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La legge del mare

Accoglienza e Azioni Umanitarie: ecco cosa dice il codice di Navigazione

La legge del mare esiste e su Accoglienza e Azioni Umanitarie è chiara, in base a quanto dettato dal Codice di Navigazione.

La foto di questa pagina richiama un caso emblematico: quello della Nave Diciotti, un'unità della Guardia Costiera italiana diventata famosa per lo stallo di agosto 2018, quando trattenne 177 migranti soccorsi in mare per giorni nel porto di Catania, negando lo sbarco a causa di un braccio di ferro politico con il governo, portando a un caso giudiziario che si è concluso con la condanna dello Stato italiano a risarcire i migranti per la privazione della libertà, secondo la Cassazione del 2025.

''L’assistenza a nave o ad aeromobile in mare o in acque interne, i quali siano in pericolo di perdersi, è obbligatoria, in quanto possibile senza grave rischio della nave soccorritrice, del suo equipaggio e dei suoi passeggeri, oltre che nel caso previsto, quando a bordo della nave o dell’aeromobile siano in pericolo persone''.

Lo afferma l'Art. 489 - Obbligo di assistenza del codice di Navigazione marittima e interna che fissa le obbligazioni relative all'esercizio della  navigazione.

Al Titolo IV sono indicate le norme  dell'assistenza e del salvataggio, del recupero e del ritrovamento dei relitti e si legge che il comandante di nave, in corso di viaggio o pronta a partire, che abbia notizia del pericolo corso da una nave o da un aeromobile, "....è tenuto nelle circostanze e nei limiti predetti ad accorrere per prestare assistenza, quando possa ragionevolmente prevedere un utile risultato, a meno che sia a conoscenza che l’assistenza è portata da altri in condizioni più idonee o simili a quelle in cui egli stesso potrebbe portarla".

L'obbligo di salvataggio è fissato dall' Art. 490 "...Quando la nave o l’aeromobile in pericolo sono del tutto incapaci, rispettivamente, di manovrare e di riprendere il volo, il comandante della nave soccorritrice è tenuto, nelle circostanze e nei limiti indicati dall’articolo precedente, a tentarne il salvataggio, ovvero, se ciò non sia possibile, a tentare il salvataggio delle persone che si trovano a bordo. È del pari obbligatorio, negli stessi limiti, il tentativo di salvare persone che siano in mare o in acque interne in pericolo di perdersi...."

Le Ong di ricerca e soccorso sono andate incontro a procedimenti penali, sequestri delle loro navi, multe ingenti e arresti del loro personale solo per aver portato avanti il loro dovere di salvare vite in mare e aver cercato uno sbarco in un porto sicuro. Non era infatti chiaro se stessero solo pattugliando il mare o fossero a supporto del traffico di esseri umani.

Intanto è stato raggiunto un accordo a Malta che introduce un meccanismo temporaneo di sbarco delle persone soccorse nel Mediterraneo centrale, a lungo sollecitato dall'organizzazione per i diritti umani. Dopo aver accolto numerose persone nel corso dell'anno, senza essere preparata a questo scenario, Malta ha un sistema d'asilo e di accoglienza allo stremo. Centinaia di uomini, donne e bambini sono trattenuti in condizioni sotto ogni standard. Molte di queste persone sono state arrestate illegalmente e vengono trattenute per un periodo di tempo maggiore del massimo consentito dalla legge maltese, che prevede il trattenimento solo per consentire i controlli medici all'arrivo.

Gli avvocati e i rappresentanti delle Ong che visitano regolarmente i centri di detenzione maltesi hanno riferito di un sovraffollamento estremo, di promiscuità tra adulti e minori e di condizioni squallide nelle quali i servizi igienico-sanitari sono inadeguati.

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