
Successo per Bolzano Danza Festival 2026
Oltre 5200 gli spettatori paganti e performances di livello per la 42^ edizione
(Corona Perer - Bolzano 1 agosto 2026) - Un successo la 42ma edizione di Bolzano Danza/Tanz Bozen: oltre 5200 gli spettatori paganti e performances di livello hanno caratterizzato l'evento clou dell'estate bolzanina che dal 1985 trasforma il capoluogo altoatesino in una delle capitali europee della danza contemporanea. Entusiasmo dal pubblico e grande interesse dalla stampa e dagli addetti ai lavori. Abbiamo avuto modo di assistere agli spettacoli della giornata inaugurale: è danza di ricerca, danza sperimentale, il corpo parla e incanta chi guarda.
Questa 42ª edizione organizzata e promossa da Fondazione Haydn di Bolzano e Trento ha affermato con forza l'identità della manifestazione come uno dei principali festival europei dedicati alla creazione coreografica contemporanea. Olivier Dubois con Anouk Aspisi hanno progettato e allestito un palinsesto diffuso per la città e il suo territorio lungo sedici giorni e sedici notti di intensa programmazione.
“Per due settimane una costellazione di opere, ha aperto spazi di percezione, di incontro e di trasformazione – affermano i due direttori artistici Anouk Aspisi e Olivier Dubois - questa edizione conferma la forza di Bolzano Danza nel panorama culturale europeo: un festival che cresce anno dopo anno, perché capace di approfondire la qualità delle relazioni che si intrecciano tra artisti, opere, cittadini, pubblico e territorio. Per due settimane, Horizon 2026 ha voluto dare una visione del mondo, ma soprattutto ha cercato di trasformare il modo in cui lo percepiamo. Forse è proprio questa, oggi, la responsabilità di un festival: non offrire certezze, ma aprire orizzonti."
Non a caso i curatori avevano scelto proprio Orizzonte e Sguardo come parole chiave per il 2026: “L’Orizzonte non è una destinazione da raggiungere, ma una linea che invita a guardare in modo diverso - spiegano - È uno spazio aperto, in cui ci si può perdere per un momento per poi ritrovarsi, tra ciò che si conosce e ciò che si immagina ancora possibile''. Da qui il palinsesto di Horizons 2026: 7 prime italiane, 2 prime assolute, 1 anteprima nazionale, per un totale di più di 40 appuntamenti in 17 differenti location.
Bolzano ha accolto i grandi protagonisti della scena internazionale (Peeping Tom, Leïla Ka, Anne Teresa De Keersmaeker, Louise Lecavalier), artisti italiani come Michele Di Stefano, Daniele Ninarello, Chiara Bersani, Anna Basti. E poi nuove scritture (Camilla Parini, Industria Indipendente, Mohamed Toukabri), opere di repertorio rilette attraverso il presente e creazioni in prima assoluta.
La musica live affidata ai solisti della Orchestra Haydn ha dato forma ad alcuni dei lavori più significativi, da Irresistible Revolution di Ayelen Parolin (autentica rivelazione di Bolzano Danza 2026) alle performance di Simon Le Borgne e Ulysse Zangs, Francesca Ziviani, Alexander Vantournhout e Mohamed Toukabri. Senza dimenticare lo straordinario omaggio del co-direttore artistico del festival, Olivier Dubois, che ha portato sul palco in Les Mémoires d'une seigneure un coro di 41 donne non professioniste (selezionate tramite open call), e poi le proposte per le famiglie (ABC-Allegra Brigata Cinematica) e l’esplorazione di forme di ricerca condivise, con gli OpenLab di Margherita Landi e Cherish Menzo.
Tra i debutti più attesi c'era propio lo spettacolo ideato e diretto dal co-direttore artistico del festival Olivier Dubois insieme alla sua Compagnie, Les Mémoires d'une seigneure, versione al femminile della performance-evento Les Mémoires d'un seigneur, realizzata dal coreografo francese nel 2015 che aveva debuttato in Italia proprio a Bolzano. Applausi convinti per questo progetto collettivo di grande impatto, un omaggio alla città di Bolzano e al festival, uno spettacolo di energia pura che fonde mirabilmente in una serie di quadri la tragedia antica e il dramma shakespeariano.

