
Vico Calabrò, affreschi dal 1974 al 2025
Un poderoso valume raccoglie 50 anni di arte a cielo aperto
(Corona Perer) - Un poderoso volume, pubblicato grazie a enti e sponsor privati, raccoglie in un unico viaggio gli affreschi di Vico Calabrò dal 1974 al 2025.
La pubblicazione di questo volume nasce grazie alla volontà dei collaboratori ''frescanti'' dell'artista ed è stato stampato in segno di riconoscenza per l'arte donata da questo straordinario uomo di poche parole ''...dal grande cuore, di una semplicità ed umiltà disarmante, un grande artista e maestro di vita'' come scrive delle prime pagine il sindaco del Comune di Caldogno, Nicola Ferronato, che a nome di tutta l'amministrazione, dà il formale patrocinio alla pubblicazione. A Caldogno infatti Vico Calabrò risiede.
Nei suoi 80 anni di vita ne ha regalati oltre 50 a questa arte antichissima, con determinazione, lungimiranza e perseveranza perchè laddove le Accademie d'Arte non insegnano più questa arte, lui ha pensato bene di tramandare la tecnica di pittura murale ''a fresco'' a voce e in pratica: direttamente lavorando sui muri.
Scorrendo il libro ci si trova incantati di fronte alla coralità e alla monumentalità di alcune opere. Tra queste va citata senz'altro Casa Roma alla rotonda del Cavallino a Conegliano.
In essa si racconta il passaggio di Enrico III. Una parete enorme e dalle dimensioni ragguardevoli, ricorda l'arrivo in città nel 1574 del re di Polonia, proveniente da Cracovia e diretto a Parigi per ricevere la corona di Francia. Il sovrano venne accolto da una folla festosa, da una città addobbata con gli stemmi araldici delle famiglie gentilizie dell'epoca, e persino da una fontana dalla quale zampillava il vino!

L'opera è straordinaria, ricca di personaggi e di dettagli, ma non meno ricche di spunti sono le opere che Vico Calabrò ha lasciato un po' ovunque nel Veneto e anche all'estero. Feltre ne conserva una monumentale al santuario dei santi Vittore Corona dove nel 1975 Vico Calabrò racconta la ricognizione alle reliquie dei martiri e pone al cuore della scena il vescovo Giosuè Cattarossi in preghiera davanti alle reliquie dei santi martiri, mentre una folla assiste devotamente e in prospettiva si scorgono il Castello di Albino e la città di Feltre arroccata sul Colle delle Capre.
Non si contano le opere realizzate da i Vico Calabrò anche in giro per il mondo e non tutte sono effettivamente censite nel volume, ma una in particolare attira per la sua freschezza e modernità: casa Righetti a Sarmede, in provincia di Treviso (foto di copertina, in alto) dove la ballerina sul pianoforte plana su una casa traballante che trasuda musica da ogni poro e risponde in pieno all'immaginario di Vico Calabrò, il quale nelle sue opere ha sempre messo musicanti e arie festose.

In ogni pagina di questo voluminoso libro, che non è ancora un catalogo ragionato nè si poneva questo obiettivo, sono riportati anche i nomi dei muratori che hanno predisposto le facciate sulle quali l'artista è andato ad agire, e i nomi dei molti aiutanti allievi incontrati lungo il percorso. Ogni opera quindi è corredata dei nomi e di queste mani e anche della rassegna stampa relativa alle opere raffigurate.
Un pagina è dedicata anche agli affreschi realizzati in Polonia a Marianopol dove - seguendo l'idea di un appassionato del luogo - l'artista realizzò un labirinto con 47 affreschi dipinti da 38 artisti di 14 nazionalità. Perché un altro aspetto dell'arte di Calabrò è anche questa: non essere mai egoisticamente al centro della scena (non è nel suo carattere umile e schivo), ma accompagnarsi a tante altre mani e coinvolgere, con la generosità di chi ne ha sempre approfittato anche per trasmettere i segreti del mestiere.
Ogni pagina è una storia, e ogni storia una favola. Un racconto di quella civiltà agricola del Veneto operoso che ha avuto in Vico Calabrò un vero e proprio cantore.
Autore: Corona Perer
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