
La protesta dei docenti trentini
Malumori verso il Sindacato: la richiesta è di un maggiore confronto
foto di copertina: Depositphotos - La protesta dei docenti trentini continua (ne avevamo dato notizia anche nei giorni scorsi). Ora in più di 2000 si sono costituiti come Gruppo “Istruzione di Qualità Trentino” e stanno lavorando - anche con commissioni interne - per portare avanti una protesta verso il sistema che non premia e non riconosce adeguatamente la professione dell'insegnante, nel tentativo di restituirle dignità oltre che un concreto miglioramento stipendiale. Il carico di lavoro burocratico in questi anni è aumentato a dismisura, così come le richieste di lavoro extra e in tutto questo le sigle sindacali storiche non hanno dimostrato grande consapevolezza della situazione andando a firmare contratti che i docenti definiscono peggiorativi. Nelle ultime ore la sorpresa: sulla stampa e sui tg i vari referenti di Cgil-Cisl e Uil hanno dichiarato di essere solidali con il movimento. ''E qualcuno persino se lo intesta'' dichiara il Gruppo che ha mal digerito le dichiarazioni apparse sulla stampa locale da parte dei rappresentanti delle sigle sindacali storiche – tra cui gli interventi di Di Fiore e Meo – e pertanto intende precisare e chiarire con fermezza e chiarezza come stanno le cose:
''Il nostro movimento è nato spontaneamente dal basso, promosso dalle docenti e dai docenti del territorio per dare voce alle reali esigenze della scuola. Non ha alcun colore politico e non è legato ad alcuna sigla sindacale. La sua autonomia è un elemento fondante e deve essere rispettata: nessuna organizzazione può attribuirsene la paternità o assumerne la rappresentanza senza un confronto con chi ne fa parte.
In questo quadro, destano preoccupazione alcune posizioni emerse sulla stampa: la definizione di «populiste» riferita alle richieste di aumento salariale dei docenti, attribuita a Di Fiore della UIL; la ricostruzione di Meo della CGIL, che riconduce la nascita del movimento alle assemblee sindacali senza dare conto delle forti contestazioni espresse in quelle sedi dai docenti nei confronti del sindacato.
Pur riconoscendo il ruolo istituzionale che i sindacati rivestono al tavolo dell' APRAN per la tutela contrattuale della categoria, sottolineiamo che nessuna organizzazione può definirsi portavoce delle istanze specifiche di questa mobilitazione senza un reale e preventivo confronto con chi la compone. Il riconoscimento del ruolo negoziale dei sindacati non equivale, infatti, a una delega automatica a rappresentare il movimento. Tanto più che la protesta è nata proprio da un malcontento diffuso verso anni di risposte ritenute insufficienti e accordi contrattuali giudicati peggiorativi dai docenti che vi aderiscono.
Per farsi autentici portavoce delle nostre esigenze, i sindacati devono prima ascoltare la base, comprendere a fondo i contenuti della nostra protesta con una piena e convinta adesione ai principi del movimento.
La scuola trentina vive un momento di forte disagio che non può essere affrontato con soluzioni affrettate o calate dall'alto. Invitiamo dunque le organizzazioni sindacali a un confronto aperto e trasparente con i nostri rappresentanti, affinché le legittime istanze della categoria possano trovare una rappresentanza solida, unitaria e davvero consapevole al tavolo della contrattazione.
L’unità si costruisce attraverso l’ascolto e la condivisione. È da qui che chiediamo di partire.
Firmato: Gruppo “Istruzione di Qualità Trentino”
E non è tutto: a questa protesta si stanno unendo anche gli studenti del Liceo Da Vinci che si stanno mobilitando. Sono privati delle gite, ma si sono messi nei panni dei loro insegnanti dando loro ragione. Un segnale davvero importante !
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