“Nei suoi quarantadue anni di storia - dichiara Monica Loss, Direttrice Generale della Fondazione Haydn – Tanz Bozen/Bolzano Danza ha saputo trasformarsi e mutare forma, intercettando i trend emergenti del contemporaneo e aprendosi ai suoi diversi linguaggi, sempre mantenendo salda la propria identità. Quella del 2026 è stata un’edizione preziosa che, grazie alla direzione artistica e ad un team giovane e appassionato, ha ribadito il valore di uno dei progetti di punta targati Fondazione Haydn e la sua posizione tra i più importanti appuntamenti dedicati alla danza. Un racconto prezioso, che ha attraversato in due settimane di intensa programmazione diciassette luoghi differenti della città e del suo territorio, rappresentandone perfettamente le anime e unendo le diverse comunità che la abitano.”
Anouk Aspisi e Olivier Dubois spiegano magistralmente quel che accade in un festival della danza. ''Poco a poco lo sguardo cambia: non si resta più a distanza, ma ci si lascia toccare, spostare, trasformare. Il festival diventa così più di un luogo di spettacolo: un punto di osservazione sensibile, uno spazio in cui qualcosa appare, si condivide e ci mette in relazione”.
Il festival era partito bene fin dalla prima giornata inaugurale alla quale abbiamo potuto assistere. Applausi convinti a Castel Mareccio fin dalle prime 4 esibizioni del Festival. La magia della danza, del canto e della musica è andata in scena con il ''Combattimento di Tancredi e Clorinda'' con la coreografia di Philippe Kratz e la regia di Fabio Cherstich, con la partecipazione straordinaria della splendida voce di Nicolò Balducci e di 3 solisti dell'Orchestra Haydn (violino, clavicembalo e viola).
Nel 1624 Claudio Monteverdi mette in musica un episodio della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso: due guerrieri si affrontano di notte senza riconoscersi, si feriscono a vicenda, e solo nell’ultimo respiro uno dei due scopre di aver ucciso la persona amata. Quattrocento anni dopo, il coreografo Philippe Kratz guarda la stessa scena e si chiede se siano davvero due persone a combattere, o una sola in lotta con sé stessa. Da questa domanda nasce uno spettacolo che mette insieme due danzatori e un solo cantante – che dà voce al narratore, a Tancredi e a Clorinda – e uno spazio circolare dove i corpi si muovono come specchi.

Notevole a nostro avviso anche lo sforzo logistico: per favorire spettatore e artisti è stata posta grande attenzione alle location. Il festival è quindi ''uscito'' dagli spazi consacrati alla danza (come un teatro) per fare del dispositivo urbano un altro 'teatro'. E' stato così possibile portare la danza alle persone, coinvolgendo il territorio. Tra le location dell’edizione 2026 figurava certo il teatro comunale, ma anche un bunker sotterraneo della II guerra mondiale, un chiostro duecentesco, un polo di ricerca scientifica all’avanguardia, un Museo di arte moderna e contemporanea, una Fondazione incastonata nelle pareti rocciose che circondano il nucleo urbano, un’area verde affacciata direttamente sulle sponde del fiume Talvera e un parco pubblico, ricco di testimonianze storiche e archeologiche, nell’estrema periferia ovest della città ed infine un castello del XII secolo.
Bellissime le MicroDanze a Castel Mareccio, storica residenza signorile a ridosso del centro cittadino: un intervento site-specific firmato dal Centro Coreografico Nazionale Aterballetto ha offerto una trilogia di pezzi brevi firmata da Antonella Bertoni, Francesca Lattuada e Diego Tortelli in prima assoluta > qui il video della danza inaugurale >
Al Teatro Studio del Teatro Comunale abbiamo assistito ad una sorta di inno alla resistenza fisica, nonostante tutte le infiltrazioni che sul corpo si disegnano tra passato e presente: l’icona della danza canadese Louise Lecavalier ha danzato ininterrottamente per oltre un'ora nel suo ultimo spettacolo ''danses vagabondes'' ispirato ai celebri Écrits Vagabonds del fisico italiano Carlo Rovelli: un viaggio profondo attraverso il movimento, il tempo e la memoria, dove il corpo diventa un archivio vivente di esperienze, emozioni e tensioni.

Il successo di questa edizione è misurato dai numeri: agli oltre 5200 spettatori paganti, si aggiungono le presenze registrate ai 15 appuntamenti gratuiti in cartellone tra performance, talk e dj set. Un successo che testimonia, al di là dei numeri, la capacità di costruire occasioni di incontro e spazi condivisi come il BoDA luogo di vita, di pensiero, di festa e di conversazione, che ha prolungato l'esperienza degli spettacoli facendo dell'incontro un momento essenziale quanto le opere stesse. Lo stesso spirito ha attraversato ExtraDanza, la festa della danza per la città che ha riunito quasi 1.500 persone in una grande celebrazione popolare, non come un evento parallelo, ma come l'espressione del medesimo desiderio: quello di un piacere condiviso, in cui artisti, cittadini e pubblico hanno contribuito insieme a dare forma all'identità del progetto.
Il festival è un'occasione per scoprire la bellezza di una città che merita davvero l'attributo di Città Creativa UNESCO che ha ottenuto nel 2023.
E per chiudere un'amteprima: dopo La Trilogia della Passione, Insurrection e Horizon nel 2027 sarà la volta di Reconciliation, 43ª edizione di Bolzano Danza: le date e le prime anticipazioni sul programma della nuova edizione saranno online nei prossimi mesi.
(c.perer)

