
''Io sono Nando''
Chiara Pianalto per Graphe.it narra una storia inedita: quella di un pubblicitario ante litteram
Ricordiamo in molti le gioie casalinghe degli anni '60, in cima alle quali ci stavano la tv e Carosello. Era l'Italia del Boom Economico e il termine boom fa il paio con la parola consumi. Ecco che nasce la reclame e - come oggi si fa oggi nei social (Instagram in primis) - le prime storie pubblicitarie. Carosello era più di una vetrina, era uno show per episodi che spesso lanciava i personaggi dello spettacolo su altri campi (come non ricordare Mina e la famosa cedrata Tassoni?).
Ma...quanti di noi sanno o conoscono le penne che diedero vita alle storie, alle scenografie e alla campagne di pubblicità che avevano in Carosello il proprio palcoscenico e poi approdavano alla cartellonistica, alle etichette e a quello che oggi chiamiamo merchandising?
Un libro di prossima uscita (26 ottobre 2026) per le edizioni Graphe.it punta i riflettori su un artista dimenticato che ha disegnato l'Italia del dopoguerra disegnando per i brand del tempo: Martini, Motta, Plasmon, Lambretta, Golia, Galbani.
Al lettore si sbloccheranno numerosi ricordi. I bozzetti di Nando Rossi inediti rivelano una mano dolce e generosa di spunti dentro una Italia che con la ''reclame'' cambiava stili di vita, gusti e morale.
Non è una semplice monografia, ma un vero e proprio album dei ricordi collettivo. Ne è autrice Chiara Pianalto curatrice e ricercatrice indipendente, che con ''Io sono Nando. Una storia (s)conosciuta d'arte e pubblicità'' ci parla di Nando Rossi illustrava piccole commedie per bambini, progettava la propria casa, disegnava per il brand Recoaro, la Rinascente e firmava le copertine dei Gialli Mondadori.
Per realizzarlo l'autrice ha dovuto compiere non facili ricerche: la firma ''Rossi'' non era specificata bene e attribuita a nomi diversi. Negli archivi come Mario, Vanni, Man e a volte non compariva affatto. Poi è Facebook a risolvere il mistero grazie ad un post fortuito e casuale emerge il vero nome: Ferdinando Rossi, detto Nando. Chiara Pianalto lo aveva scoperto cercando altro: dentro le pubblicità storiche della Recoaro, tra i materiali della stagione più fertile della comunicazione visiva italiana, c'era la sua mano. Un protagonista sfuggito alla storia dell'arte per una questione di nomi, di archivi mal tenuti, di grandezza mai abbastanza rivendicata.
Il libro (con la prefazione di Paola Biribanti) è arricchito da illustrazioni in bianco e nero e a colori e rende giustizia alla figura dell'illustratore. Attraverso la sua opera — conosciuta e misconosciuta insieme — vediamo l'Italia cambiare vestito, gusti, morale. Aperto da una prefazione di Paola Biribanti che inquadra il contesto socio-culturale dell'Italia della ricostruzione e del passaggio dai manifesti d'artista alla grafica d'agenzia fino all'era di Carosello, questo libro non è una semplice monografia, ma un vero e proprio album dei ricordi collettivo.
Formatasi tra l'Università di Bologna, il Victoria and Albert Museum e il Sotheby's Institute of Art, Chiara Pianalto collabora con Recoaro per il centenario del marchio. Con questo libro parla di quella settima arte, la pubblicità che ancora non era percepita come tale ma che tanto ebbe a che fare con l'identità nazionale.

Autore: Corona Perer
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