
Il ritorno dei Corsari
Siamo tornati al Medioevo
Oggi non attraccano, non si avvicinano da nave a nave, non arrivano dal mare: arrrivano dal cielo, in elicottero. Ma sono pirati. Gli Usa hanno già requisito 5 navi, la prima ha anticipato l'attacco che poi c'è stato al Venezuela in dispregio a qualsiasi norma del Diritto Internazionale. Che esiste e serve a regolamentare i rapporti tra gli Stati. Siamo insomma tornati al Medioevo, al tempo dei pirati, o meglio dei corsari.
Perchè si usa questo termine: corsari? Una 'lettera di corsa', detta anche lettera di marca o patente di corsa, era un’autorizzazione ufficiale rilasciata da un governo (nell’epoca della navigazione a vela), che conferiva a un privato – detto corsaro – il diritto di attaccare e catturare navi battenti bandiera di uno Stato nemico. Costituiva cioè una licenza per operazioni militari internazionali mirate contro un avversario specifico, come forma di rappresaglia per un precedente attacco o offesa. E il premio veniva spartito con il Governo che rilasciava la 'lettera di corsa'. Il navigare alla ricerca di prede muniti di lettera di corsa era considerato un’attività onorevole, capace di unire patriottismo e profitto. Tale forma di guerra privata, legalmente autorizzata, si distingueva dalle catture indiscriminate e non autorizzate – cioè dalla pirateria – universalmente condannata.

Le lettere di corsa consentivano ai governi di condurre guerre affidandosi a capitani e marinai privati – veri e propri mercenari – al posto delle proprie flotte, risparmiando tempo e denaro. Invece di costruire, finanziare e mantenere una marina in tempo di pace, i governi preferivano attendere l’inizio delle ostilità per emettere lettere di corsa, lasciando ai privati l’onere di armare le proprie navi in vista dei profitti derivanti dalle catture.
Le navi catturate – i cosiddetti “premi” – venivano giudicate dal tribunale dell’ammiragliato, che decideva sulla loro condanna e sul trasferimento della proprietà al corsaro.
E...cosa è successo in questi giorni? Le petroliere venezuelane che vengono prese in mare (gli Usa ormai ne hanno ormai prese 5 con trionfalistici proclama da parte di Trump) sono un chiaro e manifesto vulnus al diritto di navigazione perchè nessuna nazione ha il diritto di abbordare una nave e impossessarsene.
L'unico caso in cui è possibile sequestrare una nave è questo: o batte una falsa bandiera o non batte bandiera. Solo in quel caso secondo la legge internazionale - sottoscritta negli anni 70 da tutte le nazioni nel mondo - è consentito salire a bordo ma solo per controllare di che nave si tratti e non per prenderne il controllo. Per salire a bordo, ci deve essere un preventivo permesso dello stato a cui la nave appartiene. E del resto è vero che gli Stati Uniti hanno messo un embargo unilaterale sul petrolio del Venezuela, ma nulla vieta al Venezuela di venderlo a chiunque (proprio perchè l'embargo vale solo per gli Stati Uniti essendo stato da loro emesso e non dall'ONU).
Quanto accaduto alla nave Bella 1 - che prima non batteva bandiera e che poi col nome di Marinera diventa russa - costituisce quindi una violazione del diritto del mare. Dopo Bella 1 ne sono state fermate e sequestrate altre quattro, e senza lettere di corsa, pratica diffusa tra gli europei dal Basso Medioevo al XIX secolo.
Ecco sappiatelo: siamo tornati al Medioevo.
(gennaio 2026)
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