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Shipwreck Crime, questa non è una vacanza

Lesbo: il dramma dei naufraghi raccontato dall'obiettivo di Italo Rondinella

Abiti, scarpe, biberon, salvagenti, una bandiera che richiama ad una qualche identità, salvagenti: sono gli oggetti  fotografati nel 2018 da Italo Rondinella così come rinvenuti sulla riva di un mare che gronda sangue,  il breve tratto di acque che separa la costa turca dall’isola greca di Lesbo un tratto di costa turca tra Babakale e Ayvalık dove si trovano spiagge frequentate da vacanzieri e baie deserte dove sono stati trovati gli oggetti dei naufraghi.  Ora quelle immagini sono il corpus di una mostra che ha lo scopo di restituire dignità alle storie anonime di coloro a cui sono appartenuti.

Doveva aprire  il 14 marzo, a Venezia, ma il Covid19 aveva boccato il progetto. La mostra (44 fotografie dei 44 oggetti rinvenuti) ha dovuto attendere il 30 maggio 2020, dove ora accogie il pubblico all’interno degli antichi Magazzini del Sale, messi a disposizione dalla Reale Società Canottieri Bucintoro 1882, con tutte le misure di sicurezza.

''Shipwreck Crime'', è il titolo scelto dal fotografo Italo Rondinella, ed è patrocinata dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), UNICEF Italia, Regione del Veneto, Comune di Venezia, Università Ca' Foscari (Dip. di Studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea), Ateneo Veneto.
Il fotografo e filmmaker italiano da anni residente in Turchia da sempre alterna l’impegno giornalistico - attraverso la produzione di reportage fotografici e video documentari - a una ricerca più personale su temi che  hanno a che vedere con i conflitti del mondo globale contemporaneo: dalla biodiversità agro-alimentare ai rifugiati. Al fine di rappresentare queste due realtà parallele, l’autore ha incluso negli spazi di mostra il sonoro della spiaggia frequentata dai bagnanti, appositamente registrato dal vivo.

Gli oggetti parlano di tante storie anonime di centinaia di persone che, nella speranza di raggiungere il territorio europeo, hanno tentato di attraversare un confine assassino in un momento storico in cui il flusso migratorio dalla Turchia all’Europa ha conosciuto il suo picco più alto. Molti di loro non ce l’hanno fatta. Ma è il contrasto tra vacanza e fuga a stridere e ad urlare alle nostre coscienze.

C'è un solco emotivo che separa il naufrago dal bagnante e così sul medesimo palcoscenico – la spiaggia – Italo Rondinella mette in scena la rappresentazione mediatica di un fenomeno sociologico. "Shipwreck Crime non è pertanto un progetto sul fenomeno migratorio, bensì sulla commozione" racconta Rondinella.
In linea con le misure di sicurezza adottate negli spazi espositivi per la protezione contro il coronavirus, l’ingresso sarà contingentato e con mascherina obbligatoria.

 

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''Shipwreck Crime'' | Mostra personale di Italo Rondinella
A cura di Anna Lucia Colleo con il contributo di Elisa Muliere
Magazzini del Sale / magazzino 5 / Dorsoduro 262, Venezia
30 maggio – 19 luglio 2020
Visite guidate con l’artista su prenotazione telefonando al numero +39 3282026139
Ingresso gratuito

 

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