffiane per compiacere il pubblico. E dunque se la volontà è diversa dall' impulso ci si piega a diventare uno strumento, dipendenti, strumenti di piacere per gli altri e non artefici di ciò che la natura sente essere buono.

Il rispetto per se stesso è fondamentale e conduce alla vera vita creativa. La creatività è vitale. Russell spiega che il problema - sia nelle questioni nazionali e internazionali che nella vita del singolo individuo - è conservare ciò che è creativo negli impulsi vitali. La vita migliore è quella in cui gli impulsi creativi hanno la parte maggiore e quelli possessivi la minore. E lo Stato incarna la possessività.

''Chi è creativo è libero, il possesso rovina'' perciò il principio supremo sia in politica che nella vita privata dovrebbe essere seguente promuovere ciò che è creativo e ridurre gli impulsi e desideri che orbitano intorno al possesso.

E allora....what we can do? Serve un ideale alto altrimenti la vita è un fatto animale. Che la vita per la vita sia animale è normale, ma se la vita vuole essere completamente umana deve perseguire qualche cosa che trascende la piccolezza dell'uomo. Dobbiamo fare secondo la capacità e la possibilità, ma se il nostro spirito si è mantenuto vitale e creativo ( assecondando impulso e volontà) allora ci parlerà chiaro su cosa deve essere fatto e cosa deve essere evitato. Non bisogna dimenticare che questo scritto nasce durante la guerra. Per tentare di evitarla.

La raccolta contiene il saggio inedito Libero pensiero e propaganda (1922) pubblicato per la prima volta a New York 100 anni fa, e  Quali desideri sono politicamente importanti, il discorso di ringraziamento che Russell pronunciò dopo che gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura nel 1950.

Il filo conduttore che tiene legati i vari scritti è il rapporto dell’uomo con la libertà sviscerato attraverso temi chiave che riguardano profondamente la società contemporanea. Il pensiero libero si realizza quando è esposto alla libera concorrenza tra le convinzioni, cioè quando tutte le convinzioni sono in grado di presentare le proprie ragioni, ovvero nel confronto tra tesi diverse. Viene espressa la “volontà di dubitare”.

«Se si ammette che una condizione di dubbio razionale sarebbe desiderabile, diventa importante capire perché, nel mondo moderno, ci sia così tanta certezza irrazionale»
(Russell)

Nessuna delle nostre convinzioni è mai del tutto vera, e tutte hanno almeno una penombra di vaghezza ed errore. Per aumentare il grado di verità delle nostre credenze dobbiamo mettere alla prova i nostri pregiudizi discutendo con persone che hanno giudizio (o pregiudizio) opposto. E poi l’utilità dell’intelligenza. Un’opinione pubblica illuminata può essere generata solo dagli sforzi di coloro che desiderano che esista.

Il pensiero è grande e repentino e libero; è la luce del mondo e la più nobile gloria dell’uomo. Ma se vogliamo che il pensiero diventi il possesso di molti e non il privilegio di pochi, dobbiamo farla finita con la paura. Nessuna istituzione ispirata dalla paura lavora per la vita. È la speranza, non la paura, il principio creatore delle cose umane.

Con uno stile straordinariamente chiaro, Russell ci consegna a 100 anni di distanza gli strumenti per sopravvivere al pensiero unico, confermado di essere stato un pensatore tra più originali e lucidi della modernità.

 


Autore: Corona Perer

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