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caso Byoblu, Messora scarica la redazione

Stato di agitazione e manovre tutte da chiarire

Caso Byoblu: Messora scarica la redazione. La denuncia dei giornalisti in stato di agitazione - ai quali esprimiamo la nostra solidarietà -  è chiarissima e parla di manovre tutte da chiarire: in gioco ci sono i loro posti di lavoro, ma anche tutto quello che hanno prodotto e di cui restano gli autori. La cosa più grave emersa in queste ultime ore è che è stato loro impedito l’accesso ai canali ufficiali mentre l’ex Presidente Messora ha aperto un nuovo sito con uso dell’IA. 

Dallo scorso 5 giugno la redazione di Byoblu è impedita nello svolgimento dell'ordinaria attività quotidiana a causa dell’impossibilità di accedere alla piattaforma del sito internet www.byoblu.com e ai profili social collegati. Lo comunicano, in una nota, i giornalisti e la direttrice della testata.

E' stato impedito l'accesso alla redazione ai canali social associati alla testata Byoblu, tra cui Telegram, Instagram, WhatsApp e X. Sul canale Telegram Byoblu è comparso un messaggio a firma di Messora nel quale si afferma, tra l’altro, che “è necessario aprire nuovi punti di riferimento e ridefinire quelli attuali".

Sulla vicenda ha preso posizione il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'informazione e all'editoria, Alberto Barachini. "Seguiamo con apprensione la crisi del gruppo Byoblu . Auspichiamo che sulla vicenda sia fatta al piu' presto chiarezza da parte dei proprietari e che per la testata si trovi una soluzione che tuteli i lavoratori, i giornalisti e la loro professionalità''.

Ricordiamo che l'editore Claudio Messora aveva rassegnato le proprie dimissioni, in modo improvviso e senza un valido passaggio di consegne, dalle cariche sociali di Media Pluralisti Europei, società editrice di Byoblu, il 5 maggio scorso.

Poi però la redazione ha appreso dell’esistenza del sito news.byoblu.com, denominato "Byoblu 3.0", descritto come “sito di informazione libera e indipendente a cura di Claudio Messora”. La testata giornalistica Byoblu risulta ancora regolarmente registrata presso il Tribunale di Milano dal 2020 (perciò le responsabilità editoriali e giornalistiche restano disciplinate dalle norme vigenti). Ad oggi non sono state inviate ulteriori comunicazioni di una eventuale cancellazione dal registro del tribunale.

Circa news.byoblu.com a detta dello stesso Messora farebbe un uso estensivo e allo stato dell'arte delle nuove tecnologie. La redazione sottolinea di essere totalmente estranea alla realizzazione e alla gestione del sito, che sembra abbracciare l’impiego dell'intelligenza artificiale in sostituzione dei dipendenti'' dichiara in una nota il cdr.

Ad aggravare la situazione, il dominio www.byoblu.com, sito che conteneva tutto il lavoro svolto dalla redazione negli ultimi sei anni, risulta essere stato sostituito dal nuovo sito web Byoblu 3.0.

''Denunciamo quindi la perdita di migliaia di articoli, inchieste, documentari di cui rivendichiamo la paternità. Precisiamo che subito dopo l’annuncio delle sue dimissioni, il dottor Messora ha diffidato formalmente la società Media Pluralisti Europei, da lui fondata e di cui è ancora proprietario della maggioranza delle quote, dall’utilizzo del marchio Byoblu qualora non fosse stata corrisposta la cifra pari a oltre 50mila euro. Alla luce degli eventi descritti, la redazione ritiene doveroso garantire la massima trasparenza nei confronti dei soci, degli abbonati, dei sostenitori e di tutti coloro che hanno seguito e sostenuto il progetto negli anni. Ci riserviamo ogni iniziativa ritenuta opportuna a tutela del lavoro svolto, della nostra professionalità e dei nostri diritti. Nel frattempo continueremo a svolgere il lavoro di informazione attraverso l’unico canale operativo e nella nostra disponibilità: il canale YouTube “Media Pluralisti” conclude la nota.

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