Arte, Cultura & Spettacoli

Palazzo Fulcis, un gioiello tra le Dolomiti

Testo e foto Giovanna Dal Magro

L’aristocrazia bellunese, presente a Belluno dal quattordicesimo  secolo,  rivestì un ruolo importante nel governo della città e del territorio, e lasciò palazzi, stemmi araldici, dipinti e disegni di luoghi e personaggi.  Uno di questi  lasciti, appartenente alla famiglia Fulcis, è diventato ora la magnifica sede del Museo Civico, occupando  3000 metri quadri di spazi espositivi. 

Il progetto museografico è riuscito a valorizzare il palazzo settecentesco, aumentando così anche la grande importanza delle collezioni, che comprendono, oltre a molti quadri di genere e di paesaggio di Marco Ricci, Antonio Diziani, Giuseppe Zais, Ippolito Caffi,  opere di Sebastiano Ricci, Palma il Giovane e Tintoretto,  e   raccolte di bronzi, gioielli, sigilli, manoscritti e ceramiche.

La fusione degli oggetti esposti con le pareti, gli stucchi, gli affreschi e i pavimenti intarsiati è talmente armoniosa da raggiungere la perfezione.  Il Museo, inaugurato a gennaio 2017,  ospita 600 opere, ed  ha già ricevuto oltre 27.000 visitatori entusiasti. 

Dopo aver visitato i tre piani del palazzo, si trovano i granai nel sottotetto e lì un quadro monumentale di Sebastiano Ricci “ Caduta di Fetonte”, un capolavoro di questo grande protagonista del Rococò in Europa che toglie davvero  il fiato per la sua bellezza. 

Imperdibili sono  la collezione Zambelli, una delle raccolte di porcellane del Settecento più importanti del Veneto, e quella di gioielli Prosdocimi Bozzoli, gli album di Andrea Brustolon ed anche un Botero Ante Litteram, con un ritratto di donna che si pettina, opera  di Bernardino Licino, pittore cinquecentesco. 

Il progetto di restauro architettonico e museologico è di Arteco s.r.l. di Verona, e il conservatore è Denis Ton autore anche di testi e apparati didattici.

 

www.museo.comune.belluno
#museo Fulcis
 


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