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La zuppa di vino

Il Sylvaner e la Val d'Isarco

(Corona Perer) - Avete mai assaggiato la zuppa di vino? E' un piatto tradizionale della Val d'Isarco, un piatto povero e raffinato che sorprende, valorizzando i vini bianchi del territorio dei quali è ''re'' il Sylvaner.

''Il Sylvaner è elegante, mai invadente. Richiede un piatto che non lo sovrasti", racconta Florian Fink dell'omonimo ristorante di Bressanone dove lo abbiamo assaggiato dopo aver degustato il pane medievale e il suo rösti di patate con verdure di Bressanone. Piatti che giocano sulla continuità e che hanno nel Sylvaner un alleato: la mineralità del vino si ritrova nelle note vegetali, mentre la sua freschezza pulisce il palato dal grasso.
 

foto: i piatti di Florian Fink (foto C.Perer)
 

A Bressanone il vino non è solo produzione agricola, ma parte integrante della cultura locale e della gastronomia. A poca distanza dal centro cittadino c'è in località Varna, l'Abbazia di Novacella, che va visitata per i suoi tesori, ma anche assaggiata: è la culla dei grandi vini bianchi di questa valle!

Qui nascono alcuni dei vini bianchi più interessanti d’Italia. L'Abbazia di Novacella è non solo il più grande complesso conventuale del Tirolo, ma anche una tra le prime realtà vitivinicole altoatesine dove si produce un meraviglioso Sylvaner.

La tradizione vitivinicola locale ha radici profonde. Da secoli si coltiva la vite: iniziarono i monaci Agostiniani che oggi possono vantare di gestire una delle più antiche cantine attive d'Europa.

foto by smstudio
 

La Valle Isarco è considerata la regione vinicola più a nord del Paese. E' anche la più piccola zona vinicola dell’Alto Adige ma da questa terra escono vini eleganti e di grande qualità. Le forti escursioni termiche, suoli morenici e vigneti che raggiungono i 900 metri di altitudine, sono condizioni ideali per i grandi bianchi dell’Alto Adige. 

II Sylvaner non è un vino qualsiasi, racconta il territorio. Una presenza storica, coltivata da circa 160 anni, simbolo di un territorio che ha fatto dei bianchi freschi e minerali la propria cifra distintiva. Circa 450.000 bottiglie all'anno, una produzione contenuta ma identitaria. È un vino che riflette il paesaggio: vigneti terrazzati, suoli magri, altitudini importanti. Un vino "onesto", come spesso viene definito, capace di restituire nel bicchiere ciò che accade in vigna. Non a caso viene considerato un vero "all-rounder", un tuttofare della tavola: dagli asparagi primaverili al pesce, fino a piatti più strutturati.

I bianchi della Valle si abbinano perfettamente ai prodotti simbolo della cucina altoatesina come lo speck Alto Adige IGP e sono l'accompagnamento ideale per i piatti a base di asparagi offerti in molti osterie anche in abbinamento al pesce. 

Il terroir di questa valle di montagna ha dato origine al DOC Valle Isarco. I vigneti si trovano spesso tra 500 e 900 metri di altitudine, su pendii ripidi e soleggiati. L’Abbazia di Novacella gode di intensa insolazione, che combinata con forti escursioni termiche tra giorno e notte, permette una maturazione lenta delle uve che conferisce ai vini la giusta acidità, freschezza e una marcata impronta minerale. Tra i vitigni simbolo della valle spiccano - oltre al citato Sylvaner-  Kerner, Grüner Veltliner e Riesling.

 

Foto: https://brixen.canto.global/b/KKDGH

La DOC Valle Isarco è anche la più piccola zona vinicola dell'Alto Adige. Accanto alla realtà monastica, il panorama vitivinicolo è caratterizzato da piccole, ma non meno prestigiose aziende familiari racchiuse nei tipici masi altoatesini.

Da queste parti tutta la tradizione vitivinicola locale ha radici profonde. E se il  monastero agostiniano è una delle più antiche cantine attive d’Europa, non è da meno la cantina Köfererhof, nei pressi di Novacella: le sue origini risalgono addirittura al 976.

Il Kuenhof, antico maso con radici nel XII secolo, è oggi noto per una viticoltura attenta alla natura e per vini bianchi minerali di grande personalità. Il Pacherhof, situato sopra l’abbazia, è strettamente legato alla storia del Kerner in Valle Isarco: il bisnonno dell’attuale vignaiolo fu il primo a piantare questo vitigno nella valle nel 1973, contribuendo alla sua diffusione.

Chi visita queste valli può annotarsi tappe di gusto e di scoperta di vini sospesi tra passato e futuro: lo Strasserhof, è tra le cantine più alte dell’Alto Adige, il Burgerhof Messner ha puntato sui vini biologici, il Griesserhof a Varna vanta tradizione vitivinicola secolare coniugata a moderne tecniche di cantina, il Taschlerhof, coltiva uve su ripidi vigneti d’alta quota.

''Il Sylvaner e la Val d'Isarco" ed è il progetto promosso dall'associazione EisacktalWein che, per la prima volta, mette in dialogo diretto 17 produttori e 14 ristoranti della valle. Dal 30 marzo e per tre mesi, ogni locale coinvolto propone in carta un piatto pensato su misura per un Sylvaner selezionato, sempre accompagnato dalla relativa raccomandazione in abbinamento.

info: www.brixen.org | info@brixen.org

 


Autore: Corona Perer

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