
Giovanni Termini, Come la metti sta
Cagli - Nell'ambito di Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024
Giovanni Termini con ''Come la metti sta'' a cura di Marcello Smarrelli, racconta il ''fare''.
La sua personale nel 2024 ha trovato sede negli spazi del cinquecentesco Palazzo Tiranni-Castracane a Cagli. La mostra è stata realizzata nell’ambito di Pesaro “Capitale italiana della Cultura 2024" dal 13 aprile al 30 giugno 2024.
Nato ad Assoro (EN) nel 1972, ma pesarese d’adozione, Giovanni Termini si colloca in una traiettoria della scultura contemporanea italiana che parte da Lucio Fontana fino all’esperienza dell’Arte Povera. Intorno alla materia si gioca una partita decisiva nel lavoro dello scultore, che fa spesso ricorso a oggetti ordinari sottoposti a processi di manipolazione tecnologica come la galvanizzazione.
Il senso del ''fare'' che muove Termini si esplicita nella serie delle opere esposte, che si misurano con il tema del lavoro a partire dall’installazione site-specific Come la metti sta (2024), realizzata con materiali provenienti dall’azienda Cariaggi, in stretto dialogo con l’architettura della sala che la ospita.
Giovanni Termini è nato ad Assoro (En) nel 1972; vive e lavora a Pesaro. Ha esposto in Italia e all’estero in prestigiosi enti culturali e museali. Le sue creazioni sono permeate da un vitalismo materico fondato sul reimpiego e la rielaborazione di oggetti prelevati dalla realtà, configurandosi come “manufatti” che rivendicano esplicitamente una tecnologia di esecuzione.
Un processo che si apre al dettato dei materiali, delineando una narrazione intorno all’uomo e alla sua natura. Fermamente situato in uno spazio e proiettato in una dimensione temporale, l’artista in un’intervista dichiara: “Penso che la creatività si nutra proprio dei conflitti che cerca, inutilmente, di sedare. Non vedo altri stimoli alla ricerca”.

L’esposizione, organizzata con il contributo di Cariaggi, storica filatura di Cagli, ha offero una selezione di opere scultoree di cui una inedita e una site-specific.
L’universo produttivo che esplora è spesso legato all’atto del costruire e allo spazio del cantiere, qui ricorrente attraverso il travestimento poetico di strumenti tecnici, come il trabattello usato nell’opera Hully Gully (2022). Sempre al contesto del lavoro si può riportare Circoscritta (2016), opera concepita originariamente a commento della tradizione vivaistica della città di Pistoia, apertamente ispirata al Manifesto del terzo paesaggio del celebre giardiniere e paesaggista francese Gilles Clément, che introduce il tema del rapporto con la natura.
Giovanni Termini
Come la metti sta
A cura di Marcello Smarrelli
Palazzo Tiranni-Castracane, via Purgotti 51, 61043 Cagli PU
13 aprile - 30 giugno 2024

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