Arte, Cultura & Spettacoli

Verona e il Futurismo

Palazzo Maffei - Il Manifesto nella collezione Luigi Carlon

21 febbraio 2022 - Il primo Manifesto del Futurismo è esposto in una sala dedicata al Futurismo a Palazzo Maffei, affacciato a Verona su Piazza delle Erbe. Con questo documento  fa si sanciva la nascita di una delle più travolgenti avanguardie del primo novecento.

Accanto a Le Figaro, esposto nel percorso museale anche il quotidiano veronese Arena, che il 9 febbraio 1909 anticipa di alcuni giorni la pubblicazione del famoso Manifesto.

La città di Verona ebbe un ruolo di primo piano  nella divulgazione dei principi futuristi perché l' Arena , quotidiano scaligero, fu uno dei sette giornali della penisola a il Manifesto di Marinetti in anticipo di almeno una decina di giorni rispetto a Le Figaro.

 
A testimoniarlo a Palazzo Maffei è il facsimile della prima pagina dell'Arena del 9 febbraio 1909, rinvenuta negli archivi storici del quotidiano, grazie alla collaborazione del Gruppo editoriale Athesis, e ora affiancata nel percorso museale al giornale francese.

(…) È dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il «Futurismo», perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii.
 
(…) Ritti sulla cima del mondo, noi scagliamo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!...»                                                                                                                                                                              Filippo Tommaso Marinetti, 1909

La pubblicazione avvenne il 20 febbraio del 1909 la pubblicazione del Manifesto del Futurismo
sulla prima pagina del quotidiano francese Le Figaro sancisce la notorietà internazionale del movimento che agli inizi del novecento s'impone in Italia, pervadendo tutte le arti, quale reazione alla cultura borghese di fine ottocento
e autentico inno alla modernità. Da quel giorno i principi e gli obbiettivi del Futurismo - unica Avanguardia artistica del XX secolo di matrice italiana, una delle forme d'arte più importanti del cosiddetto secolo breve - vengono annunciati al mondo.

La rivoluzione tecnologica che caratterizza i primi decenni del Novecento aveva determinato negli artisti l'urgenza di rompere con il passato, imponendo una concezione della vita e dell'arte ri-fondate su nuove istanze , nuovi valori
e rinnovate modalità di linguaggio.

Una rivoluzione vera e propria.
 

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La rinascita di Palazzo Maffei
Verona: la Collezione Luigi Carlon

E'  punto di riferimento per gli amanti dell'arte nella cuore della bellissima Verona. Palazzo Maffei, racchiude capolavori che attraversano più di cinque secoli: oltre 350 opere collezionate con amore da Luigi Carlon, che offrono un focus importante sui grandi maestri del XX secolo, tra Futurismo italiano e  Metafisica, arte moderna e contemporanea. Da Picasso a De Chirico, da Mirò a Kandinskij, da Magritte a Fontana, Burri e Manzoni. La Collezione Luigi Carlon, è ricca di opere straordinarie.

La riapertura di Palazzo Maffei Casa Museo, a Verona, dopo l'interruzione forzosa dovuta al Covid19, è avvenuta il 23 ottobre 2021 con l’inaugurazione del secondo piano del Palazzo. Ulteriori otto sale espositive e una project room, nuove opere e installazioni artistiche, spazi culturali per le attività e gli incontri come il “Teatrino di Palazzo Maffei”, con una platea di oltre 100 posti, i suoi sipari d’autore, sette straordinari affacci panoramici su Piazza delle Erbe e una biblioteca specialistica.

Questo luogo di bellezza e arte è una novità nel panorama museale italiano e un arricchimento dell'offerta turistica di Verona. Straordinario è l'edificio che le raccoglie, un vero gioiello. Il suo nucleo originario è tardo-medievale. Sorge nell’area del Capitolium, della Verona municipium romanum. Palazzo Maffei delimita assieme alla Torre del Gardello, il lato nord occidentale dell'antico Foro romano di Verona e fa da quinta naturale a Piazza delle Erbe. La facciata barocca si impone all'occhio di chiunque e una volta varcato l'ingresso l'imponente scalone elicoidale introduce in ambienti di rarefatta bellezza tra stucchi e pitture.

Il recente restauro ha portato all'originario splendore uno dei più scenografici edifici seicenteschi della città. Il progetto, affidato a Massimo Tisato, ha dato luogo a un “riordino” generale e l’intervento conservativo ha coinvolto le decorazioni del piano nobile, i soffitti decorati, gli affreschi, le decorazioni in stucco, gli elementi lapidei del salone centrale.

La collezione che abita queste stanze è iniziata più di cinquant’anni fa, una raccolta eclettica, cresciuta senza limiti cronologici e di genere: dipinti, sculture, incisioni, disegni, miniature, libri antichi ma anche maioliche, bronzi, avori, oggetti di vita quotidiana, mobilio e manufatti decorativi, dall’antichità ai giorni nostri.

La ricchezza e la qualità della raccolta Carlon è ben bilanciata tra arte moderna e contemporanea - ma non mancano dipinti, fondi oro e sculture dei primi secoli dell’anno Mille, la collezione contiene molti nuclei significativi, come nel caso della ricca presenza di opere appartenenti alla pittura veronese, dal 1400 alla fine del 1700, o del futurismo italiano, o, ancora, della metafisica e del surrealismo, della pittura astratta della seconda metà del XX Secolo.

Un itinerario ricco di opere straordinarie documenta anche l’arte del ‘900 italiano, e non solo. Sono presenti anche le avanguardie storiche, italiane e straniere: Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Gino Severini, ma anche Pablo Picasso e Georges Braque; Giorgio de Chirico, Felice Casorati, Giorgio Morandi accanto a René Magritte, Max Ernst, Marcel Duchamp, Afro, Emilio Vedova, Lucio Fontana, Alberto Burri, Tancredi, Gino De Dominicis, Piero Manzoni, per citare alcuni dei principali artisti.

Ricchissima la presenza di rari manufatti artistici, preziosi oggetti d’arte applicata ma anche d’uso comune, provenienti dall’Oriente e da più vicini Paesi europei, che testimoniano l’apertura della raccolta a tutte le arti, secondo un’idea collezionistica che sta tra l’antica Wunderkammer dei Principi e la Gesamtkunstwerk (opera d’arte totale), la ricerca di una perfetta, ideale sintesi delle arti, pittura, scultura, decorazione e architettura.

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