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IL CONCEPT DI CURATORI E PROMOTORI
LO SGUARDO SULL'ORIZZONTE COME SPAZIO DI APERTURA
"Bolzano Danza – afferma Paul Gasser, Presidente della Fondazione Haydn – è un gioiello che appartiene alla città. Un festival internazionale che da oltre quarant'anni arricchisce la vita culturale di Bolzano, portando in piazze, teatri e luoghi insoliti il meglio della danza contemporanea.”
Dopo l’avvio nel 2025 del percorso triennale intitolato Trilogia della Passione – con la prima tappa, Insurrezione – nel 2026 Anouk Aspisi e Olivier Dubois scelgono di prendere come riferimento l’Orizzonte, inteso come spazio di tensione e apertura, luogo simbolico in cui memoria, trasformazione e possibilità convivono. In questa prospettiva l’Orizzonte diventa una chiave importante per interrogare la storia della danza contemporanea non come repertorio statico, ma come materia viva, da attraversare, trasmettere e rinegoziare alla luce del presente. La programmazione del Festival riflette questa visione attraverso un intreccio di lavori storici e nuove creazioni, delineando un dialogo costante tra memoria e innovazione, tra eredità e rinnovamento.
Al centro di questa 42^ edizione di Bolzano Danza c’è innanzitutto il tema dello sguardo, che unisce il concetto di visione – irriducibilmente soggettiva – a quello del superamento delle barriere che relegano lo spettatore al ruolo di osservatore passivo.
Il pubblico non viene semplicemente coinvolto nella realizzazione degli spettacoli, ma sceglie di mettersi al centro dell’esperienza: è il caso di ExtraDanza, la grande festa della danza aperta a tutti, ma anche della lunga serie di progetti partecipativi e di lavori fuori formato, che segnano un ribaltamento delle comuni gerarchie della visione.

Nel tema dell’Orizzonte si inscrive poi un racconto collettivo, dove la memoria viva della danza contemporanea diventa attenzione alle pratiche di trasmissione e al contesto storico, una forma di nuovo accesso al tesoro di esperienza accumulata con il tempo che pone l’opera d’arte in un confronto fecondo con il presente.
Un Festival che invita per due settimane artisti e pubblico alla condivisione, riconoscendo nella danza uno strumento privilegiato per immaginare nuove forme di relazione tra corpo, spazio e comunità: attraverso una programmazione diffusa e formati eterogenei, Bolzano Danza vuole rafforzare ancora di più il proprio ruolo di piattaforma culturale capace di attivare partecipazione, prossimità e dialogo legando le pratiche artistiche al contesto urbano e naturale.
“La Fondazione Haydn ne cura la programmazione artistica da ormai undici anni” – aggiunge Monica Loss, Direttrice Generale della Fondazione Haydn – “con l’ambizione di mantenerne il respiro internazionale e l’eccellenza qualitativa, al servizio della comunità e del pubblico. Ogni edizione è una scommessa sulla capacità della danza di creare incontri autentici tra artisti e spettatori: uno spazio vivo in cui celebrare insieme questo straordinario linguaggio in tutte le sue forme.”
I 36 artisti e compagnie, protagonisti dell'edizione 2026 erano: Anne Teresa De Keersmaeker/Rosas, Peeping Tom, Ayelen Parolin, Compagnie Olivier Dubois, laGeste/Stereo48, Louise Lecavalier, Compagnia Abbondanza/Bertoni, Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi, Michele Di Stefano & Lorenzo Bianchi Hoesch, CCN/Aterballetto, Mohamed Toukabri, Chiara Bersani, Leïla Ka, Anna Basti, Bruno Benne/Compagnie Beaux-Champs, Alexander Vantournhout, Cult of Magic, Margherita Landi, Daniele Ninarello, Camilla Parini, Simon Le Borgne e Ulysse Zangs, Antonella Bertoni, Francesca Lattuada, Diego Tortelli, Philippe Kratz, Fabio Cherstich, Industria Indipendente, Francesca Ziviani, Davide Tagliavini, Jacopo Jenna, Yurena Molina Torres, ABC – Allegra Brigata Cinematica.
La 42ª edizione di Bolzano Danza è stata organizzata e promossa dalla Fondazione Haydn di Bolzano e Trento con il contributo del Comune di Bolzano, della Provincia autonoma di Bolzano, della Regione autonoma Trentino-Alto Adige e del Ministero della Cultura, con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, Alperia, Institut français Paris e con il supporto di Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea.

foto: Andrea Macchia
Autore: Corona Perer
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