
Andrea Camilleri e il suo ultimo ''cunto''
Il papà di Montalbano, era impegnato con l'Autodifesa di Caino
“Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano”.
Sono le parole che Camilleri aveva scelto per dire il senso del suo lavoro molto simile alla natura del contastorie, del poeta ambulante che con la sua capacità affabulatoria incanta e seduce chi lo ascolta. Ne era venuta l'Autodifesa di Caino, che lo vedeva primo protagonista in teatro.
Camilleri è morto nel 2019 nell'ospedale di Roma dove era stato ricoverato per una acuta crisi respiratoria.
A novantatré anni, dopo il successo di Conversazione su Tiresia, Camilleri aveva itrapreso pochi mesi fa la sua ennesima missione: raccontare in prima persona la storia di Caino e del come e perché uccise suo fratello Abele.
Un racconto su testi ebraici e musulmani, un viaggio attraverso la Voce dello stesso Camilleri.
Idea come sempre fenomenale.
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